TOMBINI IN-GRATI

TOMBINI IN-GRATI

Titolo

TOMBINI IN-GRATI

Inaugura

Sabato, 21 Febbraio, 2015 - 16:00

A cura di

PAOLO MENEGHETTI

Artisti partecipanti

GIANNI MARIA TESSARI

Presso

CIRCOLO SCACCHISTICO BASSANESE
Via "Da Ponte" n°37, 36061 Bassano del Grappa (VI)

Comunicato Stampa

Aprirà la mostra d’arte contemporanea Tombini in-grati, coi nuovi dipinti di Gianni Maria Tessari. Esteticamente, egli è portatore d’una figurazione in cui il minimalismo dei segni cerca la profondità d’una “via oscura”, fra l’astrazione nella costellazione ed il riavvolgimento sulla carnalità. Nel tombino, la percezione del filiforme avrà tanto l’oscurità della grata quanto la stabilità del cemento o della ghisa. Gli sfondi dai colori caldi doneranno una “carnalità” al segno solo “girovagante”. Gianni Maria Tessari ha spesso dipinto l’architettura urbana, nell’oscurità astratta delle sue condutture.

 

Alle ore 19, il critico d’estetica contemporanea Paolo Meneghetti terrà una prolusione a voce (di 15 minuti) sulla mostra, da lui ufficialmente curata. In particolare, egli citerà la fenomenologia della “Quadratura” (dal filosofo Martin Heidegger), allacciandola alla fenomenologia dell’ingranaggio (dal filosofo Gaston Bachelard).

 

L’ingresso alla mostra è libero.

Nelle stessa sala, si potranno vedere le partite degli scacchisti bassanesi.

 

 

Ha scritto Paolo Meneghetti, recensendo la mostra:

‹ …Nei quadri di Gianni Maria Tessari, la percezione rassicurante della forma quadrata sarà scavata in sé, a far “ingranare” ogni “grata” del “ragionevole dubbio”. Fra le strade cittadine, la pioggia in-tacca la scorrevolezza se non delle autovetture almeno dei pedoni. Il tombino facilita la pulizia urbana. In quello, la pioggia letteralmente sarà “grattata via”, per “ingranare” fra le fognature. Il tombino si percepirebbe in via paradossale. A pulire le strade sarà l’oscurità del sotterraneo. Accelerando al volante, massimamente la nostra vita trascorrerà nella comodità. Sulla strada, il tombino sarà l’attrito che paradossalmente “metta in marcia” verso l’oscurità (persa qualsiasi destinazione). La sicurezza della forma pesantemente quadrata dovrà “aggrapparsi” a se stessa. Nel tombino, l’acqua urbana tornerà a scorrere solo varcando una grata. Simbolicamente, è la grande rapidità del pregiudizio mentale, che cominci finalmente a dubitare di sé, fra il “sotterraneo” dell’inconscio. Allora Gianni Maria Tessari rappresenta l’uomo filiforme, accanto al tombino. Tutta l’arguzia intellettuale del primo si dovrà appigliare alla profondità onirica del secondo… ›

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