LAPSO ABIURO
caro fratello.
scusa se, anche se soltanto per un momento, ho pensato che la Poesia possa anche essere qualcosa di più che guardarsi l'ombelico e, oh, amor mio, la spiaggia desolata al mattino, il vento che mugghia; oh, la sfortunata condizione umana; oh, la rassegnata disanima; oh, la fredda lama che penetra l’oscurità; oh, barattar esegesi di personali solitudini; oh, quanta malevolenza in chi correttamente punteggiatura abusa.
scusa se la forma contorta dei miei scarabocchi ha voluto, nella vana ricerca dei suoi quindici minuti di gloria, sentirsi trattare come Poesia; scusami, sii indulgente con il peone sconsiderato che ha gettato via il cappellaccio e ha sollevato la testa per vedere un cielo che gli pareva migliore.
scusa me, accecato dall’Ego; scusa me, dimentico in quel disgraziato attimo che la Poesia è nient’altro che insondabile e magica espressione dell’anima più profonda dell’Uomo, e della nobiltà del cuor suo. stop. i peones sono tutt’altra cosa.
scusa se ho violato con alterigia ogni canone, scusami tu, scusatemi ballata e madrigale, scusatemi endecasillabo falecio, saffico e sciolto, scusami madre perifrasi e scusami anche tu, trimetro giambico archilocheo, se arrogantemente pensai di far Poesia senza di Voi: perdonate la mia leggerezza calpestando con giusto impeto il mio parlare sconcio.
scusa se ti ho dispiaciuto e ferito, se ho afflitto te e chi come te afferma che il Male è la cosa più temibile e abbietta e lurida e che mai bisogna parlarne; specialmente quando si è dalla parte di chi ne ricava un po’ di bene. poiché del Male si è parlato troppo e troppo a lungo, e questo trasforma le cose in noiose, in luoghi comuni.
scusami quindi, e maledici la mia penna Bic, dove il Male penetrò costringendomi a parlare di lui, enumerando sterilmente i suoi luoghi comuni come inquietante nero rosario; scusa l’irresponsabile impostura con cui ho disturbato la quiete della tua stanza, delle pareti bianche dove il sole carnicino a causa mia scurì.
scusa se, comportandomi così, la mia offesa diventò grande in un niente, diventò pozzanghera che inzacchera la veste dei Maestri, gli Ineguagliabili che hanno giustamente istruito sulla Poesia, e che solennemente postularono sulla pietra ch’ella mai e poi mai avrebbe dovuto occuparsi delle piccole cose del mondo, ‘che queste sono solo miserie passeggere, che l’unica cosa vera -ed io lo sapevo- è che la Storia corre e la gente dimentica i fatti, specialmente i più agghiaccianti.
scusa me, infimo scarafaggio che adesso, pentito e fiaccato dal rimorso, non riesce nemmeno a ottenere indulgenza da se stesso: dammi almeno tu il perdono, così che tutti vedano dove davvero risiedono Benevolenza e Tolleranza, che sono anch’esse parole bellissime, quasi come la Poesia preziose, e come le reliquie solo esposte al pubblico nei giorni speciali: perdona la mia leggerezza calpestando con giusto impeto il mio parlare sconcio.
scusa se ho offeso chi ci ha giustamente cresciuti nel dimenticare l’aristotelica definizione della parola “politica”, trasformandola in una rozza parata di tifoserie che felici si ammazzano sugli spalti, mentre i moderni gladiatori là sotto se la ridono e se ne vanno in Ferrari.
scusa anche se ho oltraggiato quanti, legittimamente accettando come dato di fatto l’esistenza delle tifoserie, per poterle distinguere come proprie creano loro delle regole e dei modi di vita complementari e opposti l’una all’altra; ne segue che bisogna per forza di cose essere dell’una o dell’altra tifoseria, e tutti gli altri, chi viola anche una sola delle regole di vita della propria tifoseria, chi è inclassificabile o dubbio, deve essere considerato e trattato a ragione come appartenente alla fara opposta. anche questo sapevo e dimenticai, anche questo scusa e perdona, calpestando con giusto impeto il mio parlare sconcio; perdonami, poiché anche il Signore perdonò chi, per non aver voluto credere, gli mise le dita di pesce nella Ferita Immacolata.
cnat, 2005-02-10
nota:
questo mio testo è comparso per la prima volta qui:
http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=29764&idd=5650
e in seguito, dal 2005-07-05 al 2005-07-12, qui:
http://cnat.exibart.com/