Premio Internazionale Mario Pinton - II edizione Gioielleria contemporanea. Omaggio a Donatello

Premio Internazionale Mario Pinton - II edizione Gioielleria contemporanea. Omaggio a Donatello

Titolo

Premio Internazionale Mario Pinton - II edizione Gioielleria contemporanea. Omaggio a Donatello

Inaugura

Venerdì, 8 Maggio, 2015 - 18:30

A cura di

Mirella Cisotto Nalon

Artisti partecipanti

BAINES Robert (ASU), BASTIN Nicholas (AUS), BERNABEI Roberta (I), BETTO Fernando (I), BLOOMARD Adrean (I), BODEMER Iris (D), BRÄUER Antje (D), CABERLON Enrico (I), CANAPA Francesca (I), CAPDEVILA Joaquim (E), CECCHETTO Giorgio (I), CHOTARD Cathy (F), CROSS Susan (UK), DANTAS Teresa (P), DAVANZO Lucia (I), DE MEO Corrado (I), DI CIAULA Francesca (I), DI MEO Elviro & ROSSETTI Antonio (I), DITTLMANN Bettina (D), DITTLMANN Bettina & JANK Michael (D), DUPRÈ Elisabetta (I), DUSO Fernanda (I), EISMANN Beate (D), FLORACK Ulo (D), FORNARI Anna (I), FÖRSTER Christiane (D), FRANCHI Enrico (I), FRANCHI Fausto Maria (I), FRANZIN Maria Rosa (I), FUCHI Arata (J), GIACOMETTI Simonetta (I), GRASSIVARO Lisa (I), HART Margit (A), HERB Heidemarie (D), HIRV Piret (EST), HUGHES Linda (AUS), ISHIKAWA Mari (D), KOCÉA Rudolf (D), KODRÈ Helfried (A), MÄLK Kadri (EST), MARCANGELO Rita (I), MARCHETTI Stefano (I), MARCOLONGO Paolo (I), MARGUS-VILLEMS Eve (EST), MARIANI Gigi (I), MINA Jacqueline (UK), MIRAI Paola (I), MOCAVERO Alessia (I), PAVAN Francesco (I), PLANTEIJDT Annelies (NL), POLENTAS Nicole (AUS), PUIG CUYÀS Ramon (E), REVEANE Piergiuliano (I), SAJET Philip (F), SCARPITTI Chiara (I), SCHLIWINSKI Marianne (D), SICURO Giovanni (I), SIEMUND Vera (D), STEINER Claudia (A), TREKEL Silke (D), TRIDENTI Fabrizio (I), UDERZO Barbara (I), VAGI Flora (H), VISINTIN Graziano (I), VITA Alberta (I), VLAHOS Anna (GR), WALZ Silvia (E)

Presso

Oratorio San Rocco
via Santa Lucia, Padova

Comunicato Stampa

In occasione delle mostre realizzate per celebrare il famoso scultore toscano Donatello giunto nella città di Padova a metà del Quattrocento torna il Premio Internazionale Mario Pinton organizzato dall'Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova: Gioielleria Contemporanea - Omaggio a Donatello. Premio Internazionale Mario Pinton – II edizione, una mostra/concorso di gioielleria contemporanea di ricerca che si è inaugurata venerdì 8 maggio presso la sede espositiva del cinquecentesco Oratorio di San Rocco.

Da circa vent'anni Padova dedica alla gioielleria contemporanea d'arte e di ricerca un'attenzione tutta particolare rendendo onore ad una peculiare tradizione padovana, nata in città con la Sezione dei Metalli, fondata da Mario Pinton, presso la Scuola d'Arte Pietro Selvatico negli anni cinquanta e internazionalmente identificata come Scuola Orafa Padovana.

Per rendere omaggio alla propria scuola orafa e al suo indimenticabile e rimpianto iniziatore, Mario Pinton, scomparso nel 2008, il Comune di Padova nel 2011 ha istituito un concorso internazionale intitolato a suo nome. Dopo la prima edizione dedicata all'epoca trecentesca con la mostra Castelli, miniature, astri e alchimia. La Padova Carrarese nel gioiello contemporaneo, quest'anno è stata realizzata la seconda edizione dell'iniziativa, collegata alla figura di Donatello e celebrata in altre mostre visitabili da marzo a luglio 2015 nel Museo Diocesano (Donatello svelato. Capolavori a confronto) e nei Musei Civici agli Eremitani e Palazzo Zuckermann (Donatello e la sua lezione. Sculture e oreficerie a Padova tra Quattro e Cinquecento).

