Progetto mappe #3 - Topografia di una storia, preview

Progetto mappe #3 - Topografia di una storia, preview

Titolo

Progetto mappe #3 - Topografia di una storia, preview

A cura di

Annalaura Vinti, testi critici a cura di Carla Capodimonti e Saverio Verini

Artisti partecipanti

Valeria Pierini (Assisi, 1984) è un artista fotografa umbra laureata in comunicazione di massa. La sua ricerca artistica si muove traendo ispirazione dalla letteratura e dalla filosofia analizzando temi forti quali quelli del sogno o del doppio, della ricerca interiore e della memoria. Parte del suo lavoro prevede spesso la partecipazione delle persone come punto di partenza e canovaccio per la realizzazione delle sue foto ('Io Tra di Voi', The Dreamers', 'Topografia di una storia'). Ha esposto in numerose collettive e personali in Italia e all’estero, tiene workshop in associazioni e scuole e i suoi lavori sono stati selezionati in molti concorsi e festival nonché ampiamente pubblicati. 'Tabula rasa' è il suo primo libro, uscito nel 2016. Dal 2016 è inoltre impegnata nella realizzazione di 'Topografia di una storia', progetto site specific dedicato alla città di Foligno.www.valeriapierini.it

Presso

Zut!
corso Cavour 83

Comunicato Stampa

Topografia di una storia

preview c/o Strabismi Festival

opening 6 maggio 19.30

a cura di Annalaura Vinti

(con interventi critici di Carla Capodimonti e Saverio Verini)

 

Ad un anno dall'inizio del site specific, dedicato a Foligno e ai suoi abitanti, che l'artista sta svolgendo in collaborazione con lo Zut!, si inaugura la mostra preview con una selezione del materiale raccolto e prodotto fino ad ora. La mostra, ospitata e voluta dal collettivo Strabismi durante l'omonimo festival sarà visitabile in seguito all'inaugurazione durante gli orari di apertura dello Spazio Zut!

 

La mostra

Per entrare nella poetica di Valeria Pierini occorre varcare una doppia soglia. La prima ci immette direttamente nelle esperienze – intime e oniriche – delle persone che Valeria coinvolge nei suoi progetti; la seconda, invece, si spalanca sull’immaginario dell’autrice, che rielabora in chiave personale le suggestioni e gli spunti derivanti dall’incontro con l’altro. La componente partecipativa è fondamentale in tutta la produzione di Valeria Pierini, che sceglie di interfacciarsi e contaminarsi costantemente con esperienze diverse dalla propria, collezionando nuovi sguardi sul mondo e ricalibrando il proprio modo di vedere. I continui stimoli provenienti dall’esterno, anche quelli apparentemente insignificanti o marginali, sono scrutati a fondo da Valeria, che – come una subacquea dell’inconscio – si immerge nelle storie personali per far ritorno in superficie con narrazioni e immagini da consegnare alla collettività.

(...)

Vengono allora alla mente le parole della curatrice Miwon Kwon, secondo cui “[…] un obiettivo centrale della specificità, di un sito, basata sulla comunità è la creazione di un lavoro in cui i membri di quella stessa comunità – simultaneamente osservatori/spettatori, audience, pubblico, e soggetti referenziali – vedranno e riconosceranno loro stessi nel lavoro, non tanto nel fatto di esserne criticamente implicati ma di esservi affermativamente descritti o validati […]”1. È così che l’arte si lega in maniera quasi inestricabile al vissuto, contribuendo a edificare un più forte e consapevole senso di comunità.

 

Il Crowdfounding

Con l'occasione si apre ufficialmente il crowdfounding attivato e finalizzato alla realizzazione del catalogo finale che verrà pubblicato in occasione della mostra di presentazione finale del progetto, durante l'inverno prossimo. Il crowdfounding è volto a sensibilizzare la cittadinanza (non solo folignate) alle piccole forme di collezionismo e finanziamento 'dal basso', cercando di sensibilizzare la produzione artistica e il collezionismo, relegati troppo spesso a dinamiche economiche che fanno capo a circuiti ristretti di persone con grosse disponibilità di denaro. Dato che 'Topografia di una storia' è un lavoro che tramite le dinamiche dello storytelling racconta le persone e ad esse si rivolge, esulando anche dai confini prettamente geografici di un luogo specifico, poiché le storie appartengono a tutti diventando così un bene comune, è possibile sostenere il progetto versando una piccola quota ricevendo in cambio copie del catalogo o tirature di un'opera a scelta tra quelle prodotte. Per ricevere la lista delle donazioni e dei premi corrispondenti basta contattare l'artista all'indirizzo www.valeriapierin.it

 

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Who am I

special project per Strabismi

Con questa mostra-preview, si inaugura anche la collaborazione tra le fotografa e il Colletivo Strabismi, il quale, infatti, le ha commissionato un'opera che veda protagonisti gli artisti coinvolti nel festival e che perduri negli anni a venire. Nasce così 'Who am I' che vedrà Valeria Pierini impegnata, durante l'edizione 2017 di Strabismi, a lavorare con gli attori che si susseguiranno sul palco, l'opera, sarà presentata in una mostra durante la prossima edizione del festival.

'Uno nessuno centomila', quante sono le facce, le espressioni, gli stati d'animo che affibbiamo agli attori. Ma effettivamente loro, gli attori, chi si credono di essere? Dalla descrizione che ogni attore del festival farà di sé, come una confessione o un diario o come indossando il proprio vestito migliore o peggiore che sia, purché sia quello che egli si sente meglio, Valeria Pierini effettuerà dei ritratti, usando gli scritti, che ogni attore le lascerà in qualsiasi supporto egli crede lo rappresenti (carta, tovaglioli, tovaglie, pezzi di stoffa, battuti a macchina, scritti a mano o a computer), come una sceneggiatura da seguire, mettendo quindi in scena quanto da essi descritto e rendendo il loro stato d'animo identitario 'visibile'. Who am I, chi sono io dunque? Chi sono io una volta che la mia credenza viene affidata all'occhio di qualcun altro? Nel pieno spirito di Strabismi, a Valeria Pierini viene commissionato questo censimento-visione di artisti, 'da artisti ad artista', che la fotografa realizzerà durante le edizioni del festival, creando un archivio di storie e di identità e che di anno in anno sarà esposto a testimonianza del passaggio e dell'avvicendarsi delle persone-storie che in un festival come Strabismi sono variopinte quanto più umane.

 

 

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