Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla performance di Rosa Didonna

Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla performance di Rosa Didonna

Titolo

Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla performance di Rosa Didonna

Inaugura

Sabato, 8 Giugno, 2013 - 19:30

A cura di

CARLO ROBERTO SCIASCIA

Artisti partecipanti

ROSA DIDONNA

Presso

museo Mineralogico Campano “sala de Filippo.ss.trinità”,
c.so Luigi Serio 7, 80069, Vico Equense, Napoli

Comunicato Stampa

Vico Equense, Social World Film Festival
“Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla”?
A cura di Giovanni Somma
Ha preso il Social World Film Festival, la
rassegna cinematografica a tematica sociale che fino al 9 giugno animerà
la cittadina di Vico Equense (NA), nella splendida cornice della
costiera sorrentina.
Tanti gli ospiti in programma, a partire dalla madrina d’eccezione:
Maria Grazia Cucinotta, che venerdì 7 giugno sarà presente per una
serata interamente a lei dedicata, in cui avremo la possibilità di
visionare anche il suo cortometraggio “Il Maestro”. Tanti i nomi noti della cinematografia e delle fiction televisive. Tra i tanti ricordiamo Maurizio Mattioli, Roberta Scardola (I Cesaroni), Maurizio Aiello, Edoardo Leo, Giacomo Rizzo, Germano Bellavia e Marzio Honorato (Un posto al Sole), Rosaria De Cicco, Gabriele Greco (Vivere), Elda Alvigini (I Cesaroni)
A cura di Carlo Roberto Sciascia
All’armonia di Vico Equense tra paesaggio , mare e cultura è dedicata la performance di
Rosa Didonna“Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla”
arte per qualc La Geisha è un artista, una danzatrice, una cantante, una suonatrice, che intrattiene con la sua he ora i grandi uomini di rappresentanza di tutto il mondo. L’artista Rosa Didonna tramite il viaggio della Geisha dà vita al mito della Sibilla che rivive materializzandosi nella società della Campania, grazie ad una delle sue preziose performance “Arte – La mia seconda pelle”,dove la sua Arte si avvale di un linguaggio universale che supera le distanze, demolisce le differenze conferendo a tutti dignità ed integrando le varie culture del mondo. La sua vita diviene teatro e palcoscenico in cui la soggettività diventa oggettività identificandosi completamente nell’assoluto dello svecchiamento dell’arte.
Cosa accade questa volta nella performance di Rosa Didonna? Intitolata
“Viaggio di una Geisha e la ritrovata Sibilla”?
La Geisha in uno dei suoi viaggi sbarca nella suggestività di Vico Equense immortalata nelle immagini delle magia delle mura del museo Mineralogico Campano .
Durante il suo approdo alle rive del mare di Vico Equense e in prossimità delle profondità, la Geisha ode un canto soave di sirena
Essa si appresta ad accostarsi alle rocce da cui si udiva il suono e salpando l’anfora d’appuntamenti, intravede un corpo privo di forze impigliato all’ancora .
La Sibilla poiché il suo corpo ormai invecchiato non le permette di liberarsi da tale trappola ha come unica arma di difesa la sua voce. Il suono soave del suo canto arriva penetrante all’orecchio della Geisha che subito paragona quel canto di dolore al suo.
Guardandosi attorno in cerca di aiuto, scorge da lontano una scritta “sala de Filippo.ss.trinità”,
dove la sibilla viene accolta e curata da un gruppo di giovani che fanno di lei un’opera d’arte intervenendo sulle sue ferite e fasciandola.
Infatti è il fruitore stesso che intervene nell’opera bendando il suo corpo e al contrario sbendandolo nella sua ritrovata giovinezza.L’universalità del messaggio artistico di Rosa Didonna viene diffuso attraverso lo svecchiamento dell’arte manifestato mediante il mutamento fisico della pelle. Il fruitore stesso entra a far parte dell’opera e diviene artefice dello sgretolamento della vecchia pelle dell’artista per poi rigenerarla mediante l’uso dell’olio purificatore. In questo modo avviene la mutazione del mito della mitologia greca e romana dove la storia narra che la Sibilla era una delle più importanti figure profetiche nonché sacerdotessa.
Apollo le aveva promesso di esaudire qualunque suo desiderio in cambio del suo amore e della sua verginità.
Pertanto la Sibilla gli chiese di poter vivere altrettanti anni quanti erano i granelli di sabbia che poteva tenere nella sua mano.
Questa richiesta fu fatta senza concedere la sua verginità e dimenticando di chiedere il dono dell'eterna giovinezza.
La Sibilla con il passare degli anni vedeva pertanto la sua bellezza sfiorire tant’è che il suo corpo deperiva sempre più fino al completo annullamento terreno, conservando la voce della sua anima in eterno.
Rosa Didonna crea un epilogo differente che evidenzia la pietà dell’uomo e del suo amore della propria terra.
Foto di:
Vincenzo Basile
Chiara Cozzolino

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