"Percorsi di luce" Mostra collettiva benefica

"Percorsi di luce" Mostra collettiva benefica

Titolo

"Percorsi di luce" Mostra collettiva benefica

Inaugura

Mercoledì, 15 Ottobre, 2014 - 18:00

A cura di

presenta Angelo Mistrangelo

Artisti partecipanti

  
 Sergio Aiello

Anna Borgarelli

Liliana Cecchin

Maria Rosa Frigieri

Francesco Murlo

Obertino Ober

Rosalia Zutta                                                                 

Presso

Sala Mostre Regione Piemonte
Piazza Castello 165 Torino

Comunicato Stampa

PER RICOMINCIARE

               Il peso del mondo
                       è amore.
               ...
                       il peso,
               il peso che trasportiamo
                       è amore.
                   Allen Ginsberg   

Nei versi di Allen Ginsberg, tratti dalla poesia «Canzone», sembrano risuonare i momenti più intensi del fluire delle stagioni, degli incontri, di un’intera esistenza sempre alla ricerca di un tempo infinito, mai sconfitto.
E in questo tempo l’Associazione R.a Vi rinnova la volontà di promuovere, di volta in volta, uno spazio per «Ricominciare a  vivere», per vincere la sofferenza, per ritrovare attraverso il gesto artistico un luogo per comunicare, raccontare, trasmettere le interiori sensazioni, le emozioni, la sottesa rilettura dell’ universo che ci circonda e ci appartiene.
E la storia di ognuno è la storia di tutti. E tutti i colori sono l’emblema di una visione lungamente avvertita. E tutti i quadri sono una testimonianza che va oltre al più scontato realismo per approdare a uno spazio assoluto, che è quello della memoria, della poesia, del sogno.
In questa dimensione, i sette artisti invitati alla mostra organizzata dalla Regione Piemonte nella Sala Mostre di Piazza Castello, rappresentano un momento di crescita dell’Associazione R.a Vi, un’opportunità per «scoprire» opere che esprimono i sentimenti, le speranze, le tensioni di ogni autore in una ricerca tra immagine e interiorità rivelata.

Prende così forma e consistenza un discorso che si apre con le suggestive atmosfere dei simbolici paesaggi di Sergio Aiello.
E da «Ocean 1» ai «Profili di colline» si delinea un’esperienza segnata dalla «metafora dell’uomo: la sua natura, le sue aspirazioni e il suo cammino». In ogni caso s’individua un dipingere in continua progressione tra poesia e contemplazione.
Per Anna Borgarelli è la tecnica dell’acquarello che definisce la scena, in una sorta di lungo racconto attraverso il tempo, gli oggetti, le preziose vedute veneziane del Rio Santa Maria. Accanto si nota il Tempio Valdese di Torino che, insieme allo scorrere delle acque del Po, diventa una personale rilettura della città con i monumenti storici, i rilievi collinari, le piazze.
Una città che è vista e interpretata da Liliana Cecchin secondo una particolare attenzione per la gente che affolla Piazza Carlo Felice, dinanzi alla Stazione di Porta Nuova, o fa shopping alla Rinascente o utilizza le scale mobili per raggiungere i treni. E la dinamicità dell’azione caratterizza questo suo mondo quotidiano tra realtà rivisitata, insoliti incontri e volti anonimi.
La pittura di Maria Rosa Frigieri si identifica, invece, con le composizioni floreali che da sempre costituiscono il tema della sua narrazione per immagini, per dati cromatici, per armoniose cadenze espressive. Dalla grande rosa ai delicati ciclamini, emerge un dettato che travalica il vero per consegnarci l’essenza di un dipingere intensamente vissuto, interpretato, sperimentato.
Vi è in Francesco Murlo un’intima adesione all’ambiente, alla Torino Barocca, al risveglio della natura. E sono ampi orizzonti, luci sul mare e avvolgenti atmosfere che concorrono a creare gli elementi di una raffigurazione sensibile alla luce che svela grandi alberi, silenziose radure e isole. Tele, quindi, in cui terra, cielo e mare sono gli artefici della rappresentazione.
Di Obertino Giuseppe Pietro Ober si possono vedere opere in cui la figurazione è legata agli aspetti della vita, all’«evoluzione esoterica dell’uomo», a una concettuale scrittura. E la tecnica mista «Il paradosso di Olbers», unita a «Nel cuore nell’anima»,
sottolinea gli infinitesimi attimi di un itinerario in cui si intrecciano emozioni, spiritualità e «ombre di antiche filosofie».
Rosalia Zutta affida a una serie di ritratti, da «Cattivi pensieri» a «I lividi dell’anima fanno male alle farfalle», la vera e indiscussa identità del pensiero, la trasmissione di un’idea o di una riflessione. Le figure sono il tramite del dialogo con la propria segreta interiorità, con lo spirito e il valore di una singolare comunicazione attraverso gli sguardi.

Pittura e arte per «ricominciare» e riscrivere la propria storia nel segno del colore, dell’immagine, di una vicenda intensamente evocata.

                                             Angelo Mistrangelo
  
                                                                  

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