My two cents

My two cents - La Rubrica di Chiara Canali

Una salutare "scossa". Di Chiara Canali, (My two cents 04)

Mi ricollego al mio precedente intervento per approfondire meglio il concetto di bellezza, diventato così attuale oggi senza tuttavia una vera interiorizzazione del termine. Si utilizza infatti continuamente la parola “bello” o “brutto”; si creano compilazioni e playlist sulle due categorie; stra-abusata è la frase di Dostoevskij“La bellezza salverà il mondo”; addirittura Umberto Eco, a partire dai concetti, ne ha elaborato una “Storia della Bellezza” e una “Storia della Bruttezza”.
Tuttavia spesso la parola “bellezza” è semplicemente data per scontata, è usata in ambiti e contesti differenti, senza averne chiara la definizione razionale.

La (dis) educazione al bello. Di Chiara Canali (my two cents n.03)

Con l’avvento della modernità si è infatti affermato un nuovo paradigma culturale che potremmo definire del “relativismo culturale”: come sintetizza bene il romanzo di Pirandello Il fu Mattia Pascal quando preannuncia la “lanterninosofia”, non c’è più un lanternone comune che permetta di incamminarsi nel reale illuminati da una luce comune, ma vi sono tante piccole luci che vagano sulla loro strada. Non esiste più un’unica verità, ma ci sono tante verità possibili perché tutti pensano di poter giudicare tutto e di poter dire la propria verità su tutto. Paradossalmente, la mancanza di una verità unica annienta alla base ogni possibilità di comunicazione, di dialogo a partire dagli stessi presupposti, e dunque ogni tentativo di educazione e di possibile crescita culturale.

La relazione con lo spettatore. Di Chiara Canali (My two cents n.02)

rubrica di chiara canali

L’idea di un’arte relazionale si prefigge di attivare una piattaforma di pratiche artistiche che contempli, come punto di partenza, la complessità delle relazioni sociali e del loro contesto, piuttosto che uno spazio privato e indipendente. I lavori degli artisti si dovrebbero perciò basare sull’interattività, la condivisione e la collaborazione, implicando la partecipazione attiva del pubblico a cui l’opera è destinata. Essenziale è la relazione con il fruitore in virtù delle reciproche influenze, dialoghi e confronti che portano alla nascita di una sorta di creatività collettiva. “Il processo artistico, piuttosto che essere solamente un incontro tra uno spettatore e un oggetto – dice Bouriaud – con l’arte relazionale produce incontri intersoggettivi. Attraverso questi incontri, il significato è elaborato collettivamente, piuttosto che nella forma di un consumo individuale

Il Critico dell'Arte... Chi è costui? di Chiara Canali (My two cents - N.01)

Un altro nodo fondamentale è il ruolo del critico d’arte o della “critica” come disciplina nei confronti dell’artista e della sua ricerca. Tanti sono i punti di vista e le posizioni: secondo alcuni la critica d’arte deve essere militante, schierata e battagliera, deve difendere una posizione e portare avanti un movimento o una tendenza, ma soprattutto deve difendere a ogni costo gli artisti o le correnti in cui crede; per altri la critica deve monitorare e analizzare l’arte che si presenta sotto i suoi occhi dandone un giudizio di tipo estetico o formalistico; per altri ancora, invece, deve essere “politically correct” limitandosi a non parlare di un artista o di un tetetema piuttosto che a dare vita a una recensione cattiva. Anche la scelta di non parlare è già di per sé significativa.

 

Il senso di un'opera d'arte nel mondo non-sense dell'arte. Di Chiara Canali

All’inizio di questa rubrica, vorrei fare una premessa per me estremamente importante e che reputo imprescindibile per chi lavora, vive e crede nel sacro fuoco dell’arte.

Prima ancora di parlare di tendenze, correnti, trend, filoni, corsi e ricorsi storici, vorrei battere il chiodo su un nodo fondamentale per qualsiasi tipo di pratica, non solo artistica: il senso del fare le cose e, in particolare, il senso di un’opera d’arte.

 

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