Poliedrica. Marilù S. Manzini

Poliedrica. Marilù S. Manzini

Titolo

Poliedrica. Marilù S. Manzini

Inaugura

Giovedì, 14 Novembre, 2013 - 17:00

Artisti partecipanti

Marilù S. Manzini

Presso

Palazzo delle Stelline

Comunicato Stampa

“La creatività non si può descrivere, è un qualcosa che sgorga da dentro, e finché ne avrò non intendo risparmiarmi”.                                                                                                                  Marilù S.Manzini

 

Immagini e parole affollano costantemente l’immaginario creativo di Marilù S.Manzini, artista eclettica che il 14 novembre, al Palazzo delle Stelline di Milano, esordisce con la sua prima personale. Scrittrice, fotografa, pittrice, nota alle cronache per i suoi successi editoriali, Marilù S.Manzini in pochi anni ha prodotto non solo romanzi che hanno fatto molto discutere, ma anche opere dove le sue due passioni più forti, l’arte e la scrittura, si fondono dando vita a un percorso creativo eclettico e “poliedrico”.

 

E “Poliedrica” si chiama “la mostra di Marilù S.Manzini che presenta al pubblico una selezione di opere dove emergono in modo chiaro l’intensità e l’espressività dell’artista e riflettono la sua complessa ma vivace personalità e la curiosità nell’indagare gli aspetti e i sentimenti dell’animo umano. E’ l’uomo il centro dell’interesse, l’uomo con le sue paure e i suoi difetti, i vizi e le virtù, i pregi e le piccole manie, perfino con i suoi fantasmi. I lavori non sono autobiografici o autoreferenziali, ma rispecchiano i suoi travagli interiori, le sconfitte e le cicatrici, ma anche le emozioni e le passioni più forti.

Pittura, fotografia e scultura sono le tecniche utilizzate dall’artista che nella sua produzione  sperimenta di continuo nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi mezzi espressivi. Marilù S.Manzini ha iniziato a dipingere molto giovane. La sua vena artistica è innata: i primi quadri, infatti, sono molto sofferti, materici, quasi una massa creativa che sta cercando di darsi una forma. Le opere della maturità sono invece un condensato di modernità, di linguaggio mediatico e comunicazione, sono delle immagini che raccontano intere storie in pochi frammenti. Nascono così le serie Poesia visiva, Expiring date, Giochi, serie che 2013 culmina nella Pista cifrata, una tecnica mai sperimentata prima da nessun artista, che la Manzini ha tratto dal suo amore per la Settimana Enigmistica: l’immagine è creata dall’artista componendo progressivamente i numeri e, unendo a pennarello nero le cifre, appaiono ritratti, come Jim Morrison e John Lennon, e paesaggi, come Il cavallo e il mulino. Per questo gioco enigmistico, l’immagine non è data a priori, ma si configura a sorpresa.

Un percorso eclettico, dove l’artista associa contrasti di significati, crea contraddizioni apparenti, sfida lo spettatore e lo sorprende attraverso il ricorso all’ironia o alla riflessione. A lui non resta che leggere queste immagini e ascoltare la storia che Marilù ha scritto e che sussurra dalle sue opere. “Una favola moderna”: così la definisce la definisce Laura Cherubini nell’autorevole prefazione del catalogo che accompagna la mostra.

 

L’artista

Nata a Modena nel 1978, Marilù S.Manzini esordisce in campo letterario nel 2001 con il primo romanzo dal titolo “Bambola di cera” edizioni Pontegobbo. Nel 2004 , il suo secondo libro “Io non chiedo permesso” pubblicato dalla casa editrice Salani, diventa un vero e proprio caso editoriale. Nel 2006 ritorna con un racconto nell’antologia “Mai dire mai ad un Martini dry” edito da Aliberti, raccolta a cui hanno partecipato tra gli altri: Valerio Massimo Manfredi, A.G. Pinketts, Giuseppe Pederiali, Leo Turrini e Roberto Barbolini. Sempre nel 2006 va in libreria “Il quaderno nero dell’amore” e nel 2008 “Se siamo ancora vivi” entrambi pubblicati da Rizzoli.

Parallelamente Marilù S.Manzini ha sempre coltivato la sua vena artistica di fotografa, pittrice e scultrice. Nel 2009 ha partecipato ad un concorso fotografico organizzato dall’Università della Calabria dal titolo “Il giorno della Shoah” e la fotografia che ha presentato si trova attualmente in permanente presso il Museo Ebreo Ferramonti di Tarsia di Cosenza. Le sue opere sono state selezionate per collettive in Italia (tra cui Milano, Venezia, Mantova) e all’estero (Germania, Giappone, Venezuela).

 

 

La mostra rimarrà aperta

15 > 17 novembre

Palazzo delle Stelline

Corso Magenta 61, Milano

Orario: 8.00 > 19.00

Info: 393.1942436 poliedrica@scarletcomunicazione.it

19 novembre > 19 gennaio

Palazzo Caccia Dominioni

Corso Europa 12, Milano

Open: da mercoledì a sabato

Orario: 12.00 > 18.00

Ufficio Stampa:

Maria Grazia Vernuccio

Tel. 335.1282864

mariagrazia.vernuccio@gmail.com

 

