SHEPARD FAIREY_OBEY

SHEPARD FAIREY_OBEY

Titolo

SHEPARD FAIREY_OBEY

Inaugura

Mercoledì, 11 Giugno, 2014 - 11:30

Artisti partecipanti

SHEPARD FAIREY, classe 1970, vive e lavora a Los Angeles. Tra i graphic-designer e illustratori più celebri degli Stati Uniti, lascia opere nelle collezioni dello Smithsonian, del Los Angeles Country Museum of Art, del MoMA, del Museo di Arte Contemporanea di San Diego, della National Portrait Gallery di Washington e del Victoria & Albert Museum di Londra.

Dal 2008 a oggi si registrano 257 passaggi in asta con un venduto del 77%

Incomincia nel 1984 come illustratore e graphic designer su skateboards e magliette; nel 1989 si impadronisce dei muri delle sue strade con una campagna di stickers grazie alla quale è riconosciuto dalla gente; studia a Boston dove espone per la prima personale nel 2009 presso l’Institute of Contemporary Art, dunque consacrato all’interno di un Museo: è un traguardo particolare e prestigioso per un artista di strada che ha finalmente la possibilità di esporre all’interno del contenitore più tradizionale per l’arte opere come serigrafie, stencils, stickers, collages, e anche lavori su legno, metallo e tela. Da un pubblico di amici e studenti, al target elitario dell’arte e alle copertine del New York Times.

 

Presso

galleria Federica Ghizzoni
via del Lauro 14, Milano

Comunicato Stampa

SHEPARD FAIREY_print and destroy II

limited album cover LP e una trentina di serigrafie provenienti da collezione privata, in mostra a Milano,

alla galleria Federica Ghizzoni.

 

Dal 11 al 26 giugno 2014, la galleria Federica Ghizzoni ospita per la seconda volta la personale dell’artista americano Shepard Fairey, aka Obey, assurto alla fama assoluta nel 2008, con la sua opera “Hope”, ritraente Barack Obama, utilizzata poi come manifesto della vittoriosa campagna elettorale.

L’aka “Obey”, obbedire, nasce dalla parola inserita sotto il suo primo sticker noto alla storia, che ritraeva il wrestler “Andre the Giant”; sticker diventato simbolo del suo modo di pensare e della sua prima “guerrilla” urbana, del suo modo di utilizzare l’arte per esprimere la sua opposizione o il suo favore riguardo determinati argomenti.

In esposizione una trentina di serigrafie, opere dal raffinato stile illustrativo, come “peace+justice” black/red e dai soggetti scelti con cruda ironia e intelligente polemica, come per “Israel/Palestine”.

3 serigrafie della serie “waves”.

La serigrafia “dark wave” cream/white, è legata al famoso e devastante disastro ambientale del 2010 nel Golfo del Messico, quando la piattaforma Deepwater Harizon a causa di un incidente del pozzo Macondo, ha riversato uno svasamento di petrolio per 4 mesi. Ancora una volta un’opera di Shepard Fairey diventa manifesto di un disappunto riguardo a sbagliate scelte politiche sull’ambiente, legate solo ad interessi economici, tematiche che l’artista ha sempre tenuto a cuore e portato avanti fin dall’inizio della sua carriera artistica.

La serigrafia “Jaws wave”, raffigurante un surfista che affronta un’onda gigantesca, è stata realizzata nel 2010 da Obey a favore di una raccolta fondi per la Fondazione Surfrider, che sostiene che i destini degli abitanti del mare e della terra dipendono dagli oceani e proprio per questo bisogna capire l’importanza di conservarli e mantenerli puliti.

7 album cover LP, edizione limitatissima di 8, serigrafie e collage realizzate con minuziosa tecnica grafica.

La carriera artistica di Obey è sempre andata in parallelo con la musica; ha lavorato come dj fin da adolescente, e in alcuni eventi particolari, anche tutt’ora. Fairey sostiene che non vi è nulla come la musica che raggiunga il cuore e la mente delle persone. Questo suo stretto contatto con il mondo musicale lo ha portato a realizzare album cover per band molto famose, come l’album “mothership” per i Led Zeppelin.

Shepard Fairey, classe 1970, vive e lavora a Los Angeles. Tra i graphic-designer e illustratori più celebri degli Stati Uniti, lascia opere nelle collezioni dello Smithsonian, del Los Angeles Country Museum of Art, del MoMA, del Museo di Arte Contemporanea di San Diego, della National Portrait Gallery di Washington e del Victoria & Albert Museum di Londra.

Dal 2008 a oggi si registrano 257 passaggi in asta con un venduto del 77%

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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