VITA DI CORTE fotografie e attrezzi al lavoro dall'800 al '900 nelle corti del Parmanse

VITA DI CORTE fotografie e attrezzi al lavoro dall'800 al '900 nelle corti del Parmanse

Titolo

VITA DI CORTE fotografie e attrezzi al lavoro dall'800 al '900 nelle corti del Parmanse

Inaugura

Domenica, 29 Marzo, 2015 - 16:30

A cura di

PATRIZIA RONCHINI

Artisti partecipanti

Riccardo Nencini

Presso

Museo del Vino - Rocca Sanvitale
p.zza Gramsci - Sala Baganza (PR)

Comunicato Stampa

Vita di corte
fotografie e attrezzi al lavoro
dall’800 al ’900 nelle corti del parmense

a cura di Riccardo Nencini
presentazione di Patrizia Raggio

PRESENTAZIONE
Meritano ancor oggi di trovare posto in un Museo testimonianze di come si viveva prima della grande trasformazione della metà del Novecento?
Sì, e non solo in esposizioni dedicate, come i Musei della Civiltà Contadina di Soragna o Zibello, o ancora quello della Civiltà Valligiana di Bardi, da cui provengono alcuni dei pezzi esposti, o questo stesso del Vino, ma anche in mostre “itineranti” dove l’oggetto non è avulso dal suo utilizzo, ma, grazie alla fotografia, torna a prendere vita.
Non più solo ricordo di un tempo passato: attraverso l’immagine momento di riflessione e non solo. Lasciamo ai Musei il compito di ricostruire analiticamente i cicli lavorativi del tradizionale sistema agrario; facciamo di questa piccola raccolta qui in mostra temporanea spunto di discussione, ad esempio, su come quella vita passata abbia nutrito, vestito, riscaldato, cresciuto, popolazioni di campagna e di città e ne abbia reso possibile il progresso. Soprattutto ripensiamo come si svolgessero le relazioni di genere, familiari e sociali, tra gli uomini e i loro rapporti con la terra, l'acqua, il mondo vegetale e animale.
Gli oggetti qui documentati non rappresentano un invito a rivisitare quel mondo in maniera ingenua o nostalgica, ma, piuttosto, a cercare di cogliere gli intimi tratti di quella che è stata definita ”l'efficienza della necessità”. Poi, attraverso la fotografia, convinciamoci, se ce ne fosse ancora  bisogno, che se non si possono trovare nel passato le soluzioni ai problemi del presente, conoscerlo a fondo può contribuire ad arricchirci e a cogliere in modo più complesso e concreto il nodo dei rapporti tra natura, società e tecnologia.
Un discorso a parte per la fotografia di Riccardo: l’utilizzo del bianco/nero ha senz’altro esaltato quella patina di “vecchiaia” che gli attrezzi possiedono e ancor di più il sentimento di qualcosa di antico e dimenticato che esprimono interiormente. Sono oggetti ancora vivi, come vivo è il legno del rastrello o l’acqua della brocca, come viva è l’immagine che Riccardo ne ha ricavato.

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