REBL'S REBELS

REBL'S REBELS

Titolo

REBL'S REBELS

Inaugura

Venerdì, 11 Aprile, 2014 - 18:30

A cura di

Martina Corbetta

Artisti partecipanti

Francesco De Molfetta, Anna Turina

Presso

TOM REBL| showroom
via Monte Grappa, 18, milano

Comunicato Stampa

introduzione all’evento

Un cuore rock nello showroom di Tom Rebl*.

… dal chiassoso rockabilly degli anni 50 al glam inglese di David Bowie, Rebel Rebel, ora, cambia tono e diventa REBL’S REBELS. Un’intreccio moda & arte che ha inizio con il costume e giunge al gotico dark contemporaneo d’ispirazione hard e heavy metal di Tom Rebl, per ricordare una contaminazione di un rock che non muore mai!

 

REBL’S  REBELS è un evento, ideato e realizzato, ad hoc per il fashion brand made in Italy firmato Tom Rebl. Per l’occasione moda, musica e… arte, si affrontano a suon di rock! L’idea nasce dalla spontanea necessità di dialogo tra l’artista, nel suo più ampio significato del termine, e chiunque abbia piacere di condividere un po’ di cultura. Tom Rebl mette a disposizione il suo liberale spazio per una dimostrazione a regola d’arte che vede come protagonisti: Francesco De Molfetta e Anna Turina, artisti forti sulla scena, nazionale e internazionale, con attenzione verso la scultura in modo opposto, ma concorde; Martina Corbetta, curatrice d’arte contemporanea interessata ai nuovi linguaggi che, per l’occasione, seleziona gli artisti e diventa coordinatore di gusto del caso; Andy e Sergio Carnevale, nomi noti nel panorama musicale, si esibiscono in un dj set alternato in un contesto unconventional per fare da sfondo a una vera e propria contemporary art exhibition… infine La Pina, una delle voci storiche di Radio Deejay, sorprenderà con un simpatico gioco. Sarà possibile vincere, in seguito ad un piccolo contributo benefico, una delle T-shirt stampate in serie super limitata e autografate direttamente dagli artisti durante la serata.  Il devoluto sarà portato all’Associazione SOS Villaggi dei Bambini personalmente da La Pina il prossimo maggio durante il suo viaggio in Perù. Inoltre, i due artisti hanno deciso di partecipare a questa raccolta proponendo le loro opere e donando gran parte del ricavato alla medesima associazione.

 

 

*Tom Rebl, classe 1976, nasce e cresce in Germania. Stilista di professione, fonda le sue radici artistiche nel nord Europa, ma di fatto è ora cittadino del mondo. Il suo talento si sviluppa al rinomato St. Martins College di Londra, culla della moda internazionale di tutti i livelli e incubatrice dei più noti stilisti del fashion contemporaneo degli ultimi trent’anni. Il background anglosassone rende forte la personalità di Tom, lo porta ad accrescere lo stile cosmopolita con il valore aggiunto della qualità italiana. Anima curiosa è il distinguo di Tom Rebl che si riconosce dalle collezioni influenzate dalle sue passioni: musica, design e contemporary art, sempre considerando il passato e strizzando l’occhio in segno di  riconoscenza. Il remoto è un punto fermo per le sue considerazioni e da esso trae le ispirazioni di creazioni avanguardistiche. Nel 2008 apre in Italia il suo headquarter in cui produce una collezione curata nei dettagli: materiali pregiati e manufatti perfetti. Tom Rebl fa crescere il marchio e lo porta sul mercato internazionale, vantando, inoltre, l’ingresso nel mondo delle rockstars. Lavora senza cadere nelle regole di mercato… diventa presto voce incondizionata della nuova generazione.

Intorno a Tom Rebl: De Molfetta & Turina

due artisti agli antipodi

 

Francesco De Molfetta e Anna Turina, selezionati dalla curatrice Martina Corbetta, si sfidano per avvicinare la loro arte alla moda di Tom Rebl e trovano inaspettatamente compenetrazione e intreccio poetico per mezzo di realizzazioni opposte e diseguali. L’estetica tra il gotico e il rock, esaltata dalla passione per il nero, per la pelle, per le borchie e per le catene, è terreno fertile per i due artisti, in quanto, si trovano a compiere un lavoro che già inconsciamente gli appartiene. REBL’S REBELS diventa una vera mostra d’arte.

