Riccardo Dalisi - La poetica del quotidiano

Riccardo Dalisi - La poetica del quotidiano

Titolo

Riccardo Dalisi - La poetica del quotidiano

Inaugura

Domenica, 8 Dicembre, 2013 - 12:00

A cura di

Marco Nardini e Umberto Zampini

Artisti partecipanti

Riccardo Dalisi

Presso

Galleria Mies Modena
Piazzetta Dè Servi 44/a, modena

Comunicato Stampa

Cos’hanno in comune l’architetto, designer e artista Riccardo Dalisi e il poeta Emilio Rentocchini?

Qual è la connessione tra i pinocchi-caffettiera in latta colorata di Dalisi, i suoi gioielli-teatrino animati da cuori, case, profili di uomini e donne che si parlano, con le ottave in dialetto sull’amore di Rentocchini?

Cosa fa sì che le opere di Dalisi siano esposte alla Triennale di Milano, e le poesie vernacolari di Rentocchini tradotte anche in inglese? Quale il rapporto di ciascuno con la propria terra, la Napoli di Dalisi e la Sassuolo che nutre l’amore di  Rentocchini, cosa li accomuna sul piano creativo e poetico?

Il dialogo fra Dalisi e Rentocchini, che si svolgerà a Sassuolo sabato 7 dicembre alle ore 17.00 presso l’auditorium di Confindustria Ceramica, si addentrerà in questa inattesa relazione svelando lo stretto legame di due artisti con la propria realtà.

Lo storico dell’architettura Fulvio Irace e lo scrittore Francesco Genitoni si faranno moderatori, stimolatori dell’incontro, sulla base non solo della loro competenza professionale, ma anche del rapporto di amicizia che lega il primo a Dalisi, il secondo a Rentocchini.

 

 

Già ospite di Confindustria Ceramica nell’ambito del programma culturale di  Cersaie “costruire, abitare, pensare”, Dalisi torna in Emilia, a Sassuolo e Modena. L’artista “compromette” da tempo la sua arte con la realtà, portando avanti un legame stretto con un ambiente, Scampia e la sua emergenza sociale. Un impegno, che grazie ai laboratori avviati con il Centro territoriale Mammut e con il carcere di Nisida, diventa un esempio di eccellenza a livello internazionale, rivelandoci come arte e creatività possano far emergere anche da un tessuto così problematico opportunità di riscatto.  

 

La serata a Confindustria Ceramica, oltre ad accogliere questi stimoli, anticipa di poche ore presentandola, la mostra personale di  Riccardo Dalisi  presso la Galleria Mies di Modena in Piazzetta dei Servi 44/a. La mostra a cura di Marco Nardini e Umberto Zampini sarà visitabile dall’8 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014. Vernissage domenica 8 dicembre 2013 ore 12.00 con orario continuato 11.00 – 20.00. Durante il periodo espositivo è prevista una estemporanea di opere selezionate presso la Tatler di via Rialto a Bologna.

 

In mostra disegni, gioielli e sculture del grande artista napoletano. Disegni e sculture, racconti spontanei del suo carattere intuitivo, del suo osservare, del suo essere sintesi. Una poetica del quotidiano nata nello stupore e nell’amore continuo per tutto ciò che egli incontra, siano esse persone o materiali che ad altri non raccontano nulla o materiali specifici del fare artistico. Ecco che città coloratissime, architetture immaginate, nascono da ritagli di latta, che involucri di dolci assumano le fattezze d’abiti lussuosi, che lamiere e carte raccontino mondi ancora possibili. Come scrive il curatore Umberto Zampini, i gioielli sono “leggeri come il pensiero libero, sfiorano il mondo e il corpo di chi li indossa lasciando segni semplici e mai banali. Realizzati nei materiali più disparati, svelano il concetto di prezioso: le cose sono preziose solo perché lo decide l’essere umano; in natura esiste il raro, ma non il prezioso: il prezioso è categoria squisitamente umana, appartiene solo a noi. Solo l’ingegno e la manualità dell’uomo creano la preziosità di qualcosa. I gioielli di Dalisi  sono felice e allegra dichiarazione della forza del pensiero: sono preziosi, preziosissimi, perché a renderli tali ci sono amore, ingegno e tensione creativa. La materia prima più preziosa è l’arte: i materiali con cui si realizza vengono dopo. Oro o latta, pigmenti rari o vetro sono solo materiali, è l’incontro con le mani sorridenti di Dalisi a renderli unici e veri gioielli. Guardarli ed indossarli suscita gioia allegra: pensiero razionale e istintiva allegria diventano momento unico”.

 

Alcune delle opere esposte sono destinate a sostenere i progetti del Centro territoriale Mammut, possono essere acquistate sostenendo un’idea dell’arte come risposta reale alla coscienza della società contemporanea ma anche come contributo che diviene reale, concreto, oltre che opportunità per collezionisti ed appassionati.

 

Sostengono l’iniziativa: il Comune di Sassuolo e di Fiorano Modenese, il Comune di Modena, gli Ordini professionali degli Architetti della Provincia di Modena, Reggio Emilia e Bologna, l’ ADI Associazione Design Industriale – Delegazione Emilia Romagna, che insieme hanno concesso il loro patrocinio.

 

 

RICCARDO DALISI 

 

Nato a Potenza il primo maggio del 1931, ha ricoperto la cattedra di Progettazione presso la facoltà di Architettura di Napoli. Presso la stessa facoltà è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale.

Negli anni settanta, assieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva tutti i gruppi e le persone che in Italia coprivano l'area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale”. Da sempre impegnato nel sociale (resta fondamentale l’esperienza del lavoro di quartiere con i bambini del Rione Traiano, con gli anziani della Casa del Popolo di Ponticelli e, negli ultimi anni, l’impegno con i giovani del Rione Sanità di Napoli), ha unito ricerca e didattica nel campo dell’architettura e del design accostandosi sempre più all’espressione artistica come via regia della sua vita.

 

Nel 1981 ha vinto il Premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Negli ultimi trent’anni si è dedicato intensamente alla creazione di un rapporto sempre più  articolato e fecondo tra la ricerca universitaria, l’architettura e il design, la scultura e la pittura, l’arte e l’artigianato, mantenendo al centro la finalità di uno sviluppo umano attraverso il dialogo e il potenziale di creatività che ne sprigiona. Nel 2009, dopo una lunga ricerca preparativa, ha promosso la prima edizione del “Premio Compasso di latta”, iniziativa per una nuova ricerca nel campo del design nel segno del sostegno umano, della ecocompatibilità e della decrescita. Nel 2012 il suo libro Acqua dueO a vinto il Winner of Green Dot Awards di Los Angeles per la sostenibilità ambientale.

 

Diverse mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer, di scultore e di pittore sono state allestite in Italia e all’estero. Tra queste citiamo: la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, il MoMA di New York, la Biennale di Chicago, il Museo del Design di Denver, il Museo di Copenaghen, il Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, Palazzo Reale di Napoli, la Galleria Lucio Amelio di Napoli, la Fondazione Cartier di Parigi, il Museo delle Arti Decorative di Montreal, il Tabak Museum di Vienna, il Museo Zitadelle Spandau di Berlino, Castel dell’Ovo a Napoli, la Reggia di Caserta.

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