Gioielleria contemporanea. Omaggio a Donatello - Premio Internazionale Mario Pinton - II edizione ha visto l'adesione di ben 67 artisti orafi tra i più importanti internazionalmente.

I soggetti e le tematiche da cui gli artisti hanno tratto principalmente ispirazione sono stati la statua equestre del Gattamelata e alcuni particolari del corredo bronzeo della basilica di Sant'Antonio, ove sono rappresentati i più celebri miracoli del santo. Episodi, personaggi quindi, ma anche e soprattutto la concezione e rappresentazione dello spazio donatelliano, il pathos e la forza interpretativa sono stati l'oggetto principe delle opere create appositamente per il concorso.

Alcuni orafi hanno invece interpretato la loro opera quale un vero e proprio omaggio a Donatello, un onore e un dono nei confronti di uno tra i più eminenti scultori della storia dell'arte.

 

I materiali utilizzati sono stati talvolta quelli utilizzati da Donatello stesso, metalli come il bronzo, o l'argento e l'oro, oppure - come è proprio del linguaggio contemporaneo – sono stati adoperati materiali “non convenzionali” quali foto, plexiglas, capelli finti, resine, acrilici, legno.

 

Le opere sposte sono un esempio di come il linguaggio contemporaneo e, in questo caso, quello così particolare della gioielleria di ricerca possa cogliere, decodificare e interpretare l'arte del passato, un passato che non attende di essere imitato, ma di essere compreso, studiato, fatto proprio attraverso i differenti stili degli artisti partecipanti.

Si è venuta così a creare una connessione intima e profonda tra passato e presente: gli artisti orafi partecipanti alla mostra-concorso hanno fatto propri e hanno interiorizzato i numerosi significati e messaggi di cui il patrimonio storico donatelliano è intriso, diminuendo la distanza tra antico e contemporaneo, tra tradizione e innovazione.

Il gioiello d'autore così appositamente creato per il Premio contribuisce a fondere, a contaminare questi due universi apparentemente lontani e portando, nel cuore del contemporaneo, la lezione donatelliana.

 

Il premio di € 5.000,00 - offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – è stato aggiudicato da una giuria internazionale composta da: Mirella Cisotto – presidente della commissione e curatore del Premio nonchè Capo Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova, Davide Banzato – Direttore dei Musei Civici del Comune di Padova; Luisa Bazzanella già docente di storia dell'arte, studiosa ed esperta in gioielleria contemporanea; Renzo Pasquale artista, già docente di arte dei metalli e dell'oreficeria presso l'Istituto Statale d'Arte “Pietro Selvatico” e infine Peter Skubic artista e professore tra l'altro alla Hochschule für Kunst und Design, Burg Giebichenstein di Halle in Germania.

In occasione dell'inaugurazione è stato decretato il vincitore del Premio che è stato aggiudicato ex aequo a due artisti: l'austriaca Hart Margit (n. 1958) con la spilla Spazio 1 e il veneziano, appartenente alla Scuola Orafa di Padova, Reveane Piergiuliano (n. 1943) anch'egli con una spilla.

L'opera dell'artista d'Oltralpe, come ella stessa dichiara, ha tratto spunto dai rilievi di Donatello al Santo, in particolare dalla grandiosità delle soluzioni prospettiche utilizzate dal fiorentino; nell'opera la percezione dello spazio è stata tradotta sia in modo tridimensionale, sia in modo lineare, come un disegno che crea volume, vuoto ed equilibrio. La commissione l'ha giudicata meritevole del premio per la originalità e la capacità interpretativa del tema grazie all'utilizzo di un linguaggio fortemente essenziale e pulito; per la forza dei volumi elaborati grazie ad un attento lavoro di sottrazione della materia; per il garbato equilibrio tra materia e colore.

La spilla in oro e niello di Reveane Piergiuliano presenta una visione prospettica di una gradinata con la proiezione di parte dell'ombra di persone eseguita in niello. La scelta di conferire ex aequo il Premio è stata determinata per l'efficace interpretazione della resa prospettica donatelliana grazie ad una esemplare capacità tecnica nella resa delle forme nei rapporti tra piano e volume. L'esito è di una espressività elegante e raffinata.

Dato l'importante e significativo riscontro degli artisti e i risultati ottenuti con le opere create appositamente per il concorso, la commissione ha inoltre ritenuto mertivoli di menzioni altri quattro artisti:

L'austriaco Kodré Helfried (n. 1940) con la spilla Zuccone in argento e acciaio poiché elabora una sintesi efficace nella soluzione interpretativa del tema sostenuta da una forte capacità dialogica dei volumi. Per la purezza e la sintesi della forma.