 

 

Francesco De Molfetta presenta una scultura inedita a tuttotondo. L’opera è una vera statua che esige di essere osservata da ciascun punto di vista possibile, come da definizione delle più antiche opere greche. Il soggetto, protagonista indiscusso, è un rocker dal ciuffo biondo rockabilly che indossa un giubbotto di pelle borchiato e marchiato Harley&Davidson. Il personaggio, realizzato con tecnica mista (vetroresina, resina sintetica, legno e metallo) è ritratto nell’atto di suonare una chitarra fiammata e molto probabilmente si trova in un live show. Il torso è nudo e i pantaloni sono leopardati. Il “twist” è che il rocker non è più il giovane di una volta, è ora goffo, obeso e appesantito, con i segni evidenti del passare degli anni che non possiamo fermare… ma solo constatare che il vero amore per il rock non muore mai! L’idea della decadenza è tema caro a De Molfetta, che, attraverso le sue immagini apparentemente piacevoli, ironizza sul tema della rovina enfatizzandone l’aspetto morale e umano. I miti e le icone, sono presi di mira. De Molfetta ragiona sulla loro immagine e sulla loro storia, trasforma i momenti di gloria in momenti di ritiro, pur sempre glorioso e ricco di passione. Attraverso le sue rappresentazioni svela difetti e debolezze di status symbol che spesso percepiamo come inavvicinabili, intoccabili ed eterni. Viviamo nell’era delle grandi scene, della grande apparenza, ma non dobbiamo dimenticare di dover fare i conti con l’inesorabile scorrere del tempo. È giusto dunque mutare anche la percezione dei nostri miti, trovando spazio nel momento. Il rinato Rocker, in posa michelangiolesca, ci conduce, infatti, a un novo modello: tatuato, griffato e glam nel suo splendido decadimento. Lui è un fat rocker che ci piace perché non ha smesso di crederci, perché ancora ama esibirsi e perché è desideroso di gente che lo guardi e urli allo stridere delle sue note distorte.

 

Anna Turina sfoggia cuori di metallo. Cuori che, come un nido, prendono forma attraverso fili di ferro intrecciato e galvanizzato. Innumerevoli filamenti, inestensibili e flessibili, danno forma a quello che rappresenta l’organo vitale per eccellenza. Il gioco di vuoti e la leggerezza sono innegabili caratteristiche dell’opera di Turina e, in particolare, della sua poetica più intima. Il cuore è un organo affascinante e seducente, di per sé la sua immagine ci attrae e ci stuzzica, ci incuriosisce, ma, al tempo stesso, riconoscendo l’accostamento vulnerabilità e meccanica, ne siamo turbati. Le due più grandi e opposte peculiarità del cuore possono essere avvicinate al lavoro di Turina pensando: al ferro come alla dinamica automatica, e ai vuoti come alla sensibilità emotiva. Il cuore è la parte di noi che ci fa vivere la vita e le emozioni. È un muscolo inconscio che agisce senza pensare e la sua attività prescinde dalla nostra volontà, dal desiderio dell’individuo, ma l’intenzione dell’uomo prescinde dal battito del cuore? No, il cuore non dipende dal nostro intento, ma è suscettibile a emozioni, a stati emotivi, e queste attività possono aumentare o diminuire il battito cardiaco e perciò è possibile avere un piccolo controllo su di esso attraverso sollecitazioni esterne. Il percorso di Turina consiste nel riflettere su un organo che è dentro ciascuno di noi, che è parte integrante del nostro corpo. Turina affronta artisticamente il tema lirico per mezzo di un materiale duro, infatti solo il nome ferro implica e determina una pesantezza naturalmente percepibile, che però, nelle opere dell'artista, trova respiro tra i buchi completamente spogli e i buchi delicatamente decorati con stoffe, pelli, borchie e altro materiale tessile in grado di  sollevare un anima compatta e greve.

 

Martina Corbetta

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