Susan Harbage Page Objects from the Borderlands

Susan Harbage Page Objects from the Borderlands

Titolo

Susan Harbage Page Objects from the Borderlands

Inaugura

Venerdì, 24 Ottobre, 2014 - 18:30

A cura di

Manuela De Leonardis

Artisti partecipanti

Susan Harbage Page (Greenville, Ohio 1959, vive a Chapel Hill, North Carolina) è Assistant Professor presso il Department of Women’s and Gender Studies e docente in Global Studies alla University of North Carolina a Chapel Hill. La sua formazione comprende il Master of Fine Arts con specializzazione in fotografia al San Francisco Art Institute (2004); un Bachelor e Master of Music con una specializzazione in Sassofono presso la Michigan State University (1981) e l’attestato di conoscenza della lingua italiana presso l'Università per Stranieri di Perugia (1984).

Il lavoro sul campo costituisce una parte importante della sua pratica artistica. Si è aggiudicata quattro residenze internazionali per la ricerca sul campo per l’esplorazione delle comunità femminili: il Fulbright Travel Grant (1992) per studiare oggetti sacri e la comunità delle monache di clausura presso il Monastero di S. Maria Maddalena a Spello; il North Carolina to Israel Fellowship (1996) assegnato dal North Carolina Arts Council per vivere con un gruppo di donne beduine che gestivano una cooperativa di tessitura; Camargo Foundation Fellowship (2002) a Cassis (Francia) dove ha fotografato i resti della religione e Artist Residency presso il McColl Center for Visual Art, Charlotte, North Carolina (2004) dove ha sviluppato Palimpsest, un’esplorazione visiva di storie di donne scritte sui loro corpi.
E’ inoltre vincitrice per tre volte del North Carolina Arts Council Fellowship (2000, 2004 e 2010) per il progetto U.S./Mexico Border Project: fotografie e archivi di oggetti trovati sulle rive del Rio Grande.
Nel 2013 ha partecipato con il lavoro Nipple Plates (2003) alla realizzazione del libro CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente / The dessert culture between Arabic and Western traditions (Postcart Edizioni), un progetto non-profit a sostegno di Bait al Karama Women Centre, prima Scuola di Cucina Palestinese.
Tra le mostre recenti: 2014 - Merletti, Hagedorn Foundation Gallery, Atlanta, Georgia (personale); La grande illusione / The great illusion, Gallery of Art, Temple University, Roma; 2013 - Susan Harbage Page. Lo strappo della storia, conversazione con merletti, Casa della Memoria e della Storia, Roma (personale); Light Sensitive: Photographic Works from North Carolina Collections, Nasher Museum of Art at Duke University, Durham, North Carolina; 2012 - Cum Grano Salis, Kyo Art Gallery, Viterbo, Italia (personale); Zone of Contention, Weatherspoon Museum of Art, Greensboro, North Carolina; Humanizing the Border Performance and Art Interventions, Progresso, Texas / Nuevo Progresso, Messico.
susanharbagepage.blogspot.com
Susan Harbage Page –  Walking the Border Video

Presso

LaStellinaArteContemporanea
Via Braccio da Montone 93, Roma

Comunicato Stampa

Susan Harbage Page
Objects from the Borderlands: Anti-Archive
from the U.S.-Mexico Border Project 2007-2014

(a cura di Manuela De Leonardis)

Presentazione del progetto e incontro con l’Artista

venerdì 24 ottobre 2014 ore 18,30

Nel 2007 l’artista statunitense Susan Harbage Page ha iniziato a creare il suo “anti-archivio” Objects from the Borderlands: Anti-Archive from the U.S. Mexico Border Project. Una collezione di oggetti rinvenuti lungo la frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico che testimoniano un’emigrazione silenziosa, che nessuno vuole vedere.
“Ho iniziato il lavoro sulla frontiera dopo aver ascoltato una trasmissione alla NPR (National Public Radio).” - afferma Susan Harbage Page - “Si parlava di come oltre il 20% degli immigrati che muoiono, mentre attraversano clandestinamente la frontiera statunitense, sono donne e bambini. Così sono voluta andare a vedere con i miei occhi. Anche perché nello stato in cui vivo, il North Carolina, l’economia è basata soprattutto sull’agricoltura, che ha bisogno del lavoro dei latino-americani, la maggior parte dei quali viene dal Messico e dall’America Latina. Così ho cominciato ad andare in Texas, lungo la frontiera - a volte vado in bicicletta, altre a piedi o in canoa - a fotografare quegli oggetti che parlano di una vita clandestina e, soprattutto, dei rischi a cui quelle persone sono esposte quando vengono negli Stati Uniti. Ma non volevo fotografare la gente nella tradizione della fotografia documentaria. Per me mostrare quegli oggetti come reliquie ha più potere, perché raccontano storie di cui non si sa l’inizio, né la fine. Questo lavoro per me è un dovere.”
In otto anni ha fotografato oltre settecento pezzi molto diversi tra loro: spazzolini da denti, un calzino, un portafogli, siringhe, una scarpa, un reggiseno… “Una volta ho trovato una camicia da uomo. Quando l’ho trovata era piegata, così come l’ho conservata. Penso sempre a chi c’è dietro a quella camicia, che l’ha lavata, stirata e piegata. Una madre, una moglie o lui stesso. Questi dettagli sono importanti per me.”

Objects from the Borderlands: Anti-Archive from the U.S.-Mexico Border Project è un work in progress che traduce un reportage politico-sociale in un intervento estetico, archeologico e archivistico. Questo lavoro è stato supportato da un Grant della University of North Carolina at Chapel Hill’s Center for the Study of the American South (2007, 2013) come pure dal North Carolina Arts Council, Raleigh, North Carolina (2010). E’ in programma la pubblicazione di un libro in edizione limitata, supportata da un premio del Department of Women's and Gender Studies at UNC Chapel Hill (2015).

 

a cura di Manuela De Leonardis
venerdì 24 ottobre 2014 ore 18,30

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