The Unseen. Sara D'Uva solo exhibit

The Unseen. Sara D'Uva solo exhibit

Titolo

The Unseen. Sara D'Uva solo exhibit

Inaugura

Lunedì, 5 Giugno, 2017 - 18:00

A cura di

Paola Lagonigro

Artisti partecipanti

Sara D'Uva

Sara D’Uva (Larino, CB, 1981) vive a Roma dove lavora come art director, fotografa e videoartista. 

Si interessa di realtà invisibili, di alterazioni dello spazio-tempo, di tradizionali culture sciamaniche, del potere del suono, dei segreti delle api, e del mondo nascosto delle piante.

 

Presso

AOCF58 Galleria Bruno Lisi
Via Flaminia 58

Comunicato Stampa

Gli spazi della AOC F58 - Galleria Bruno Lisi, nel cuore di Roma, ospitano la prima esposizione personale di Sara D'Uva: The Unseen.

Reale e immaginario, visibile e invisibile, apparenza ed essenza, sono questi gli estremi entro cui si muove il lavoro di Sara D’Uva e nella negazione del pensiero logico-razionale in base al quale esiste solo ciò che è visibile. 

The Unseen è un progetto che nasce da profonde meditazioni su idee che guidano da sempre la sua ricerca e che più recentemente hanno trovato terreno fertile nella cultura sciamanica della Foresta Amazzonica. 
Qui l'artista ha conosciuto gli alberi maestri e gli spiriti che li abitano, protagonisti delle fotografie e del video in mostra. Nei suoi lavori, esplora una realtà che non è mai restituita tal quale, né tantomeno stravolta da pesanti interventi in digitale, ma mostrata secondo diverse sembianze, grazie a semplici trucchi come lo specchiamento dell’immagine. In questo modo, possiamo riconoscere gli spiriti della foresta, figure misteriose che sono l’epifania di una vita che c’è anche se sfugge ai cinque sensi.

Attraverso la suggestione di scenari onirici, stranianti e misteriosi, Sara D’Uva pone lo spettatore di fronte a mondi riconoscibili ma non familiari. Il dato reale rimane comunque il punto di partenza, eppure emerge qualcosa che solitamente è invisibile all’occhio, ma non per questo meno reale di ciò che appare. Si tratta di qualcosa che c’è e c’è sempre stato, ma che le nostre convenzioni mentali e abitudini percettive hanno ignorato. Compito dell’artista è svelarlo, mostrare una diversa apparenza della realtà, rendere manifesto l’invisibile.

Nel lavoro di Sara D'Uva il concetto di “sacro” - pur nella sua accezione eurocentrica - esprime qualcosa di più complesso della religione: dove materiale e immateriale si incrociano sfidando la razionalità dicotomica dell’Occidente e ogni monoteismo.”

Massimo Canevacci

 

 

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Come Arrivare?

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