Us and them

Us and them

Titolo

Us and them

Inaugura

Mercoledì, 21 Maggio, 2014 - 19:30

A cura di

Loretta Di Tuccio

Artisti partecipanti

Ricardo Miguel Hernàndez e Dirk Vogel

Presso

Rossmut
Via dei Vascellari, 33 Roma

Comunicato Stampa

Soggettività dell’obiettività, presenza dell’assenza, riflessione su centralità e peso della figura umana, nodo essenziale di quel confine intimo che unisce noi e loro, “Us and them”.
Sono questi i temi attorno ai quali si sviluppa la doppia personale di Ricardo Miguel Hernàndez e Dirk Vogel; distanti fra loro per luoghi di provenienza e formazione, scelgono di confrontarsi entrambi con paradigmi linguistici che si muovono tra video e fotografia, tra dinamica e stasi, mettendo in scena la trascrizione di un vissuto esterno che è connotazione e indagine, rifrazione di se stessi nella scelta dei soggetti ai quali affidare il proprio occhio.
Susan Sontag individuava un confine rassicurante tra l’“io” che osserva e “loro” che penano, paragonando il fotografo a “poco più che un entomologo” ma nella relazione tra soggetti che si fanno oggetti, tra il noi e loro, entra in gioco la mediazione dello sguardo di chi osserva, invitato in questo caso a relazionarsi con la presenza/assenza, stimolato ad ascoltare e completare le visioni interiori.
Nelle opere dei due artisti il percorso di bilanciamento di differenti poetiche, sembra proseguire tra alternanza di pieni e vuoti, tra osservazione e presenza; il lavoro di Vogel percorre una linea di dicotomia estetica basata su quella serie di emozioni e suggestioni legate al non detto, alla forza di una parola segreta. La sua è un’immagine che si fa testimonianza intima, come accade nel video (anteprima dell’opera in fieri “Confessions”), dove, spogliata dell’immanenza di tempo e sonorità, lascia spazio alla presenza della figura umana e al contempo dell’umano osservatore, chiamato ad interagire con la parte sublime ed essenziale della reazione emotiva. Nelle sue opere, sottile è il confine tra pathos, voyeurismo e partecipazione, elementi presenti nella serie fotografica in cui la parola si fa maschera, contraltare del corpo che si offre in uno spazio universale, totale e totalizzante, dove potersi “nascondere” preservando le molteplici suggestioni legate alla sua figura.
Visioni interiori, proiezioni e confessioni dei moti dell’animo umano, presenze visibili, nascoste o negate, sono queste le linee guida, il terreno comune, che lega il lavoro di Vogel a quello del cubano Hernàndez; se per il primo la confessione è segreta, per il secondo diventa parola scritta, intima e dichiarata, si fa corpo che viene spiato, osservato giocare con i propri desideri immersi in un rituale immaginifico che ferma il tempo ed il pensiero in uno strano legame inscindibile tra soggetto e oggetto. La stessa idea di ambivalenza estetica e concettuale ritorna nelle opere fotografiche in mostra, dove la dichiarazione di presenza procede per negazione ed il peso dell’assenza umana, nella propria dimensione domestica, proietta il pensiero verso una mancanza,  uno scenario surreale dove gli spazi intimi si fanno terreno di battaglia, dove l’assenza ha il peso di difendere se stessa da un nemico invisibile.
Nel confronto con le opere dei due artisti, gli interstizi dello sguardo, trovano occasione di riflettere  su quel filo diretto che collega noi fruitori all’occhio dell’autore ed ai soggetti ritratti, per ricomporre quella triade emozionale rappresentata dall’osservazione di ogni figura umana.

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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