Lo “Zuccone” è il nome attribuito alla statua dedicata ad un profeta del Vecchio Testamento, realizzata da Donatello nella sua fase giovanile, dalla quale emergono molto chiaramente alcune caratteristiche della sua arte come il collegamento del modello classico antico con il realismo dei lineamenti assai pronunciati. L'artista ha saputo esprimere con il suo linguaggio, allo stesso modo non figurativo, tali componenti, che nel loro unirsi, nel loro fondersi, vanno a costituire un’entità unica. Allo stesso modo, il suo lavoro può essere anche visto come una parafrasi di un’altra opera di Donatello, l’Annunciazione collocata nella Basilica di S. Croce a Firenze: né un semplice rilievo né una plastica scultura tridimensionale, quanto la sintesi comprensibile di due elementi interattivi che coesistono in un unico ambito compositivo

 

L'austriaca Steiner Claudia (n. 1969) con la spilla Don@ello_2015 in argento, foglio di legno, cellulosa, resina, fotografia e acciaio, si accosta con delicatezza e originalità al tema proposto utilizzando materiali non convenzionali, in un gioco di rimando tra astrazione e rappresentazioni realistiche.

Per l'artista austriaca Donatello fu per quei tempi un pioniere nella scultura, rivoluzionario e moderno, fonte d'ispirazione ancor oggi per l'arte contemporanea. Impressionata dalla sue sculture dal grande fascino, sensibilità e forza nell’espressione, in particolare per le Madonna con bambino la Steiner ha utilizzato un dettaglio di una foto di una scultura che le ha suscitato sensazioni di forza, affetto, fiducia, protezione, consapevolezza. Tali attributi sono ritenuti dall'orafa particolarmente importanti in questo momento storico così instabile ed esageratamente influenzato dai media digitali. È per questo che in un "@-mondo", come lo definisce la Steiner, abbiamo bisogno di un lavoro concreto per essere davvero connessi e creare con le nostre mani diventa importante.

L'opera sopra la foto presenta una superficie in resina marmorizzata, molto ruvida dall'effetto brillante e cangainte. Anche la parte posteriore della spilla mostra una forma diversa di Madonna con bambino; scena che si riflette sui pezzi piegati sulla parte anteriore come in una forma e trasformazione di un'identità nuova, non riconoscibile a prima vista.

 

L'italiano Cecchetto Giorgio (n. 1958) con il pendente Convergenza in bronzo, ottone, è riuscito a tradurre in termini autonomi ed efficaci l'idea di equilibrio e sintesi dei valori linguistici rinascimentali riferiti a Donatello.

L’espediente tecnico adottato da Donatello per compensare lo sbilanciamento dovuto al peso della statua nel monumento equestre che ritrae Erasmo da Narni detto il Gattamelata si risolve tutto in un unico punto come nel pendente Convergenza, in cui converge appunto la relazione simbolica dell'uno verso il molteplice, dell'interiore verso l'esteriore. Condizione esistenziale, questa, rappresentata dall’immagine della perfezione geometrica come espressione della tradizione orafa di Padova, in equilibrio tra realismo e idealizzazione come il padovano Cecchetto ha saputo creare.

 

La greca di origini australiane Vlahos Anna (n. 1981) con la spilla Miraculass in oro, argento sterling e acciaio inox si è distinta per l'originalità nella scelta interpretativa della tematica e per la freschezza espressiva e la dolcezza della soluzione globale.

L’uso di Donatello della linea e del modello bidimensionali per creare profondità e prospettiva nei suoi bassorilievi, tra cui il Miracolo dell’asina, sono stati d'ispirazione per la giovane artista greca di origini australiane. Ha voluto utilizzare la linea , per creare profondità, movimento e corpo, per re-immaginare il soggetto della scultura di Donatello, la storia biblica dell’asina che parla.

 

Le opere dei vincitori a termine mostra entreranno a far parte della collezione di opere dei Musei di Padova.

Accanto ai premi assegnati dalla giuria è stata stabilita una forma di “voto popolare”, per tutto il periodo della esposizione. Sarà infatti data la possibilità ai visitatori di votare l'opera che preferiscono, potranno essere votate le opere ritenute più belle, curiose, interessanti... anche tramite i social network istituzionali. Questa forma di giudizio popolare è stata voluta affinché anche i “non addetti” possano esprimere la propria preferenza e conoscere come una forma d'arte contemporanea e particolare quale la gioielleria di ricerca possa interpretare e dar vita a opere che, traendo spunto dal passato, siano in grado di proiettarsi nel futuro attraverso il presente.

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