Virgilio Patarini, tra la Rocca Viscontea di Lacchiarella e il Grand Palais di Parigi

Virgilio Patarini, tra la Rocca Viscontea di Lacchiarella e il Grand Palais di Parigi

Titolo

Virgilio Patarini, tra la Rocca Viscontea di Lacchiarella e il Grand Palais di Parigi

Inaugura

Sabato, 30 Novembre, 2013 - 20:30

A cura di

Virgilio Patarini

Artisti partecipanti

Virgilio Patarini

Presso

Rocca Viscontea
piazza Risorgimento, Lacchiarella Mi

Comunicato Stampa

Si inaugura sabato 30 novembre 2013, alle ore 20,30, a Lacchiarella, a metà strada tra Milano e Pavia, nella storica e suggestiva cornice della Rocca Viscontea, situata nel centro del paese, in piazza Risorgimento, la mostra personale di pittura di Virgilio Patarini intitolata “LA RUGGINE E LA LUCE”.

La mostra presenta una selezione di trenta opere tra i quadri più recenti dell’artista lombardo. Nel corso del vernissage si terrà un breve recital cui seguirà un buffet con cocktail.

La mostra proseguirà fino al 12 dicembre, dal lunedì al venerdi, dalle 10 alle 12. Ingresso libero.

Negli stessi giorni, a Parigi, nel mitico Grand Palais, dal 4 al 8 dicembre, Virgilio Patarini, unico italiano, espone per il quarto anno consecutivo una sua installazione al “Salon Comparaisons” nella sezione “Installazioni libere” curata dall’artista coreana Kim Sang Lan, nell’ambito della manifestazione “Art en Capital” che riunisce i più importanti e prestigiosi Salon parigini (40.000 visitatori in una settimana nell’edizione dell’anno scorso)

Scrive delle opere in mostra alla Rocca Viscontea il critico ferrarese Michele Govoni:

“ Aspetti della realtà, istanti, epifanie (per dirla alla Montale), proiezioni mentali di fenomeni naturali, vengono plasmati nella materia e lì fissati. La materia viene accarezzata dalle mani e dal tempo, per originare avvallamenti, punti di magma cromatico, calme piatte simili a rena modellata dal mare.  Tornando à rebours verso l’operazione immaginativa e tornando, quindi, a scavare archeologicamente la tela, ci si imbatterebbe in una nuova e vera sorpresa. Se la parte superficiale rivela, infatti, il volto imitativo delle conseguenze dell’ossidazione dei metalli (quella ruggine che il titolo dichiaratamente richiama), la parte più profonda rivela allo spettatore l’elemento chiave della visione: la luce. (…)

Di ruggine e di luce diviene così un metodo di ragionamento, uno spazio dedicato ad un intimismo della visione, in cui ambiente, luce e spazio interiore si confrontano per dare vita ad una poetica sottrazione di peso alle situazioni dell’esistenza.”.

 

Per maggiori informazioni galleria.zamenhof@gmail.com

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