[SCARDINO VERBO]

[SCARDINO VERBO]

Titolo

[SCARDINO VERBO]

Inaugura

Giovedì, 17 Dicembre, 2015 - 17:00

A cura di

Giuseppe Panariello

Artisti partecipanti

Jimmy Rivoltella

Presso

ABBìABBè
Via san francesco a Patria 47, Giugliano, Napoli

Comunicato Stampa

[scardino verbo]

Jimmy Rivoltella

Open 17 dicembre 2015

Close 10 gennaio 2016

AbbìAbbè Via San Francesco a Patria 47 Giugliano NA

A cura di Giuseppe Panariello

 

Con i nuovi lavori Jimmy si concentra sulla violenza celata per cercare di andare in profondità e svelare l’autentica natura umana: al centro il corpo umano, che non viene smembrato e ricomposto ma posto al centro di un microcosmo di dicotomie stranianti, dove l’irrazionalità permea la logica, la serenità cela la violenza, la lussuria svela l’abuso. Tragicamente vulnerabile, eppure resiliente: il corpo diventa esso stesso un paradosso, dove la vitalità è bellezza e la deformazione inneggia al grottesco. L’artista agisce come un chirurgo appassionato ma pietoso: con un atto di misericordia, li sottrae al voyeurismo bendandoli, privandoli dello sguardo. Anche se inconsapevoli del loro nuovo aspetto, essi sono in posa, consci di essere esibiti ed osservati.

Anche il paesaggio (se si può parlare di paesaggi con Jimmy) vengono totalmente reinventati, per creare mondi dai quali emergono forme inaspettate e disturbanti, quasi dei buchi neri che inghiottono parti di realtà, masse magmatiche indistinte che occupano in maniera sorprendente il centro della scena.

I collages di Rivoltella raccontano anche dell’oblio intrinseco nell’essere umano, sopraffatto dalla vanità e abusato dagli altri. Pensiamo di conoscere noi stessi, gli altri e il mondo attorno a noi, ma capiamo davvero? Come le figure di Rivoltella, obliterate, sezionate, smembrare e riorganizzate, anche noi siamo in balia di circostanze che sfuggono al nostro controllo. Attraverso i suoi tagli però, l’artista si pone anche in una posizione critica nei confronti della storia dell’arte: manipolare e dissezionare gli spazi e i soggetti fino ad ottenere ibridi disturbanti, destabilizzanti. Lo spettatore riconosce chiaramente l’immagine di partenza e, al contempo, prende coscienza di una dimensione altra, nuova, che emerge prepotente. Una nuova realtà che JR ha cesellato a colpi di bisturi.

 

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