place to place

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Titolo

place to place

Inaugura

Lunedì, 17 Febbraio, 2014 - 19:00

A cura di

a cura del 20° corso in Pratiche Curatoriali e Arti Contemporanee

Artisti partecipanti

Guerrilla Spam, Dritan Hyska, Ryts Monet, Margherita Morgantin, Alice Pedroletti, Agne Raceviciute e Pablo Valbuena.

Presso

Palazzo Malipiero
San Marco, calle Malipiero 3079, venezia

Comunicato Stampa

place to place

Mostra collettiva a cura del 20° corso in Pratiche Curatoriali e Arti Contemporanee

 

in collaborazione con Officina delle Zattere e con il patrocinio della Fondazione Bevilacqua La Masa

 

Venezia 17 – 22 febbraio 2014

 

Opening: lunedì 17 febbraio 2014

Ore 19.00: DJ SET con Marco Ciol

 

Finissage: sabato 22 febbraio 2014

Ore 17.30: presentazione del video The Magic Piper of Ishinomaki di Ryts Monet

Ore 20.30: performance a cura del sound artist Marco Cecotto

 

Inaugurerà lunedì 17 febbraio alle ore 19 presso Palazzo Malipiero a Venezia la mostra place to place curata dalle studentesse del 20° Corso in Pratiche Curatoriali e Arti Contemporanee.

 

A questa ventesima edizione hanno partecipato ventidue giovani curatrici provenienti da tutta Italia che hanno lavorato a stretto contatto con artisti e operatori del mondo dell’arte per dare vita ad una mostra collettiva che esporrà le opere di sette artisti italiani e internazionali provenienti da Torino, Milano, Venezia, Roma, Spagna, Albania e Lituania: il collettivo Guerrilla Spam, Dritan Hyska, Ryts Monet, Margherita Morgantin, Alice Pedroletti, Agne Raceviciute e Pablo Valbuena. La grafica del catalogo sarà invece a cura dello studio Tankboys di Venezia.

 

place to place traccia una mappatura plurale di luoghi astratti o reali in cui l’arte dimostra di essere un dispositivo libero di essere intercettato, modificato e (ri)plasmato secondo le attitudini del tempo che si presta a vivere; ciò che ne consegue è una geografia affettiva e profondamente umana. Essa si riconosce nella polisemia dell’arte contemporanea ponendo delle domande sui luoghi delle nostre memorie individuali e collettive, sui nostri affetti e sulle nostre origini.

 

Le opere esposte mettono in discussione la forza costruttiva e distruttiva dell’essere umano, sia nei confronti della natura che nei confronti dello spazio strutturale e architettonico. Le diverse accezioni del termine luogo si susseguono in una sorta di ciclicità di avvenimenti, di sensazioni e di stati d’animo propri dell’uomo contemporaneo, in un percorso emotivo e sensoriale in cui l’arrivo coincide con il punto di partenza e la dimensione affettiva del ricordo costituisce un rifugio, materiale e ideologico, dal mondo che ci circonda.

 

Con l’installazione di Alice Pedroletti (Milano, 1978) l’arte si avvicina alla realtà del territorio sociale ed economico ricostruendo anche la memoria personale e familiare. Le stampe di Ryts Monet (Bari, 1982), invece, sovrappongono la polisemia dei simboli e delle allegorie della libertà per ottenere uno spiazzamento copia/originale dal riflesso marcatamente politico e ironico. La documentazione delle opere site-specific di Pablo Valbuena (Madrid, 1978) ha come scopo primario la trasformazione dell’ambiente attraverso la percezione dello spettatore. I video di Margherita Morgantin (Venezia, 1971) riflettono su atmosfere antitetiche come artificiale/naturale nell’economia di un paese, l’Estonia, dove il selvaggio diventa bene di consumo a favore del disboscamento, mentre le fotografie di Dritan Hyska (Albania, 1980) spersonalizzano i luoghi a favore di una visione urbana globale tanto da renderli tutti ugualmente irriconoscibili. Il collettivo torinese Guerrilla Spam (Firenze, 2010) ironizza con i linguaggi immediati presi a prestito dalla Street Art sui luoghi sociali dell’arte: il mercato e il suo sistema. Agne Raceviciute (Lituania, 1988) mimetizza affetti e terra di provenienza per un’analisi interiore tra segni genetici, la nonna, e luoghi natii sconosciuti.

 

La mostra sarà anche l'occasione per vedere in anteprima due opere video mai esposte a Venezia: The Magic Piper of Ishinomaki di Ryts Monet – realizzata con il supporto del Tokyo Metropolitan Foundation for History and Culture, Tokyo Wonder Site - che affronta il delicato problema della città di Ishinomaki, colpita dallo tsunami del 2011 ed interessata dalle radiazioni di Fukushima e Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa della lituana Agne Raceviciute la quale, attraverso la propria opera, riscopre le radici familiari e indaga l’habitat e la multisfaccettatura ambientale che caratterizza il suo paese d’origine.

 

Lunedì’ 17 febbraio alle ore 19 l’inaugurazione sarà accompagnata dalle note del DJ set di Marco Ciol. Durante la serata conclusiva prevista per sabato 22 febbraio a partire dalle 17.30, l’artista Ryts Monet presenterà il video The Magic Piper of Ishinomaki. Il finissage proseguirà con la performance del sound artist Marco Cecotto.

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