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L'IMPORTANZA DI APPARIRE
pubblicato da E.Pitti il 26 Maggio, 2008 - 2:39pm
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![]() Luca Bertasso - Full Optional Guardando la televisione ci si rende conto che, i vari “tronisti” e “veline” la fanno da padroni il che, oltre a denunciare lo stato di una certa cultura italiana, rappresentano la massificazione e la mercificazione dei valori più sicuri. Senza entrare nel merito, si vuole solo far notare come certi modelli massmediatici stiano prendendo il sopravvento. Prendiamo ad esempio lo stereotipo del nuovo macho: l’atteggiamento è divenuto sempre più arrogante e il tutto è accessoriato da un volto curatissimo, un fisico iperpalestrato e il 90% dell’abbigliamento curato dallo stilista più in voga del momento. I soggetti della nuova serie di Luca Bertasso sembrano appena usciti da questa televisione. Sulle tele danno bella mostra di se dei bei volti maschili - dalle mascelle di “Beautifulliana” memoria - carichi d’orpelli e accessori che, come i vecchi guerrieri celtici, ne denotano il loro status sociale. La tecnica pittorica è minuziosa, gli oli su tela possono facilmente essere scambiati per delle serigrafie, tanta è la maestria con la quale il colore è steso sulla tela e tanta è la precisione con cui le linee delle figure si stagliano contro lo sfondo monocromatico. La ricerca dell’artista è nel superfluo che denota i suoi ritratti e figure, nella decorazione che diviene, così, la sua personale rilettura di un postmoderno rococò. Ad un primo sguardo, queste pitture, possono catturare per le tinte vivaci, per le raffinate linee che incorniciano i volti, per quel giusto tocco di glamour dato dall’uso dell’oro e dell’argento, ma ad uno sguardo appena più accorto notiamo che essi non sono altro che gli uomini che incontriamo ogni giorno, magari lavorano nella city e detengono lavori d’alto impegno e responsabilità ma al loro interno si nasconde, non poi tanto bene, la loro voglia di apparire come la massa. L’intero lavoro dell’artista vuole essere una denuncia alla società dei consumi, agli oggetti che, siano essi occhiali o macchine sono loro a possedere noi e non più il contrario; l’uomo contemporaneo o, ancora meglio, la società contemporanea, lascia che siano loro – gli oggetti - a dire al mondo chi siamo: basta possedere un determinato bene o apparire in un determinato modo per sentirci conformi alla massa che ci vuole tutti stereotipati nelle stesse ambizioni e fantasie. La conferma che sia una denuncia agli oggetti, ma anche ai valori che essi rappresentano, si denota dalla particolarità della data di scadenza impressa sopra le tele. Come gli occhiali o la camicia - che oggi ci costa un mutuo da estinguere in un tempo sicuramente maggiore della durata della moda dell’oggetto stesso – anche questi quadri (secondo una visione cinica e sarcastica dell’artista) perderanno, nel tempo, il loro fascino; lasciando che altre immagini riempiano le nostre case per dire al mondo chi siamo attraverso i quadri che possediamo. Emanuela Pitti ![]() "Sconchigliamento d’inizio primavera" - 2008 - tempera su carta, cm 38 x 58 22/5 – 27/6 Luca Bertasso, Full Optional A cura di Stefano Castelli Catalogo bilingue con intervista di Emanuele Bluffi Galleria Bianca Maria Rizzi Via Molino delle Armi 3 Orario: mart, giov. e ven 15 -19.30, merc 13 – 19.30, sab 11 -13 e 15 – 19.30 info: tel 02 58314940 info@galleriabiancamariarizzi.com www.galleriabiancamariarizzi.com Condividi Invia nuovo commento |
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