Volti, spazi e memorie

Volti, spazi e memorie

Titolo

Volti, spazi e memorie

Inaugura

Giovedì, 3 Novembre, 2016 - 17:30

A cura di

Valeria Modica

Artisti partecipanti

Vanni Quadrio / Federica Saletta

Presso

MaMo galleria
Via Plinio,37 Milano

Comunicato Stampa

Volti, spazi e memorie

 

Mostra Bipersonale di pittura di Vanni Quadrio, Federica Saletta

Galleria MaMo via Plinio,37/ inaugurazione 03 Novembre 2016 ore 17,30/19,00

 

Orari di apertura e chiusura giornalieri dalle 15,30/19.30

 

Dal 03/11/2016 al 13 Novembre 2016

 

 

Vanni Quadrio  (Palermo 1970) Vive e lavora a Palermo. Grazie ad una ricerca pittorica  intimistica della realtà e alla sua assoluta padronanza del disegno, compone segno dopo segno volti familiari o semplicemente incontrati.. che seducono per la loro  forma poetica. La realtà e l’individuo, con la sua grazia, con i segni del tempo, svelano la natura introspettiva del fare arte, la ricerca  formale attraverso un segno sovrapposto e travagliato  serve ad esprimere una visione che si può definire giocosa, serena, ma anche tormentata, dove il volto umano, vero protagonista svela le inquietudini, le paure e le debolezze della società contemporanea. V. Quadrio si muove agilmente invitando il fruitore in un nuovo spazio d’ incontro e relazione.

Dopo la formazione artistica tra Palermo ed Urbino si  laurea  presso l’Università della sua città in psicologia con una tesi sul linguaggio dell’arte e arte-terapia.

Fin da giovane partecipa alla vita artistica della sua città.

Dopo  numerose esperienze artistiche come performer (Incontri su tela, libreria Sellerio, e lo spettacolo teatrale di B. Monroy “Inferni, Luoghi, Immagini”, “Palermo di scena” -Comune di Palermo) e scenografo (375° festino di S. Rosalia) nel 1997 espone in una mostra personale (“Galleria di ritratti - Personale”. Opera Universitaria Palermo) una serie di ritratti inaugurando la sua ricerca, non ancora esaurita, sul corpo.Nel 2010 comincia il progetto “ Evoluzione” e a luglio dello stesso anno ne presenta  una prima allo spazio espositivo “ Casa Succo Acido”- Giacalone (Pa). 2009 espone in mostre collettive a Venezia, Ferrara e Milano, grazie alla collaborazione con la galleria Spazio d’Arte L’Altrove di Ferrara e a Palermo presso Spazio Deep dove espone in una personale dal titolo “ho perso la testa per Giuditta”. Nel 2008 prende parte al progetto N.EST, con un ciclo di fotografie sul tema del confronto tra centro città e periferia a Napoli. Tra il 2007-2005, partecipa alla mostra collettiva 13 x17 Padiglioneitalia. Febbraio 2006 collettiva Eugenìa, incontro tra giovani artisti di Roma e Palermo, galleria Centro Biotos di Palermo. 2005 partecipa al laboratorio d'arte contemporanea e cultura del territorio, progetto Isole, con un'installazione ambientale nella Biblioteca Comunale di Isola delle Femmine. ha illustrato racconti editi da Gaefra, Anteprima e Libr’aria e ha realizzato la copertina di RHFB Rapports-Het Franse Boek Litterature algerienne Rabalais, Amsterdam. La sua attività artistica si è svolta parallelamente a quella di formatore, ha infatti tenuto vari corsi di pittura, disegno e ceramica individuali o per piccoli gruppi ed ancora attività di riabilitazione con pazienti psichiatrici adulti, bambini. Oltre alla sua produzione pittorica e grafica esegue interventi ambientali e scultorei, approcciandosi ad una riflessione sullo spazio e sul site specific.

 

Federica Saletta nata nel 1989, vive e opera a Palermo dove ha concluso gli studi presso l’ Accademia di Belle Arti nel 2015, indirizzo Pittura. Comincia a dipingere sulle tematiche del paesaggio urbano, dopo aver lavorato alla fotografia diurna, rappresentando, con una visione notturna molto suggestiva, architetture, strade, spazi misteriosamente avvolti nei fumi di nebbia grigia che ricordano, paradossalmente, una metropoli nordica, una città futuristica dove l’immagine si smaterializza, diviene rarefatta, ai limiti dell’astrazione, resa con delicate pennellate di grigi e di azzurri che moltiplicano la luce, suggeriscono prospettive, quasi a voler rappresentare, simbolicamente, il dilatarsi del pensiero nell’infinito. lo sfondo appena accennato suggerito dalla luce, i colori soffusi, creano una realtà intima, filtrata da un paesaggio  che suggerisce il sogno notturno,  che avvolge tutto e permette attraverso i colori sfumati e le linee accennate dai contorni indefiniti, di stravolgere e catturare l’essenza della città che diviene specchio dell’ anima della giovane artista.

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