Segnali dall'Altrove. Emilio Tadini e Tobia Ravà

Segnali dall'Altrove. Emilio Tadini e Tobia Ravà

Titolo

Segnali dall'Altrove. Emilio Tadini e Tobia Ravà

Inaugura

Mercoledì, 7 Dicembre, 2016 - 17:30

A cura di

Maria Luisa Trevisan

Artisti partecipanti

Emilio Tadini e Tobia Ravà

Presso

Art Factory
Fondamenta dell'Arzere, Dorsoduro 2324, Venezia

Comunicato Stampa

“Segnali dall’ Altrove”, Emilio Tadini e Tobia Ravà

Opere grafiche e multipli

A cura di Maria Luisa Trevisan

Venezia, Art Factory, 7 dicembre-14 gennaio 2017

 

Inaugurazione mercoledì 7 dicembre ore 17.30

presso l’Art Factory di Tobia Ravà in Fondamenta de l’ Arzere, Dorsoduro 2324 a Venezia.

 

Per il più giovane Tobia Ravà, Emilio Tadini ha costituito un punto di riferimento negli anni ’80, ossia ai tempi della sua formazione in cui si sentiva molto vicino al suo lavoro e anche all’opera del fraterno amico Valerio Adami. Con loro Tobia Ravà ha in comune un grande amore per la grafica, e la sua partenza è proprio in questo ambito alla Scuola di Grafica di Venezia con Licata, Sene, Pagnacco, Vecchiet e di Urbino con Bruscaglia e Ceci.

La mostra rappresenta il ritorno a Venezia di Emilio Tadini che iniziò la sua carriera espositiva proprio da questa città nel 1961 con la personale alla storica Galleria del Cavallino, fondata nel 1942 da Carlo Cardazzo, vera avanguardia culturale del tempo.

Qui il suo primo collezionista fu Tancredi (di cui è in corso una mostra alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia). Tadini tornò nel 1978 e 1982 poi invitato a partecipare alla Biennale di Venezia e ancora nel 1983 con lo Studio Marconi al Salone Internazionale dei Mercanti d’Arte Contemporanea a Palazzo Grassi. Sarebbe stato contento di esporre con Tobia Ravà, poiché presentano un humus culturale simile, la stima per Umberto Eco e Valerio Adami, che per Tadini sono stati degli storici amici, per Ravà punti di riferimento nel suo percorso culturale allievo infatti di Umberto Eco al corso di semiotica all’ Università di Bologna.

A Venezia saranno esposte prevalentemente opere serigrafiche di Tadini sul tema della natura morta, della fiaba e del racconto con omaggi alla pittura e ai colori , attraverso la raffigurazione di tubetti e pennelli, mentre di Tobia Ravà vi saranno, oltre alle serigrafie, anche incisioni e altre tecniche grafiche a tema naturalistico, soggetti veneziani e cabalistici, architetture, nature morte e in particolare i boschi in mostra anche con un intento etico, poiché purtroppo in questi giorni li vediamo incendiati da irresponsabili e criminali.

Emilio Tadini e Tobia Ravà condividono un’arte che racconta e una pittura cromatica che trasmette gioia e positività, i loro colori attraggono, l’ambientazione affascina, rapisce e risucchia lo sguardo. Entrambi danno colore all’immaginazione e amano sviluppare un discorso sull’ “Altrove”: per Tadini è quello del “c’era una volta” della fiaba, poiché prima di essere pittore è scrittore: “è una dimensione appassionante, progettata, disegnata, costruita … vicino alla scrittura”. Anche Tobia Ravà ama l’ “Altrove”, la sua opera è straniante e narrativa, scrive e descrive contemporaneamente. Le immagini sono composte da numeri e lettere ebraiche, attraverso la ghematrià, vanno a formare parole e quindi un racconto da decriptare. Per entrambi l’universo delle immagini non è quindi separato da quello della parola. Creano opere potenti con frasi ed idee, dove “la cosa mentale permane indissolubile dalle forme e dai colori”.

