Restituzioni - Opere della Collezione

Restituzioni - Opere della Collezione

Titolo

Restituzioni - Opere della Collezione

Inaugura

Sabato, 28 Giugno, 2014 - 18:30

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

Aldo Brizzi

Vittorio Viviani

Guido Trentini

Eugenio Tomiolo

Sergio Dangelo

Gino Fossati

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB)

Comunicato Stampa

In attesa della giornata di studi su Gino Meloni e i festeggiamenti per gli ottanta anni della Famiglia Artistica Lissonese, il MAC di Lissone ha allestito una piccola mostra incen-trata su alcune opere che la FAL ha conces-so in comodato al museo già da diversi anni. Si tratta di un nucleo di dipinti che apparten-gono alle prime sette edizioni del Premio Lissone (fondato dalla stessa FAL nel 1946 allo scopo di presentare un “vivo panorama della pittura italiana contemporanea”).

Durante la prima edizione, datata al 1947, la giuria conferì il premio a Aldo Brizzi per l’ope-ra Composizione, caratterizzata da un acceso cromatismo e da uno stile picassiano. In se-guito Brizzi partecipò nuovamente alla ras-segna promossa dalla FAL, ma il suo nome è indissolubilmente legato a quel primo Premio Lissone. Altro assiduo è stato Vittorio Viviani, il quale ha partecipato alla manifestazione quasi ininterrottamente dal ’46 al ‘53, otte-nendo il riconoscimento con il dipinto Vene-zia, Campo Sant’Angelo del 1949. Dal ver-bale di giuria si legge che la commissione dichiarò all’unanimità vincitrice l’opera «del pittore Vittorio Viviani di Nova Milanese [...] con l’augurio che l’autore ottenga dai suoi lavori futuri una maggiore determinazione delle sue individualità».

L’edizione del 1950 venne vinta da Gian-franco Ferroni (il cui dipinto è stato riesposto lo scorso anno in occasione della mostra La milizia realista), mentre il secondo premio venne conferito a Eugenio Tomiolo per l’opera Forme marine. L’anno dopo l’artista si ricandidò con il dipinto Il mare alla finestra che Guido Ballo recensì sulle pagine del quotidiano Avanti!: «Tomiolo aveva già otte-nuto a Lissone un premio ex aequo negli anni scorsi; ma poiché quella volta non si trattava del primo premio, la commissione giudica-trice, viste le buone qualità pittoriche del quadro ha ritenuto di assegnargli il Premio Lissone. È un dipinto che rivela, in una com-posizione ben ritmata ma non rigida, il tem-peramento di un artista che sente il colore nei suoi valori più evocativi».

Guido Trentini, che aveva partecipato al Premio Lissone nel 1949, fu premiato dall’En-te Comunale del Mobile per Natura morta del 1952, che nella quinta edizione aveva visto Morlotti e Reggiani dividersi a pari merito il gran premio per la pittura. Diversamente, il quadro Senza titolo di Gino Fossati non è da ricondurre alle mostre organizzate dalla FAL, ciò nondimeno testimonia della singolare esperienza che il giovane pittore, nato a Lissone nel 1928, aveva maturato all’interno della rassegna. Fossati aveva partecipato al premio nel 1948, venne poi segnalato dalla commissione l’anno successivo, vinse quindi un premio nel 1951. Nel 1952 venne proposto per una borsa di studio che gli consentisse di proseguire gli studi di pittura, «notando in esso qualità pittoriche e coloristiche in modo tutto particolare».

Dal punto di vista cronologico, l’ultima opera qui inclusa è il dipinto Ricordo di un autunno nella mia Brianza del 1958, esposto in anni recenti presso il museo di Lissone nella mostra Acquisizioni-donazioni 2009, inaugu-ratasi nel novembre 2009, e riproposta due anni più tardi nella rassegna 10 anni di museo a Lissone - una collezione che cresce, organizzata in concomitanza con il decennale di fondazione del MAC. In ambo le occasioni, il dipinto era stato erroneamente ascritto al pittore Alfredo D’Angelo, che a Lissone vinse un premio acquisto nel 1950. L’occasione di questa mostra – che non a caso reca il titolo di Restituzioni – offre la possibilità di una corretta attribuzione, in quanto l’opera è di mano di Sergio Dangelo, firmatario nel 1951 del “Manifesto tecnico della Pittura nucleare” (il Movimento Nucleare, di cui facevano parte anche Enrico Baj e Joe Colombo, si proponeva di reinventare la pittura, perché «le nuove forme dell’uomo sono quelle dell’universo atomico»). L’opera in questione è datata al 1958, anno in cui Dangelo prese le distanze dalla rivista Il Gesto, organo di informazione del Movimento Nucleare; nel dipinto si riscontra ancora un tipico automa-tismo d’ascendenza surrealista che volge però verso un grafismo che negli anni Ses-santa caratterizzerà la pittura di Dangelo, ispirata sempre più alle culture orientali.

Come Arrivare?

Informazioni su ''