PEZZO UNICO | PIÈCE UNIQUE: ELINA BROTHERUS | GIULIA CAIRA | DANIELA PEREGO

PEZZO UNICO | PIÈCE UNIQUE: ELINA BROTHERUS | GIULIA CAIRA | DANIELA PEREGO

Titolo

PEZZO UNICO | PIÈCE UNIQUE: ELINA BROTHERUS | GIULIA CAIRA | DANIELA PEREGO

Inaugura

Martedì, 26 Marzo, 2013 - 19:00

Artisti partecipanti

 

ELINA BROTHERUS

GIULIA CAIRA

DANIELA PEREGO

Presso

franzpaludetto_roma

Comunicato Stampa

 

 

PEZZO UNICO | PIÈCE UNIQUE

 

ELINA BROTHERUS

GIULIA CAIRA

DANIELA PEREGO

 

inaugurazione martedì 26 marzo 2013, ore 19

 

Il terzo appuntamento romano della rassegna PIÈCE UNIQUE propone tre artiste con altrettanti dittici di autorappresentazione. In ogni coppia di frame è condensato il racconto di un peculiare eterno femminino, dove l’io narrante si identifica con l’io narrato, o ne veste i

panni, per rivelare un qualche sé all’apparecchio fotografico.

 

I due lavori di Elina Brotherus, sequenze della stessa scena, datano al periodo in cui l’artista - prima di spostare l’attenzione sul rapporto tra figura umana e paesaggio - lavorava con scarno stile documentaristico sull’esperienza relazionale soggettiva e sulla presenza/assenza dell’amore. La stringente referenza autobiografica plasma un’onesta allegoria, quasi in cerca di un antidoto figurato a un dato turbamento esistenziale.

 

Il passo successivo è quello verso cui muove Daniela Perego. Nell’immergere se stessa nelle tensioni della metropoli contemporanea, l’artista si fa unità di misura emozionale dello spazio e crea un’esperienza condivisa, tramite la propria ambivalente figura di soggetto/spettatore posto di spalle. Aleggia un senso di incomunicabilità, di vulnerabile e sospesa estraneità.

 

Quando Giulia Caira esce dal set casalingo dei primi lavori, è invece per rappresentare

contrasti sociali o familiari, come l’esplosione di malessere in uno studio di psicoterapia

sistemico-relazionale, dove la paziente è concepita come portavoce del disagio diffuso nel

suo sistema di rapporti. L’artista stessa inscena i momenti di quest’ardente nevrosi, in uno

scenario di coazione claustrofobica esacerbata, nella percezione, dall’aperta dichiarazione

d’immanenza distaccata dell’osservatore.

 

Che il teatro sia privato o pubblico, la casa oppure la strada, questi double self risolvono la

storica dicotomia fotografica in favore dello ‘specchio’ di sé, contrapposto alla prerogativa

di ‘finestra’ sul mondo: l’autoscatto coglie un tessuto emotivo, è manifestazione di

temperamento personale e rimando a significati universali.

Sono, questi, dialoghi in forma epidermica di monologo e - come abbozzi essenziali di

storyboard - narrano senza fare cronaca. Privi di autocompiacimento e secondo diversi

gradi di fervore, suggeriscono complessità e solitudini irrisolte, accostano e poi dissestano

stereotipi. All’osservatore, la possibilità di toccare e condividere palpitanti, caleidoscopiche

intimità che sanno respirare la realtà per poi restituire una dimensione altra.

 

 

 

 

 

 

 

 

In mostra:

Elina Brotherus (Helsinki, 1972; vive e lavora tra la Finlandia e Parigi)

Safety Man I, 1998, 105 x 130 cm

Safety Man II, 1998, 105 x 130 cm

Daniela Perego (Firenze, 1961; vive e lavora a Roma)

Attraverso 2, 2008, 100 x 170 cm

Attraverso 3, 2007, 100 x 170 cm

Giulia Caira (Cosenza, 1970; vive e lavora a Torino)

Terapia familiare 2, 2009, 70 x 100 cm cad.

 

 

quando: 26 marzo – 30 aprile 2013

dove: franzpaludetto_roma - via degli ausoni 18

info: tel. 06 88921486 - www.franzpaludetto.com - roma@franzpaludetto.com

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