Poly-Dimensions

Poly-Dimensions

Titolo

Poly-Dimensions

Inaugura

Sabato, 6 Dicembre, 2014 - 18:30

A cura di

Paola Silvia Ubiali

Presso

Galleria Marelia arte moderna e contemporanea
Via Torretta 4, Bergamo

Comunicato Stampa

Molte persone non amano la matematica in quanto, a prescindere dalla sua innegabile utilità, la considerano una fredda sequenza di simboli e formule poco attraenti. Ma un pensiero matematico astratto, sviluppato visivamente da un computer o dal gesto umano, può trasformare la matematica in un’arte creativa che trasuda eleganza e bellezza.

Il matematico inglese Godfrey Harold Hardy (1877 – 1947) sosteneva che  “il matematico, come il pittore e il poeta, è un creatore di forme”. E inoltre “le forme create dal matematico, come quelle create dal pittore o dal poeta, devono essere belle”.

Arte e matematica sono forme di rappresentazione simbolica distanti soltanto in apparenza. Tutti sappiamo ad esempio che già nel Medioevo, tra le arti del quadrivio, oltre a musica ed astronomia si riunivano anche aritmetica e geometria; e uno dei rapporti più antichi per ottenere perfezione, bellezza, dimensione armonica era la Sezione Aurea o Divina Proporzione, una regola matematica usata ancor oggi in architettura, pittura, musica.

Saxon lavora con forme geometriche modulari e colori primari organizzati matematicamente, combinati tra loro a formare un nuovo lessico. Il suo linguaggio applica le teorie matematiche all’arte e costruisce modelli che, sebbene privi di una funzione d’uso - altrimenti non si parlerebbe nemmeno di arte - sono connotati da un forte valore estetico. Ciò significa che chiunque può goderne, anche senza alcuna conoscenza delle formule sottostanti la composizione. Molto semplicemente: non è necessario essere matematici per apprezzare il lavoro dell’artista ungherese che accoglie in sé un’armonica fusione di rigore e fantasia.

Da quasi venticinque anni Saxon si occupa dell’esplorazione delle forme geometriche e degli schemi creati dalla loro ripetizione in scala, utilizzando regole, rapporti e proporzioni che permettono il mantenimento delle stesse forme e modalità sia nell’ampliamento che nella riduzione, producendo una crescita/decrescita organico-strutturale teoricamente infinita dove nulla sembra rivelarsi casualmente. In questa sua ricerca Saxon ha inconsapevolmente utilizzato le leggi frattaliche, della cui esistenza egli si rende però conto solo alla metà anni novanta grazie alla storica dell’arte Géza Perneczky e solo dopo averli messi in pratica spontaneamente, autonomamente, in totale isolamento e averli chiamati con il nome di fantasia “universi poli-dimensionali”.

Si tratta, in pratica, dell’applicazione di leggi universali,  quelle stesse leggi che governano il cosmo dalle stutture infinitesimali alle enormi aggregazioni. Lo si vede molto chiaramente nella formazione del fiocco di neve che nasce come minuscolo prisma esagonale per poi espandersi in cristalli che si declinano in un’infinita, meravigliosa varietà di configurazioni.

Una ricerca quindi nei campi poli-dimensionali, nelle forme in cui la materia si distribuisce geometricamente nello spazio e nelle architetture che governano la natura per creare, attraverso il linguaggio della matematica, della logica e dell’arte, infinite combinazioni e possibilità.

 

Saxon (Tarpa, Ungheria, 1964) esordisce alla fine degli anni Settanta con lavori nell’ambito dell’astrattismo geometrico classico, con forme dipinte su un piano e circoscritte all’interno di un rettangolo o di un quadrato. Fino all’inizio degli anni Novanta si dedica individualmente alla ricerca nell’ambito dell’arte concreta e costruita e in particolare allo studio delle esperienze suprematiste di Malevič.

Nel 1992 si reca a Parigi come rappresentante dell’Ungheria in occasione dell’evento Visions d’Europe e incontra Carmelo Arden Quin che lo invita ad aderire al Movimento Madi Internazionale. La filosofia Madi con gli studi nell’ambito del poligono, l’uscita dal limite imposto dalla cornice per un’estensione nello spazio, accompagnati dall’analisi dell’aspetto ludico nell’arte, risultano in perfetta sintonia con il lavoro dell’artista e lo stimolano ad ulteriori e personali riflessioni sulla forma geometrica.

Nel 2010 infatti Saxon brevetta il Poly-Universe Toy Family, un gioco-lab intellettualmente stimolante, focalizzato sulle potenzialità dell’attività ludico-creativa nel quale partendo da un limitato numero di forme semplici (triangolo, quadrato, cerchio) e da quattro colori (blu, giallo, rosso e verde) chiunque può intuitivamente creare un numero pressoché illimitato di labirinti visivi, combinazioni ordinate, sequenze logiche esteticamente interessanti (http://poly-universe.com).

Dal 2003 Saxon è membro dell’International Symmentry Association di Budapest e dal 2011 fa parte della European Society for Mathematics and Art di Parigi, istituzioni con le quali collabora al fine di sviluppare studi, rapporti e interazioni nell’ambito delle scienze e delle arti.

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