The Self-Portrait Experience

The Self-Portrait Experience

Titolo

The Self-Portrait Experience

Inaugura

Sabato, 7 Dicembre, 2013 - 18:00

A cura di

Sponge ArteContemporanea

Artisti partecipanti

Cristina Nuñez

Presso

Sponge Living Space (Casa Sponge)
via Mezzanotte 84, Pergola (PU)

Comunicato Stampa

Il metodo The Self-Portrait Experience permette a chiunque di sperimentare intensamente il processo creativo, e sotto la guida dell’artista, imparare a trasformare emozioni in arte. Nell’autoritratto siamo, allo stesso tempo, autore, soggetto e spettatore. La potente dinamica tra i 3 ruoli spinge il nostro Io Creativo a “parlare” con il linguaggio dell’arte e le iconografie. Stare di fronte all’obiettivo stimola un dialogo tra la mente pensante e le viscere per attingere da un’inesauribile fonte di contenuti, che hanno bisogno di essere espressi. Il progetto di autoritratto può diventare un progetto “madre” che farà nascere tanti progetti “figli” in futuro.

 
Dopo 8 anni di workshop di autoritratto fotografico, Cristina Nuñez lancia presso Casa Sponge, in anteprima mondiale, il workshop di autoritratto in video.

Negli ultimi anni, e sempre nella ricerca di nuove sfide, Nuñez utilizza il video per raccontare la sua vita presente ed esprimere le sue emozioni. “Nell’autoritratto in video”, afferma, “siamo molto più vulnerabili, non abbiamo scampo. E poi c’è la voce, i suoni, le parole.”

 
A Casa Sponge si faranno sessioni individuali di autoritratto in video sull’espressione di emozioni. Ogni partecipante, da solo nello studio allestito da Nuñez, eseguira un filmato di 1-2 minuti seguendo le istruzioni dell’artista, dopodiché si lavorerà sulla percezione dell’opera realizzata.

Ogni sessione avrà una durata di 45 minuti, tra le istruzioni (10 minuti), il momento del filmato (5 minuti) e la lettura dell’opera (30 minuti). 

 
Negli stessi spaziBut Beautiful” la personale Cristina Nuñez a cura di Carolina Lio.

Con un titolo provocatorio e senza peli sulla lingua, l’artista spagnola afferma “il denominatore della sua mostra “convertire la merda in diamanti”. Un cambiamento di forma, tramutando contemporaneamente la sostanza, capovolgendo il significato stesso del titolo della stagione espositiva scelto da Sponge “ Forma è sostanza”.

Una personalità dirompente, travolgente e decisa, sottesa in ogni opera della mostra, dove sono esposti gli ultimi progetti legati all'autoritratto: Someone to Love, Higher Self e La Vie en Rose, fotografie, video e performance per mettere alla berlina il rapporto con il sé.

Cristina Nuñez usa il processo creativo per rispondere ai suoi bisogni personali, utilizzando la sua stessa vita per far diventare le sue opere realmente “contundenti”:”Lavorare su di me, mostrare la mia vulnerabilità e il mio dolore, l'orrore interiore, in modo che le persone ci si specchino, si vedano. Con questo materiale umano difficile, emotivo, fare delle opere veramente belle. Quindi trasformare la merda in diamanti, il dolore in arte”. Questo processo consente di rendere l’arte più umana, comprensibile e accessibile a chiunque, universale. “Le opere devono essere molto scomode, che ti rivoltano come un calzino. Non puoi rimanere indifferente.”

Cristina Nuñez , sabato 7 dicembre alle ore 18.00 farà una performance, come parte del suo progetto La Vie en Rose, che ha come scopo (reale) quello di trovare il suo grande amore. Invece di concentrarsi solo sulle proprie qualità, come si usa nei siti web per trovare l’anima gemella, l’artista mette a nudo le proprie debolezze in un viaggio temporale e geografico, intimo e insieme pubblico, sullo sfondo dei momenti cruciali della sua esistenza. Una ricerca di redenzione e riscatto che è uno dei principi fondamentali del suo lavoro. Durante la performance, gli interessati potranno proporsi come pretendenti.

Cristina Nuñez è la vincitrice per Sponge ArteContemporanea della seconda edizione del PREMIO ORA.

Nata nel 1962 a Figueras in Spagna, Cristina Nuñez  vive e lavora a Barcellona. Fino ai primi del 2000, produsse libri fotografici su temi sociali attraverso il ritratto: Body & Soul (Premio Marangoni 1994), To Hell and Back (1995), Heaven on Earth (Premio Mosaïque, 1996), Io Sono (2000). Nei margini di questo lavoro pubblico, scattava autoritratti come una sorta di auto-terapia, che dal 2005 divenne il tema centrale del suo lavoro artistico –fotografia, video e performance-, insieme ai workshop che tiene in giro per il mondo per diffondere il suo metodo The Self-Portrait Experience.

Il lavoro di Nuñez è stato esposto a Palazzo Vecchio a Firenze(1997), Palazzo Reale a Milano (1997), Rencontres d’Arles (1998), Centre National de l’Audiovisuel nel Lussemburgo (2008), Fabbrica del Vapore in Milan (2008), Festival FotoGrafia a Roma (2009), The Private Space Gallery di Barcellona (2010), Mois de la Photo di Montreal 2011, Casino di Lussemburgo (2011), Luova gallery di Helsinki (2012), H2O galería a Barcellona (2012) e MUSAC (2013). Nel 2012 il suo video autobiografico Someone to Love ottiene il Celeste Prize e il suo progetto But Beautiful, pubblicato da Le Caillou Bleu, ottiene il Prix de la Critique 2013, festival Voies Off, Arles.

 

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