Psychic Time

Psychic Time

Titolo

Psychic Time

Inaugura

Giovedì, 22 Ottobre, 2015 - 18:00

A cura di

Lucio Forte

Artisti partecipanti

Arnaldo Pomodoro, Claudia Strà, Domenico Purificato, Ernesto Treccani, Gianni Dova, Giuseppe Dimaria, Giuseppe Rossicone, Ibrahim Kodra, Igomenico, Laura Lapini, Lucio Forte, Manuel Koss, Mariano Pieroni, Mario Schifano, Maristella Laricchia, Morishita Keizo, Paola Mantovani, Pier Bonifacio, Remo Brindisi, Salvatore Fiume,  Sandro Chia, Yoshin Ogata ed Alberto Verona

Presso

Artworks Milano
Via Corridoni 8, Milano

Comunicato Stampa

Milano, via Corridoni. Giovedì 22 Ottobre si apre la mostra collettiva di pittura ed arte della ceramica Psychic Time.
 
In esposizione opere di: Arnaldo Pomodoro, Claudia Strà, Domenico Purificato, Ernesto Treccani, Gianni Dova, Giuseppe Dimaria, Giuseppe Rossicone, Ibrahim Kodra, Igomenico, Laura Lapini, Lucio Forte, Manuel Koss, Mariano Pieroni, Mario Schifano, Maristella Laricchia, Morishita Keizo, Paola Mantovani, Pier Bonifacio, Remo Brindisi, Salvatore Fiume, Sandro Chia, Yoshin Ogata ed Alberto Verona.
Psychic time è il tempo interno, il flusso della coscienza, teorizzato dal filosofo Henri Bergson nel 1922 nel libro "Durata e simultaneità" in cui introduceva nel dibattito filosofico dell'epoca, un punto di vista diverso ed accattivante rispetto all'idea di tempo.
Difatti per il filosofo francese, il tempo psichico non può avere la dimensione spaziale e quantitativa degli eventi fisici, ma è un amalgama di stati psichici in continua evoluzione e al di fuori del rapporto logico causa-effetto.
La mostra si inaugura Giovedì 22 Ottobre alle ore 18:00 presso la Galleria Artworks Milano in via Corridoni 8.
Free entry.
 
Info
Artworks Milano
info@lucioforte.com
tel 347 7686415
 
 
Testo Critico
 
PSYCHIC TIME
 
Il tempo della psiche secondo il filosofo francese Henri Bergson è definibile come una valanga, un intreccio, una struttura articolata e dinamica costituita di episodi, momenti accavallati gli uni sugli altri in una complessità che continuamente muta e cresce su sé medesima.
Un continuo mutamento in cui ogni istante pur essendo il risultato di tutti i momenti precedenti, è assolutamente nuovo rispetto ad essi.
Trasponendo uno dei capisaldi di Heghel relativo alla definzione della realtà ed applicandolo alla teoria del tempo psichico di Bergson, possiamo interpretare questa idea come una struttura globale che non ha nulla fuori di sé ed è la causa ed il fine di ogni realtà all'interno di se stessa ed è coincidente quindi con l'infinito.
Ci troviamo qui al di fuori del rapporto logico causa-effetto, in quanto ogni momento del tempo psichico non è una reazione ed una condizione a se stante ad un azione precedente, ma un continuo completamento di un unica realtà.
Questa condizione di libertà e svincolo dal tempo lineare e teorico della scienza, finito e definito, rappresenta la possibilità di vivere dentro la mente l'infinito, e vivere quindi una condizione interna di autocreazione.
Difatti è proprio questo il concetto di libertà teorizzato da Bergson, inteso come possibilità di determinare se stessi attraverso parti di se stessi, la propria anima attraverso i propri sentimenti, non da forza che agiscono dall'esterno. L'anima si determina da sé ed è quindi libera.
 
Per meglio comprendere è importante osservare come il tempo psichico rappresenti un genere di realtà temporale che si discosta strutturalmente (o meglio non essendo spaziale) concettualmente dal tempo della scienza, attraverso aspetti specifici in antitesi.
Il tempo della scienza è quantitativo, costituito di istanti astratti teorizzati e definiti come tutti uguali in unità convenzionali, differenziabili solo quantitativamente: 1 secondo, 10 secondi, 10 minuti e cosi via.
Il tempo della scienza è reversibile, in quanto un esperimento può essere ripetuto ed osservato un numero indefinito di volte.
Il tempo della scienza è ripetibile, 10 minuti sono sempre 10 minuti.
il tempo della scienza è spaziale, nella nostra rappresentazione proiettiamo il tempo nella spazio, la durata nell'estensione, la successione prende per noi la forma di una linea continua. il tempo è rappresentato dallo spazio che la materia percorre in un intervallo di spostamento. In questo modello, in assenza di materia non esiste tempo.
 
Al contrario il tempo della Psiche è fatto di momenti irripetibili.
 
Il tempo della psiche, al di fuori del tempo della scienza è: non soggetto alle regole vincolanti del tempo (de)finito, lineare, spaziale, soffocante.
 
Il tempo della psiche non solo è indipendente dal tempo della scienza, ma inoltre è diverso perchè non in linea retta (estensione spaziale) in quanto è un ammasso mutevole.
Il tempo della psiche è proprio, indicativo, specifico dell'individuo (qualitativo), è interno, è libero, fuori dal rapporto logico causa-effetto. Tutto quello che succede al suo interno è la causa di se stesso, e neppure è la reazione di azioni indipendenti, ma un unico sistema che vivendo di vita propria ed essendo svincolato dall'esterno e definibile come un' autocreazione. Dio è la psiche.
 
Si può quindi comprendere il conseguente concetto di libertà, interpretando che proprio l'autocoscienza, che è il motivo del nostro tedio relativo alla consapevolezza del tempo limitato della nostra vita, è essa stessa per sua natura svincolata dal tempo della scienza, appunto perchè non lineare, qualitativa, non ripetibile, perchè l'autocoscienza è appartenente alla sfera della psiche.
La libertà quindi di costruire noi stessi fuori dal tempo, il tempo quello che ci rende timorosi della morte, che non è quindi invece il nostro interno irripetibile, infinito, autorigenerativo e non legato al concetto di spazio.
 
La libertà della nostra mente è tale solo quando ne siamo consapevoli, solo quando i nostri atti che ne sono l'espressione tangibile e palpabile, sono pura emanazione. Il passaggio diretto dall'artista all'opera.
L'espressione diretta della struttura complessa di eventi della mente, il tempo psichico, è un' autocreazione, significa creare indefinitamente se stesso.
Bergson dice: siamo liberi quando i nostri atti sono il frutto della nostra personalità in tutta la sua interezza, quando esprimono quella incalcolabile rassomiglianza con se stessa così come a volte ritroviamo nel rapporto tra opera ed artista.
 
Andando oltre: Dio è la psiche (Autocreazione). Libertà-artista-opera. Immortalità-invincibilità-autocoscienza. Diverso genere di autocoscienza: un' autocoscienza autorigenerativa...
 
Lucio Forte 2015

 

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