NO EXIT - "L'arte grida e sanguina"

"Tra i tanti elementi dell'arte contemporanea ve ne è uno concettuale. Proprio su questo elemento concettuale le opere di Sergio Angeli si basano, sino ad arrivare ad un'arte autonoma, libera,matura, affrancata dalla condizione di vassallaggio nei confronti dell' aspetto contenutistico e simbolico in cui pietosamente versa oggi. Anzitutto diciamo che la mostra “NO EXIT” raccoglie un arte con una duplice faccia; da un lato essa è un racconto di qualcosa che si riferisce al mondo reale, o al mondo della soggettività, o al mondo dei concetti e delle teorie; dall' altro essa è puro gioco di colori, toni, forme, linee... Cioè da un lato essa si avvicina alla letteratura, in quanto dice qualcosa di determinato, dall' altro si avvicina alla musica in quanto non dice nulla di determinato ma gioca con colori, linee, toni e spazio proprio come la musica pura gioca con suoni di diversa altezza, timbro, tonalità, durata etc. Nel corso del processo di secolarizzazione della modernità, proprio come tutte le altre facoltà ed attività dell' uomo occidentale, anche l'arte cominciò a "differenziarsi", a distinguersi da altre attività ed a diventare sempre più pura ed autonoma. In questo farsi autonoma e pura essa non si è impoverita, ma al contrario si è arricchita tanto da diventare qualcosa che non si era mai visto prima. Oggi giorno l'arte contemporanea ha stabilito un canone estetico, con lo stabilire i toni ed i suoni consentiti o meno. Nelle opere di Sergio Angeli la colorazione viene giudicata un abbellimento secondario, e l' elemento estetico viene ricercato piuttosto nell'interiorità e nel dramma dell'uomo contemporaneo a dover sopravvivere nella gabbia di illusioni che si è costruito E' qui che va a colpire “ NO EXIT” con rabbia graffiante, a voler dimostrare che l'Arte è attenta e tutt'altro che superficiale”.