ROSA IN SENO

ROSA IN SENO

Titolo

ROSA IN SENO

Inaugura

Venerdì, 23 Agosto, 2013 - 18:30

A cura di

Romina Guidelli

Artisti partecipanti

Fabrizio Pompili

Presso

PALAZZO RUSPOLI
Piazza Santa Maria, Cerveteri (RM)

Comunicato Stampa

FABRIZIO POMPILI
"ROSA IN SENO"
A cura di Romina Guidelli
PALAZZO RUSPOLI
Pizza Santa Maria – Cerveteri (RM)
Dal 23 al 25 AGOSTO 2013
Vernissage 23 AGOSTO ORE 18.30

ORARI VISITA MOSTRA 24-25 AGOSTO: mat. 10.30-13.30 – pom. 15.30-22.30
INFO:www.fabriziopompili.it – rominaguidelli@hotmail.it

La Mostra Rosa in Seno accoglie una selezione delle opere di Fabrizio Pompili, scelte per descrivere al pubblico l’idea della grande istallazione immaginata dall’artista per la Necropoli della Bandidaccia di Cerveteri: l’Installazione Rosa in Seno.
La Ricerca Rosa in Seno è bellezza intesa come sostantivo squisitamente femminile: Femmina è Madre, Femmina è Terra, Femmina è Donna. Femmina è la Creazione.
Attraverso una tecnica raffinata, almeno quanto “cruda” negli incontri dei nodi nel tessuto, il concetto raccontato dell’artista diviene linea, colore intenso; morbido, profondo, geometrico segno.
Il tessuto di Pompili è vivo ed invasivo, sensibile. Avvolge sculture che interpretano tombe, per lasciar scorgere mammelle o segreti embrioni in cui il mistero della stessa Vita, femmina anch’essa, risiede.

Romina Guidelli

“ L’idea di un’installazione in questa necropoli nasce da queste considerazioni sul culto della madre Terra, della femminilità, della ciclicità della vita.
Attraverso un filo rosa disegnare un percorso che s’incammini tra queste tombe-seno, che lasci una traccia, come un detrito fertilizzante del suo passaggio e che sia non solo visibile ma percorribile e che per alcuni tratti si possa anche attraversare, per rigenerarsi.
Questo sangue che attraversa le tombe-seno è il sangue mestruale, un sangue diverso e per questo rosa, perché porta con sé allo stesso tempo l’idea della vita e della morte, è un sangue che ci parla della femminilità nella sua globalità, che ci parla della donna come dispensatrice di vita e di morte.
Le tombe-seno e il sangue di questa installazione sottolineano la vita come passaggio, dove non è importante quale porta si attraversi, ma dove è importante sentirsi parte di un flusso, di una corrente che cambia l’aspetto esteriore delle cose e dell’uomo, ma non la sostanza, quella di essere energia che si muove e muove, si trasforma e trasforma le cose che circonda, in un continuo moto in espansione”.

Fabrizio Pompili

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