Scorci di Venezia

Scorci di Venezia

Titolo

Scorci di Venezia

Inaugura

Sabato, 11 Ottobre, 2014 - 17:30

Presso

Galleria Città di Padova
via S.Francesco- Vicolo S. Margherita 2, Padova

Comunicato Stampa

Francesco Lojacono “ Scorci di Venezia”

Pittura e grafica - Dall’11 al 23 ottobre 2014

Inaugurazione sabato 11/10, ore 17.30, presentazione di Luisa Turchi

Orario Galleria 16-19.30 chiuso festivi

Cell. 3898949505

www.assartepadova.it - assartepadova@libero.it

 

FRANCESCO LOJACONO

SCORCI VENEZIANI

Francesco Lojacono, artista veneziano, nasce come incisore diplomatosi all’Accademia di Belle Arti e dalle arti grafiche parte per approdare ad una personale tecnica di pittura a spruzzo, coniugando in chiave naïve tradizione e modernità. Il suo è un percorso artistico in continua evoluzione, che dalle sperimentazioni iniziali segniche dei suoi “Stati d’animo” – trilogia di personificazioni alla Keith Haring racchiuse tra le pagine di un libro fatto di ombra e luce – passa attraverso linoleumgrafie quali “La tela del ragno”, che fa pensare al reticolato dei canali veneziani, o alle serie stilizzate di “Alberi” e “Bricole”, fino al gioco dell’opera “Ferri delle gondole”. Utilizza tecniche miste come acquaforte, puntasecca e acquatinta insieme, con effetti di durezza o morbidezza di linee e campiture, misurate anche a seconda del differente tempo di morsura degli acidi. La sua è una progressiva scoperta e conquista di luce e di colore, che viene ad invadere dapprima lentamente e poi con maggiore forza l’immagine, ripetuta in successione, partendo da una stessa matrice. E con il colore, Lojacono ritrova sempre di più anche il figurativo. La scelta della pittura a spruzzo, unitamente alle tempere ed oli stesi a pennello e spazzolino e all’applicazione di polveri, determina sfumature ed esiti oltre il puntinismo, rimandando alle sue tecniche incisorie, per la resa bidimensionale di “granulosità liquida” che produce. Ne sono un esempio la serie di “Gondole” e di “Barene”, paesaggi dalle imbarcazioni tipiche, isolate o con pescatori al lavoro, caratterizzate da tonalità accese e soggetti vivaci (comparsa di ombrellini, bandiere). I confini tra cielo e terra delle lagune sono enfatizzati, costruiti per “ondulazioni”, linee mosse che ricordano le maree, con un effetto voluto di leggero sprofondamento. Perché, in fondo, se Venezia sprofonda da secoli, ancora resiste. E ritorna, nei dipinti, come quinta di teatro, nelle pietre e nei mattoni scrostati di palazzi storici come “Palazzo Moro” con le finestre ad arco illuminate, nelle “Porte” chiuse sulle acque ferme e baluginanti dei canali, nel brusio di voci sotto i portici liberamente reinterpretati del mercato in “Rialto mio”, nelle maestose cupole di chiese come “San Rocco” e, ancora, nei “Gatti” in equilibrio sulle altane. Scorci di una città monumentale e più nascosta, segreta ma viva. (Luisa Turchi

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