In entrambi è implicita la dimensione del tempo. In Tadini influisce la tecnica brechtiana dello straniamento, come rilevano Umberto Eco e Arturo Carlo Quintavalle, dove le scene sono filtrate e distaccate con inserti di collage, citazioni e riferimenti ad altri artisti ed altre opere. Egli è contemporaneamente astratto e figurativo, è musicale e "un vero maestro del colore": dipinge pittura e letteratura in una sinfonia di colori che trasmette gioia. Con Tobia Ravà possiamo parlare di concettualismo estetico: la sua arte è concettuale in quanto tutto si tiene, ha un senso ed è alla continua ricerca di una produzione di significati, ma è anche volutamente estetica, nel senso che vuole sollecitare, attrarre e gratificare i sensi attraverso immagini suggestive, colori ricercati e materiali nuovi e diversi.

La sua attività come quella di Tadini abbraccia molti generi d’arte nell’idea di una Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale che può compiersi con strumenti e tecniche diverse: in entrambi non vi sono solo disegni, dipinti, grafiche, ma anche sculture, mobili, assemblaggi e un crogiuolo d’ idee e contaminazioni. In essi troviamo riferimenti a movimenti del passato, ad esempio al Dadaismo: per Tadini soprattutto nei collage, in Ravà in assemblaggi come “Boccioni Duchampoo”. Per Tadini sono poi frequenti le citazioni di artisti delle avanguardie storiche, in particolare Malevič a cui dedica una serie di dipinti nel 1971 e in mostra ci sarà una serigrafia in omaggio all’artista russo. In Ravà le suggestioni partono inizialmente (anni ’70) dalla secessione viennese e dai simbolisti attraverso i surrealisti per arrivare ai graffitisti (‘anni’80-inizio ’90) e quindi sperimentare nuove vie. In mostra ci saranno opere di tutte queste fasi che documentano le sue matrici culturali: ebraica, mitteleuropea e veneziana, le iniziali suggestioni della linea curva di ascendenza art nouveau e i neobizantinismi presenti soprattutto nelle grafiche con atmosfere veneziane, l’elettromorfismo e i giochi di figura sfondo e poi la progressiva introduzione delle lettere e dei numeri, e la sequenza di Fibonacci con la sua scoperta matematica chiamata Congettura di Ravà, provata e quindi divenuta teorema.

In modi diversi entrambi gli artisti procedono secondo un’articolazione di motivi e prospettive di senso che la pittura rende possibile anche attraverso espansioni, accelerazioni, varianti, aperture, iperboli, parabole, che in Ravà diventano poi vortici in cui utilizza formule, teoremi e sequenze, immerse in un magma pittorico di lettere e numeri, una sorta “horror vacui” che troviamo per certi versi anche in Tadini a partire dal 1988, quando “decide di ancorare la sua pittura alla necessità del senso”.

Le opere dei nostri due artisti sono costruite come macchine per pensare, entrambi pensano e ci danno da pensare, lasciandoci comunque sempre la libertà d’interpretare a nostro modo ciò che dipingono, al di fuori di tutti gli schemi conosciuti.

 

Organizzazione: PaRDeS - Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea

La mostra è organizzata anche con la collaborazione della Casa Museo Spazio Tadini di Milano, dove dal 19 gennaio al 19 febbraio ci sarà una mostra di Tobia Ravà.

Per informazioni: Antonella Crosera tel. +39 3284586636

Orari: dal MERCOLEDI al VENERDI al pomeriggio 15 – 18, SABATO al mattino 10 - 13

LUNEDÌ 27, MARTEDI’ 28 Dicembre e VENERDI 6 Gennaio aperto al mattino 10 - 13

 

PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42, 30035 Mirano (VE)

tel./fax 041/5728366 cell. 349 1240891; www.artepardes.org; artepardes@gmail.com

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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