Vuoto a perdere

Vuoto a perdere

Titolo

Vuoto a perdere

Inaugura

Sabato, 10 Maggio, 2014 - 17:30

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

Simone Racheli

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Al MAC di Lissone Simone Racheli [Firenze,

1966] presenta un inedito ciclo di opere su

carta, dal titolo Gli incerti, e una scultura,

denominata Sostegno all’incertezza, che rappresentano

creature biomorfe sviluppatesi

attorno a degli orifizi, o più precisamente intorno

a un’assenza che ne condiziona e deforma

l’aspetto. Attraverso la perizia tecnica

dei suoi disegni, Racheli ci mostra il dissesto

organico di corpi che necessitano di un

(rassicurante) sostegno, così come accade

alla scultura che sembra muovere i suoi primi

passi – molto incerti, tutti precari.

Nel descrivere il progetto Vuoto a perdere,

Racheli racconta che «cercare il compiuto in

qualcosa in evoluzione è un paradosso e non

dovrebbe essere applicato all’uomo. Nel tempo

abbiamo coniato molti aggettivi che inducono

a pensare a una completezza dell’essere

umano, integrità suddivisa in due parti,

secondo le dottrine attuali che affondano le

proprie radici nello sciamanesimo e nel

mondo dell’antica Grecia. Il corpo resta comunque

un’unità in evoluzione, dalla sua

formazione fino alla sua degenerazione. Tale

"movimento" (obbligato dalla natura e poi

dalla società volitiva) lo rende instabile, inafferrabile,

come la materia nell’inquieto Principio

di indeterminazione della fisica quantistica.

Partendo dal concetto di completezza,

sia fisica che emotiva, l’approdo è verso

un’inevitabile deformità, quale mancanza del

compiuto.

"Completo" è ciò che è finito, indubbio, a cui

non manca niente, neanche una piccola

parte. L’integrità è una necessità da opporre

all’incertezza, che nasce in modo insidioso

dal senso di vacuità, dovuto alla percezione

di un’assenza. Tale consapevolezza è forse

connessa al vuoto da dover colmare, alla

perdita dell’altro (di un "altro corpo") all’atto

della nascita. Il vacuo ci rende mutili: occupa

spazio senza che lo desideriamo. L’incompletezza

è una mancanza rispetto a ciò che è

definito, formato, concluso. Il nostro corpo,

composto da materia vulnerabile e sensibile,

somatizza il dolore, modificandosi. Benché

mantenga i suoi attributi, la sua caratteristica

peluria, così come l’incarnato irrorato da vene

o tempestato da efelidi, il corpo diventa

deforme. La delicata epidermide prelude a

un’anima che corrisponde alla sensibilità del

proprio corpo, svelandone gli strati e la

profondità; gli orifizi, infatti, sono i punti di

accesso per il dentro, per lo spazio interiore.

La reazione somatica al vuoto – che alberga

dentro ciascuno di noi – diventa deformazione

patoplastica nella crescita dell’individuo

e della sua coscienza.

L’enigma logora l’anima, la rende inquieta e

protende il corpo verso lo spazio, con un

passo naturale. Due sole gambe si alternano

in un solo punto di sostegno: l’azione mette a

dura prova il nostro equilibrio, che è sempre

proiettato verso un indefinibile divenire. Il

passaggio da un luogo ad un altro erode il

tempo e l’ignoto: conquistarli e dominarli è la

prova di forza messa in atto nel rito di ciò che

è morituro. Quello che è stato consumato

lascia dietro di sé dei vuoti, immediatamente

tamponati con strategie e certezze. Il cammino

dolorante e vacillante dell’incompleto è

sostenuto dalla frenetica produzione di artefatti

(estensioni umane, protesi, sostegni),

materia stabile che ci garantisce una

proiezione verso il duraturo. Impossessarsi di

queste apparizioni concrete è l’escamotage

salvifico dall’incertezza, ed è proporzionale

alla menomazione della vacuità percepita».

Come Arrivare?

Chi c'è on line?

Ci sono attualmente 1 utente e 606 visitatori collegati.

Informazioni su ''

Accesso utente

CAPTCHA
Inserisci il codice che vedi qui sotto. Serve per evitare la spam e dimostrare che sei un umano e non un computer.

lobodilattice newsletter

Iscrivendoti accetti le nostre Privacy Policy ( link in fondo alla pagina)