PERSONALE DI MARINA CARBONI La sintesi del cerchio

PERSONALE DI MARINA CARBONI La sintesi del cerchio

Titolo

PERSONALE DI MARINA CARBONI La sintesi del cerchio

Inaugura

Martedì, 24 Maggio, 2016 - 18:30

A cura di

Francesco Tadini e Melina Scalise

Artisti partecipanti

Marina Carboni

Presso

SPAZIO TADINI CASA MUSEO
Via Niccolò Jommelli 24

Comunicato Stampa

 

COMUNICATO STAMPA

 

PERSONALE DI MARINA CARBONI

La sintesi del cerchio

Dal 24 maggio al giugno 2016

INAUGURAZIONE 24 MAGGIO ORE 18.30

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24

Apertura: mercoledì 15.30- 19, giovedì venerdì e sabato 16-22, domenica 11-17

Una mostra da non perdere quella di Marina Carboni. Un linguaggio pittorico forte e originale. Un percorso da scoprire tra visioni oniriche, paesaggi e ritratti che calano ogni visitatore in una nuova dimensione.

L’artista genovese presenta per la prima volta a Milano i suoi ultimi lavori. La mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, testo critico, Melina Scalise.

 

Le opere di Marina Carboni descrivono un mondo che non appartiene mai alla certezza. Tutto è mutevole. Fluido. Che sia un paesaggio o una figura non importa, entrambi non si collocano in uno spazio definito da sole ascisse e ordinate. La forma si sforma. La linea si arrotonda. La prospettiva si rovescia e il cielo si confonde con la terra. Tutto potrebbe essere tutto. La terra può diventare acqua quanto un volto la struttura di un paesaggio. Chi non ha mai visto un’opera di Marina leggendo queste righe potrebbe ricondurla ad uno degli artisti contemporanei che tanto hanno raccontato l’angoscia dei tempi moderni fatta di troppi e veloci cambiamenti, di perdite di identità e ruoli, di mancanza di prospettive. Ma non è così.

Marina non ha paura dell’indeterminatezza perché non lascia sulla tela spazi oscuri, colature, forme spezzate, lei, della variazione della forma, della sovrapposizione di spazio e tempo, della somma di prospettive e trasparenze ne fa un armonioso racconto ammaliante quanto l’ascolto di una musica. Nessuno osservatore delle opere di Marina può restare fuori dalla tela. Necessariamente ci entra, nonostante la bidimensionalità, come se stesse sfogliando un libro fatto di pagine di carta velina. Ogni foglio è il frammento di una forma e, se nel dettaglio rimane tale, nel susseguirsi delle sovrapposizioni si trasforma fino a prendere senso, corpo, sostanza, esistenza, storia.

Le sue opere sono un’esperienza emozionale che riesce a culminare sempre nella percezione di una totalità e di un’armonia.” (tratto da LA SINTESI DEL CERCHIO di Melina Scalise).

 

Per informazioni e immagini

ms@spaziotadini.it –-www.spaziotadini.com

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