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   Venerdi, 03 Settembre 2010



RASOIO E CERETTE IV

ritratto di StefanoBoccato
Prosa
A - Non sarebbe nemmeno necessario, con intenzione comunque.
B - all'angelo che non è visibile Ne perdi tante già da te, volando.
A - si siede accanto a B. Finora non c'avevo mai pensato...
B - Che belle però, queste "barbe" che rimangono nell'aria sospese...
A - Sì; quelle poche che si riescono a vedere adesso con questa luce diffusa.
B - Che illumina benissimo tutto... il resto.
A - Fur/ sta per sternutire, senza esito /betto il "nostro" angelo.
B - ma le senti, vedo! A parte tutto maliziosa bisogno di occhiali? di colpo con gli occhi segue una "barba".
A - No.
B - anche con la testa In movimento affascinata sempre.
A - Solo merito delle correnti d'aria?
A+B - si fanno cenno di no, si sorridono.
B - si blocca Mi sono seduta sull'umido! si alza.
A - Anch'io, temo La segue. Ma non sei sporca.



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*

io questa serie (?_ non quadri) la trovo stimolante.

non come teatroprosapoesia.

come altro.

come nuovo.


che cosa bella.



des deux choses lune
l'autre c'est le soleil

: )

in effetti per comodità la considero teatro, ma più che altro è venuta fuori, un pezzo dopo l'altro a prescindere dalle etchette... grazie!

e dall'azione

scaturire l'intento, o il tuo viceVerso.

 

(bello) 

.

mi faccio alcune domande ( adesso che siamo arrivati alla IV), sul valore delle didascalie d'azione o di intenzione. ho lìmpressione che creino una loro storia.anche se per la verità le ho natate tardi, a causa di questa differenza molto leggera tra i caratteri dritti e storti. e mi piaceva questa specie di iato che calava nei discorsi.ora però non posso più tornare a non vederle. le vedo. e vedo che sono didascalie. cosa che però, secondo me, non sono.

didascalie

che bello, un post sulla forma! non è che sei tu ad essere pagata da quelli di lobo? le didascalie sono sempre un problema per il teatro. ci sono testi (i tuoi)che solo per la forma del testo, il ductus, le contengono già tutte, senza bisogno di indicazioni... lo iato che cala nei discorsi c'è, nel senso che questo è quello che faccio spesso quando scrivo: parole e azioni nascono quasi separate e vengono intrecciate dopo, quindi è vero... sono come due storie giustapposte. dall'altra parte avrei potuto metterle tra parentesi ma non riesco a considerare le didascalie come inferiori, secondarie aggiunte alla parole, hanno lo stesso peso dei discorsi e per questo sono differenziate solo con il corsivo senza separazioni. continua pure a vederle come non didascalie, sono testo per i corpi e non per la voce. : )

mmm. non so. bisognerebbe

mmm. non so. bisognerebbe allora spostarsi un attimo e parlare di teatro.potremmo parlare di azioni se vuoi. ma sul serio. sarebbe bello.

sì, questi pezzi nascono

sì, questi pezzi nascono come teatro, ma mi rendo conto che lo sono un po' in modo atipico, più che altro verbali di azioni non ancora avvenute...

in effetti le domande erano troppe

(con sti aggeggi mi incasino)

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