Piermau . Zero - as seen by Mustafa Sabbagh

Piermau . Zero - as seen by Mustafa Sabbagh

Titolo

Piermau . Zero - as seen by Mustafa Sabbagh

Inaugura

Domenica, 17 Gennaio, 2016 - 17:00

A cura di

Mustafa Sabbagh - testi critici: Federica Tattoli, Fabiola Triolo

Artisti partecipanti

Mustafa Sabbagh

Presso

G.M. Studio
via Pietro Colletta 22, Milano

Comunicato Stampa

Zero [ẓè·ro/] sostantivo maschile

Origine: Lat. mediev. zéphyrum, risalente all'arabo ifr ‘nulla’ - sec. XV.

1.       Punto di partenza di una qualsiasi successione

                ·       Ripartire da zero, dall'inizio, dal nulla, specie dopo un fallimento o un periodo molto negativo.

·       Anno zero, il punto di massimo degrado o di annientamento a cui si è giunti, e dal quale si deve iniziare uno sforzo di ripresa (dal titolo del film “Germania, anno zero” di R. Rossellini, del 1947).

2.       In strumenti di misurazione, posizione segnata dall'indice in condizioni di riposo.

·         Grado zero della scrittura, nella critica letteraria di R. Barthes (1915-1980), la scrittura (intesa come stile) di alcuni autori contemporanei che si sottrae alla subordinazione a un ordine marcato del linguaggio, assumendo tratti coincidenti con quelli del “parlato”

·         Gruppo zero, gruppo sanguigno universale.

·         Numero zero, in editoria, l'esemplare di un nuovo quotidiano o di una nuova rivista, stampato in un numero limitato di copie, con funzione di prova tecnica delle caratteristiche grafiche e di contenuto; anal., in televisione, prototipo di un nuovo programma, utilizzato per verificare la risposta del pubblico e la sua collocazione nel palinsesto.

 

Novem figure indorum he sunt 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Cum his itaque novem figuris, et cum hoc signo 0, quod arabice ‘zephirum’ appellatur, scribitur quilibet numerous.

Le nove figure delle Indie sono 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Con queste nove figure, e con il segno 0, che gli arabi chiamano ‘zephirum’, è possibile scrivere qualunque numero.

[Leonardo Fibonacci, Liber Abaci - Capitulum I, 1202]

/dev/null ≠ /dev/zero

Nei file system esiste un file che rappresenta il nulla, che si chiama /dev/null, ed uno che rappresenta lo zero, /dev/zero. Tutti i dati scritti in questi file speciali vengono eliminati, mentre la lettura da questi file restituisce un End Of File nel caso di /dev/null, e un byte di valore 0 nel caso di /dev/zero. In sostanza: /dev/null è inutilizzabile in quanto potenziale errore, ma /dev/zero può essere utilizzato in quanto fonte inesauribile di zeri, per generare un file 'pulito', potenzialmente infinito, cui è possibile determinare una dimensione.

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0 = punto di partenza | è necessaria una tabula rasa di ciò che è stato, per poter di nuovo essere. Il valore di uno Zero è nell’infinito di un innesco mentale.

0 = forma espressiva | come Bruce Mau[1] e i suoi spazi bianchi, come Laurence Sterne[2] e le sue pagine nere, come John Cage[3] e il suo immaginifico silenzio, uno è uno, centomila è centomila, ma nessuno è tutto ciò che ognuno è libero di immaginare.

0 = grado di fusione | l’acqua, elemento plastico per antonomasia, ha bisogno di uno 0° per divenire da immobile a metamorfica.

Al grado Zero, il chimico è Mustafa Sabbagh, la fusione è PIERMAU: Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica ripartono da Zero, e scelgono Sabbagh - alchimista dell’arte contemporanea, che ha trasformato lo #000 nello spettro cromatico più ricco di valore - per avvalorare, attraverso l’arte, una nuova partenza.

Una collezione pulita, asciutta, lineare, completa e di sostanza che, come l'arte concettuale, esprime in pochi tratti contenuti profondi parlando alla sensibilità di chi la fruisce. Arte contemporanea che è protagonista, durante la presentazione, attraverso una vera e propria mostra in cui l'artista formalizza il sodalizio con PIERMAU attraverso una videoinstallazione multimediale, che trasformerà lo spazio accendendone l'oscurità con immagini e suoni studiati per trasportare lo spettatore nel bel mezzo di una sinfonia distorta, con accenti che spaziano dalla classicità al fiammingo, dal ritratto barocco-fetish dei designers al non-colore tipico di Sabbagh, per chiudersi con i video in streaming di performers che indosseranno i capi iconici della collezione Zero.

La fotografia è verità; il cinema è verità 24 fotogrammi al secondo.

Jean-Luc Godard

Dallo 0 fps del frame statico (fotografia) al +24 fps di quello dinamico (video), Mustafa Sabbagh concepisce e dirige una serie di video inediti - ritratti in movimento + loop di nere onde cicliche + mapping come morphing, dalla materia all’etere - pensati appositamente per una partenza Zero, e per una fusione Zero. Storie in movimento, come in gemmazione, generate dal ritratto video dei due designers: rarefatti/sospesi, separati/sublimati.

Pronti alla Partenza, all’Espressione, alla Fusione. Attraverso l’arte, pronti allo Zero.



[1] Bruce Mau, Incomplete Manifesto for Growth, 1959

[2] Laurence Sterne, The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman, 1760-1767

[3] John Cage, 4’33’’, 1948

 

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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