Tutte le stelle sono fiorite

Tutte le stelle sono fiorite

Titolo

Tutte le stelle sono fiorite

Inaugura

Lunedì, 15 Aprile, 2013 - 18:00

A cura di

Anna Soricaro

Artisti partecipanti

Claudio Bandini, Alessandro Cinardo, Feofeo, Fulvio Dot

Presso

Centro Culturale Zerouno

Comunicato Stampa

Il progetto espositivo prende spunto dal libro ‘Il piccolo principe’ di Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry. L’autore aveva dedicato il libro a tutti i grandi che sono stati bambini e non lo ricordano più: l’esposizione è dedicata alla spontaneità artistica, quella che ti fa creare con la genialità di una mano e la follia della fantasia, a chi si dedica alla pittura con passione incondizionata, con l’inconscio infantile e la consapevolezza di questo, quasi a metà tra genialità e fantasia. L’proprio l’incontro del protagonista nei diversi capitoli del libro con bizzarri personaggi lascia il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza delle persone adulte: gli artisti sono, idealmente, tanti piccoli principi che vivono delle loro passioni intrappolati in un iter alchimico e geniale e il mondo intorno rappresenta gli adulti che osservano le opere d’arte con l’ambiguità di chi osserva apprezzandone le genialità di chi crea o criticandone l’ingenuità passionale. Un’esposizione dedicata alle forme d’arte più eccelse, astrazione e figurazione, in cui genialità e fantasia sanno ben mescolarsi dando vita a creazioni fervide ed intense. Claudio Bandini non si avvale di temi già costituiti poichè crea come la mente detta; le emozioni continue sono la costante di opere d’arte dai toni che ondeggiano tra blu e verde, oro e bianco: un primo tratto, qualche linea comincia a delinearsi e poi, lentamente, la natura e la spontaneità prendono il sopravvento e lasciano che la mano si liberi in quel che sarà, svincolata ad assistere a ciò che verrà fuori. Alessandro Cinardo lega e intrappola per sempre tronchi ritorti e intrisi di spessore con enfasi e grinta rara. Una materia che è addensamento di colore ispessisce i suoi alberi rendendoli quasi umani per le venature evidenti e la robustezza emergente. Feofeo si avvale dell’astrazione perché ama librarsi e liberarsi in quella magia in cui toni e gestualità intrappolano l’artista; evitando la figurazione poiché tende a rappresentare quanto di grandioso già esiste, l’arte emancipata di Feofeo è un inno agli stati d’animo espressi da chi dipinge e da chi osserva. Fulvio Dot parte da studi di architettura personali e si affianca alla pittura astratta inculcatagli in lezioni di arte. Due mondi diversi: l’architettura e l’astrazione, incomparabili, lontani come rette parallele senza un incontro mai possibile; non fu così, non è così perché Dot valica i confini del possibile e affianca architettura e disegno alla concettualità dell’arte.

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