VIRTUAL FLUXUS POETRY / Shozo Shimamoto 1928 - 2013

VIRTUAL FLUXUS POETRY / Shozo Shimamoto 1928 - 2013

Titolo

VIRTUAL FLUXUS POETRY / Shozo Shimamoto 1928 - 2013

Inaugura

Domenica, 31 Maggio, 2015 - 18:00

A cura di

Giovanni Bonanno

Artisti partecipanti

Shozo Shimamoto, Ruggero Maggi, Mirella Bentivoglio, Monica  Rex, BuZ  Blurr, Jurgen O. Olbrich, Виктория Барвенко,  Jan Theuninck,  Vittore  Baroni,  Rora & Dobrica Kamperelic, Pascal Lenoir, Ambassade d'Utopia, Eugenio Giannì, Anna Boschi, Clemente Padin, Fernanda Fedi, C. Mehrl Bennett, Emilio Morandi, G. Galantai, Bruno Cassaglia, Julien Blaine, Ko de Jonge, Stathis Chrissicopulos, Luc Fierens, Giovanni  Bonanno, Mirta Caccaro,  Antonio Sassu, Ever Arts, M. P. Fanna  Roncoroni, Cesar Reglero, Jacob de Chirico, Marina Salmaso, Lancillotto  Bellini, Lamberto Caravita, Gino Gini, Rosa Gravino, Francesco Aprile, Alicia Malerba, Rolando Zucchini, Mauro Molinari, Francesco  Mandrino, Santini Del Prete, Claudio Grandinetti, Karl  Fridrich  Hacker, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Formigoni, Juan Lopez De Ael, Leonor Arnao, Roberto Zito. 

Presso

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda 105, Salerno

Comunicato Stampa

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105/D - Salerno

 

VIRTUAL FLUXUS POETRY

SHOZO  SHIMAMOTO

1928 - 2013

 Progetto Internazionale dedicato  a  Shozo Shimamoto 

a cura di Giovanni  Bonanno

(Prima parte)

 

 

Dal 31 maggio 2015  al 12  luglio 2015

 

Inaugurazione:  Domenica  31 maggio  2015,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@alice.it      

 

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

                              

Evento indipendente progettato in concomitanza con la 56th Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia

 S’inaugura  Domenica 31 maggio 2015, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale “Add &  Return” a cura di Giovanni Bonanno dal titolo:VIRTUAL FLUXUS POETRY che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista giapponese Shozo  Shimamoto come evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015.   Proprio per questa particolare  occasione  la galleria intende  dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen,  che riassumono molto bene il concetto del  The World's  Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 verranno presentate presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno, le opere di 97 artisti in due  rispettive mostre con una serie di opere scelte di Shozo Shimamoto, (24 opere)  a margine del progetto di Mail Art  “Head”  progetto concretizzato  proficuamente  tra gli anni 80 e 90.  In questa “prima fase” della Rassegna Internazionale sono presenti  48  opere  di altrettanti  importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questo particolare  evento.

 

Artisti presenti:

Shozo Shimamoto, Ruggero Maggi, Mirella Bentivoglio, Monica  Rex, BuZ  Blurr, Jurgen O. Olbrich, Виктория Барвенко,  Jan Theuninck,  Vittore  Baroni,  Rora & Dobrica Kamperelic, Pascal Lenoir, Ambassade d'Utopia, Eugenio Giannì, Anna Boschi, Clemente Padin, Fernanda Fedi, C. Mehrl Bennett, Emilio Morandi, G. Galantai, Bruno Cassaglia, Julien Blaine, Ko de Jonge, Stathis Chrissicopulos, Luc Fierens, Giovanni  Bonanno, Mirta Caccaro,  Antonio Sassu, Ever Arts, M. P. Fanna  Roncoroni, Cesar Reglero, Jacob de Chirico, Marina Salmaso, Lancillotto  Bellini, Lamberto Caravita, Gino Gini, Rosa Gravino, Francesco Aprile, Alicia Malerba, Rolando Zucchini, Mauro Molinari, Francesco  Mandrino, Santini Del Prete, Claudio Grandinetti, Karl  Fridrich  Hacker, Renata e Giovanni Stradada, Roberto Formigoni, Juan Lopez De Ael, Leonor Arnao, Roberto Zito.

 

BIOGRAFIA 

 Shozo Shimamoto (Osaka, 22 gennaio 1928 – 25 gennaio 2013) è stato un importante  artista contemporaneo  giapponese. Nei primi anni 50  è stato con Jiro Yoshihara il fondatore del Movimento Gutai per l’Arte Concreta. Gutai è il movimento artistico che  meglio ha  rappresentato l’esigenza di creare un ponte culturale, un luogo di sintesi tra due modelli artistici.    I suoi lavori si basano sul fatto di liberare l’arte dalle convenzioni della tradizione,. anticipando così fenomeni quali Fluxus e l’Arte Concettuale, istaurando  proficui  rapporti con  il movimento Fluxus, e lo Spazialismo italiano di Lucio Fontana.  Nel manifesto del movimento artistico si parla di messa al bando del pennello. Dopo lo scioglimento del movimento Gutai, Shozo Shimamoto scopre la Mail Art che utilizza per le  straordinarie possibilità attive e collettive di  partecipazione. Negli anni novanta ricrea la Bottle Art. Shozo Shimamoto ha fatto delle performance in tutto il mondo con la sua visione pacifista. Nel ’1996 Ben Porter, il fisico nucleare responsabile del Manhattan Project, lo propone per il Premio Nobel per la Pace. Shozo Shimamoto è  stato  anche uno dei pionieri  principali della Mail Art. Nel 1975-1976, aderisce alle iniziative dell'Unione degli Artisti (Artists' Union Group), del quale diventa uno dei massimi rappresentanti della Mail Art, sviluppando una nuova e personalissima concezione dell'uomo-artista come prodotto di un lavoro sociale e collettivo che si riflette in un preciso progetto: ogni volta che Shozo Shimamoto incontra un artista o una personalità politica importante lo invita a intervenire con scritte, disegni e oggetti sulla sua testa rasata, conservando la documentazione fotografica dell'azione. Inoltre, dal 1986 in poi,  continuerà  incessantemente a utilizzare la sua testa rasata come mezzo per le sue attività di mail art partecipando alla Peace Run attraverso l'Europa continuando a portare e a diffondere, attraverso le sue performance, messaggi di pace.
 Nel 1987, invitato dal Museo di Dallas mette in scena una performance sul centenario della nascita di Marcel Duchamp: messaggi di pace e spezzoni di film vengono proiettati sulla sua testa rasata. Il critico del New York Times Roberta Smith lo ha definito come uno degli sperimentatori più audaci e indipendenti della scena dell'arte del dopoguerra negli Anni Cinquanta.   Suoi lavori sono in collezioni di musei come la Tate Gallery e la Tate Modern (a Londra e a Liverpool) e il Hyogo Prefectural Museum of Art a Kobe, Giappone e in importanti collezioni e raccolte private.

 

 

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