La stanza accanto

La stanza accanto

Titolo

La stanza accanto

Inaugura

Sabato, 5 Aprile, 2014 - 18:00

A cura di

Ersilia Sarrecchia

Artisti partecipanti

Fabio Imperiale, Kristina Milakovic

Presso

laranarossaGALLERY
via Giuseppe Parini, 27, Latina

Comunicato Stampa

lanarossaGALLERY presenta una mostra dal titolo " La stanza accanto", una doppia personale che nasce dalla sinergia di due personalita' molto giovani dal punto di vista anagrafico ma con una maturazione artistica ben delineata: Fabio Imperiale e Kristina Milakovic.
La loro peculiarità espressiva è la resa straordinaria dei paesaggi urbani, che, pur non avendo, dal punto di vista rappresentativo, caratteri realistici, sembrano essere finestre aperte sul mondo. Memorie, appunti di viaggio, paesaggi sospesi nel tempo, figure sconosciute, distratte presenze i cui passi campeggiano su anonimi fondi bianchi.

“Fabio Imperiale crea fermo-immagini di ricordi sbiaditi nel tempo e nell’alienazione di una monotona quotidianità. Le donne in atteggiamenti intimi e raccolti occupano uno spazio immateriale in cui aleggiano vibranti figure prive di coordinate e peso. Una valigia fra le braccia, una locomotiva in partenza, un aereo in volo sono metafore di un viaggio mancato in cui la figura si rifugia nella dimensione neutra dell’attesa in vista di quell’istante in cui si diventa coscienti di voler affrontare realmente quel viaggio, o forse se stessi. Queste visioni di un malessere prettamente moderno trovano concretezza nell’intimità e nella solitudine di ognuno e il principio di indefinitezza che vige nelle sue opere è l’unica certezza possibile nella resa del ritmo sincopato della contemporaneità. La componente emotiva è un catalizzatore potente nella comunicazione tra opera e osservatore, l’artista crea immagini senza volto né personalità e il fruitore ne contempla i tratti sbiaditi trasponendo nell’opera frammenti del proprio vissuto.

Kristina Milakovic plasma lo spazio della tela ricreando memorie di paesaggi introspettivi in cui elementi ambientali e architettonici si fondano in organismi plastici atemporali. L’artista crea una realtà altra in cui si consuma, senza mai raggiungere risoluzione, una lotta costante tra quello che è e quello che lei vorrebbe che fosse, tutto si crea sotto l’impulso di emozioni bipolari e tutto si distrugge, lì dove ogni sensazione è lecita, lì dove tutto è possibile, lì dove la sua essenza può tradursi in semplici tocchi di rosso. Le sue opere sono spesso formate da corpi distinti impossibilitati a congiungersi, come il ponte spezzato sancisce il disfacimento di una rete di relazioni così i suoi paesaggi spogli ma essenziali vengono catturati nella loro natura effimera. Quello che Kristina ci offre sono vere e proprie istantanee del suo percorso emotivo: ogni costruzione o paesaggio assume un silente e tacito sapore in cui la morte di quell’istante di ispirazione è tutto cio che resta.

In entrambi, il concetto di isolamento viene indagato e trasposto sulla tela secondo inclinazioni differenti: se in Fabio quest’emarginazione nasconde in profondità un barlume di speranza e di fiducia verso la redenzione, in Kristina l’isolamento assume una posizione definitiva in cui gli elementi decadono sotto l’effetto dell’entropia. La comune atmosfera rarefatta, restituita attraverso una tavolozza apparentemente simile, ritrova intensità in quei piccoli ma non casuali dettagli in rosso. Essenziale sia nell’uno che nell’altra è la ricerca di un equilibrio interno al quadro che in Fabio si traduce, a volte, nell’utilizzo della sezione aurea ed in Kristina nella giusta modulazione degli spazi a maggiore e minore concentrazione materica. Entrambi sono dotati di un’innata capacità di sintesi nella resa della composizione e nell’uso del colore.
Sia Fabio che Kristina giungono a risultati sempre attuali ed apprezzati dal pubblico di intenditori e semplici amatori che non contemplano semplicemente la fine della gestazione di un opera ma, per usare una metafora cara a G.Didi-Huberman, tutta l’iter di quella crisalide che aspetta solo di essere sorpresa nella piena maturazione per poi prendere il volo. Diventa Imago. Emozione della scoperta.”    

Federica Bybel

 

Immagini

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