Le opere

Marilù S.Manzini nasce come scrittrice e questa sua peculiarità diventa predominante in alcuni lavori del ciclo Poesia Visiva in cui le lettere e le parole divengono immagini, segni grafici con valenza pittorica, un flusso ininterrotto di linee nere, come vasi sanguinei che scorrono attraverso l’uomo e soprattutto le sue mani. I suoi dipinti inneggiano sempre alla vita, bruciano di passioni, di quel fuoco che anima anche i suoi lavori letterari. Le mani hanno sempre affascinato Marilù, le mani sono la via di comunicazione più immediata, stringiamo mani per conoscerci, ci diamo pacche sulle spalle per farci forza o congratularci, usiamo le mani per creare, per scrivere ma anche per distruggerci per colpirci, per fare violenza. La Manzini non dimentica mai questo duplice aspetto di bene-male amore-morte felicità-infelicità e in questo sguardo sempre diretto, completo, globale e curioso e mai giudice risiede la forza dei suoi lavori. La ricerca sul tema dell’amore, delle sue deviazioni, della sua carica distruttiva si declina in chiave metaforica nei dipinti L’amore e Il non amore, dove il primo raffigura la gabbia dell’amore e il secondo la fuga, la libertà del volo e della fuga.

Anche nella fotografia la capacità espressiva è di grande fervore: la Giornata della Memoria è uno straziante urlo muto di fronte al dramma dell’Olocausto, un’immagine violenta, che  colpisce per la sua intensità, che sintetizza tutti i soprusi, le sofferenze ma anche il desiderio di sopravvivere e di rinascere. Nel ciclo Expiring date con il consueto stile “mai poco mai troppo sul serio” Marilù S.Manzini inizia una nuova ricerca sul tema della data di scadenza delle nostre vite rappresentando i diversi momenti della vita: dalla nascita in scatole prezzati come se fossimo oggetti fino al giorno del giudizio, in cui i nostri vizi, i nostri effimeri valori attendono di oltrepassare la porta. Ancora una volta l’umanità è protagonista, l’umanità indagata attraverso l’anima, da qui la scelta di avere la nudità dei modelli, l’umanità che si offre allo spettatore. Significativa la foto in cui le persone sono in coda alla cassa per vendere i propri organi, con un personale omaggio dell’artista a Elvis Presley, che con la sua chitarra attende di passare la porta del giorno del giudizio. Le persone di queste foto non sono modelli di professione, ma gente comune, amici o sconoscenti che si sono prestati a partecipare a questo progetto perché ancora una volta l’artista è alla ricerca della verità della vita, delle anime comuni ma straordinarie di ciascuno di noi. Non la vita patinata delle copertine, ma la vita vissuta nella quotidianità.

Un filone della sua ricerca è poi dedicata alle icone pubbliche del nostro tempo, siano essi cantanti, politici, attori o semplici comparse sul palcoscenico mediatico, personaggi che popolano i giornali di gossip e qualche volta anche i nostri sogni più nascosti. I volti dei personaggi famosi nella serie dei Giochi da tavolo fanno tesoro degli insegnamenti di Andy Warhol e del suo modo di interpretare la pop art. L’intento non è mai di denuncia o accusatorio, semplicemente l’artista osserva, racconta, prende nota di vicende, per altro sulla bocca di tutti, per ironizzarci sopra, per renderle più umane, quasi per sdrammatizzare senza però farci dimenticare ciò che accade. Riportare un dramma vissuto come per esempio quello della Kate Moss ne Il pranzo è servito non ha alcun intento distruttivo o di monito: le malattie, le dipendenze fanno parte della vita di ciascuno, sono un pericolo che tutti corriamo, ma non per questo dobbiamo averne paura.

Marilù S.Manzini cerca la verità sulla natura umana e gioca con i suoi contrasti, le sue debolezze. Ed ecco allora un Berlusconi in bianco e nero all’interno del monopoli, dove non c’è la satira denigratoria cui spesso siamo sottoposti, ma semplicemente la costatazione di un uomo potente che governa, che possiede e che gestisce. Il giocatore di scacchi alla ricerca della mossa vincente, dello scacco matto, il giocatore che vive attraverso i suoi gesti. E un drammatico monopoli dove il partecipante intraprende una pericolosa roulette russa che porta all’inevitabile tragedia. Ogni gioco se preso troppo sul serio conduce alla pazzia, alla perdita di sé e della propria identità. Gioco e ironia ricorrono spesso dunque, anche nelle sue sculture, piccole opere dal grande significato: in SOS il Crocefisso, con tanto di sigla INRI, viene trasportato in barella; il Mutuo, una casetta-giocattolo racchiusa in una gabbia; la Sacra Famiglia, dove Gesù, Giuseppe e Maria sono rappresentati all’interno di una singolare cucina anni ’70.

L’opera dell’artista è sempre un concentrato di citazioni, dalle più colte come Michelangelo e Andy Warhol a quelle più popolari e del senso comune, di allusioni e di attributi iconografici, volti quasi a santificare i suoi personaggi. Una rilettura in chiave ironica, ma mai satirica o sterilmente polemica, del mondo moderno visto attraverso i colori accesi, i volumi quasi manieristi e la più autentica filosofia pop. Con il suo tono scherzoso Marilù S.Manzini sdrammatizza anche il quadro politico, che altrimenti rischia di diventare uno scontro fatto solo di scambi di accuse, perdendo di vista non solo le vere esigenze del paese, ma allontanando il cittadino dalla politica, che manca così la sua naturale vocazione alla collettività.

 

POLIEDRICA

MARILU' S.MANZINI

MILANO

Palazzo delle Stelline 15 > 17 novembre

Palazzo Caccia Dominioni 19 novembre > 19 gennaio

 

 

 

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