S E N Z A P A R O L E di G e n e s i o P i s t i d d a

S E N Z A P A R O L E di G e n e s i o P i s t i d d a

Titolo

S E N Z A P A R O L E di G e n e s i o P i s t i d d a

Inaugura

Sabato, 7 Giugno, 2014 - 18:30

A cura di

Genesio Pistidda e Marilina Cosseddu

Artisti partecipanti

Genesio Pistidda

Classe 1974, nato a Sassari. Attivo sulla scena dell’arte da 20 anni. Il suo percorso lavorativo – creativo è indirizzato principalmente sulla ricerca di un’estetica – filosofica, sociologica. Genesio è approdato a questi esiti artistici sperimentando sempre nuovi strumenti di indagine e rivisitando alcune esperienze fondamentali della storia dell’arte contemporanea, attraverso la realizzazione di opere d’arte, allestimenti teatrali ed oggetti ad’uso comune, fino alla consulenza tecnica-artistica e direttiva d’immagine per la riqualificazione di prodotti già esistenti nel commercio. Collabora con aziende quali Enel, Endesa Spa, Confcommercio, Comuni, Provincie ed Enti privati per il settore Cultura e Promozione. Progetti e Oggetti, idee e pensieri “in progress” mostrano la genesi di un percorso artistico nelle diverse fasi creative, ispirate alla natura, ai colori e alla dinamiche sociali della vita. I suoi lavori sono a New Delhi of India, Bangkok, Berlino.

Di questo percorso sono rappresentativi alcuni lavori suggestionati dal linguaggio minimalista e neo-minimalista, dal graffitismo di Basquiat, dalla progettualità di Plessi, dall'immaginario pop, dal collage di materiali recuperati. Attraverso le proprie sperimentazioni Genesio cerca anche di avvicinarsi al dibattito artistico attuale alludendo talvolta a problematiche scottanti, come l'inquinamento dell'ambiente e la mercificazione del corpo umano.

Presso

SPAZIO BIOSFERA
Via San Martino e Solferino 5/7, Padova

Comunicato Stampa

Mostra di Scultura e videoarte

S  E  N  Z  A    P  A  R  O  L  E
di   Genesio  Pistidda

dal 7 al 8 Giugno 2014

testo critico a cura di Mariolina Cosseddu

Parole - video di Genesio Pistidda
interpreti e scritti di: Luana Farina, Savina Dolores Massa, Rita Bonomo

montaggio audio e video di Giovanni Soletta

 

info / mail: nuragicocontemporaneo@gmail.com
cel. +39 3393747854

orari mostra: Domenica 10.30 - 13.00 16.30 - 19.30

 

S  E  N  Z  A    P  A  R  O  L  E 

Senza Parole è un percorso didattico – artistico.
L’installazione di “Senza Parole” vuole essere una chiave di lettura per chi cammina ed affronta il primo approccio con la tematica del femminicidio. Il disagio è vissuto, da persona a persona, da donna a donna, la cui forza viene espressa “senza”gesti personali, ma solo con impronte capaci di evocare quella unione d’intenti comuni. Il disagio è spiegato, da parole scritte e recitate, dove le interpreti agiscono nell’interesse di una comune relazione di vita vissuta o narrata da storie di replicata violenza. Senza Parole, vuole essere lo sguardo, il gesto e la voce femminile che attraversa il passato violento di uomini incapaci di amare una donna, si trasforma in comunicazione artistica, veloce, videodinamica positiva.  L’istallazione è composta da 300 sagome di scarpe di donna collocate a terra a forma di chiocciola, determinano un’estensione a raggiera, costruendo un perimetro spaziale invalicabile e impercorribile ma solo espandibile. Il sentiero installativo - scultoreo è animato da un video tra immagini e parole di donne (scrittrici e poetesse) che recitando liberamente in spazi aperti, evocando il disagio e la voglia di vivere che appartengono loro.

 

di Mariolina Cosseddu

Una spirale che si avvolge ritmicamente su se stessa e si avvita in un gorgo che pian piano si dirada e si orienta in mille infinite direzioni: così si offre alla vista l' installazione di Genesio PIstidda. Formata da 300 sagome di scarpe dall'intensa cromia verde smeraldo, la composizione, evocando i simboli stessi della violenza sulle donne, ne capovolge il carattere doloroso per trasformarlo in un vasto e trascinante percorso di riscatto e speranza. Recuperati dagli scarti di una fabbrica, i modelli si danno come orme frementi che si incamminano silenziosamente. Ma la raggiera è luogo impercorribile nel suo stringente andamento,  spazio inviolabile concesso solo alla presenza femminile, custode della propria intimità. Decise però, le donne qui celate, a cercare sentieri praticabili di umana convivenza.  L'intento di Genesio Pistidda è dunque quello di superare la funzione denunciataria, implicita nel simbolismo della forma, per farsi riflessione più vasta e corale di un mondo in cui, azzerati brutalità e soprusi, possa prendere consistenza una condizione di assoluta libertà e fiducia. A questo allude la poetica struttura, dinamica e armonica, che si anima di forza propria e si compenetra dei suoni e dei sussurri diffusi nello spazio colmo di sollecitazioni. Quei suoni provengono da voci di donne, da loro racconti e dalle loro storie che, come un'eco lontana, vibrano nell'aria saturando l'atmosfera.

 

Immagini

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Come Arrivare?

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