pensieri preziosi - monografie Graziano Visintin. I giorni e le opere

pensieri preziosi - monografie Graziano Visintin. I giorni e le opere

Titolo

pensieri preziosi - monografie Graziano Visintin. I giorni e le opere

A cura di

Mirella Cisotto Nalon

Artisti partecipanti

Graziano Visintin

Presso

Oratorio San Rocco
via Santa Lucia - Padova

Comunicato Stampa

L'Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova presenta la rassegna di gioielleria contemporanea pensieri preziosi che a distanza di dieci anni dalla prima edizione viene quest'anno dedicata al grande maestro padovano Graziano Visintin.

Allievo prima, maestro poi presso la scuola d'arte “Pietro Selvatico”, che in Mario Pinton vede il capostipite dal quale ha preso origine la cosiddetta Scuola orafa padovana, Visintin quest'anno celebra quarant'anni di carriera e innumerevoli successi artistici nell'ambito dell'oreficeria di ricerca internazionale.

L'Amministrazione comunale attraverso la mostra pensieri preziosi – monografie. Graziano Visintin. I giorni e le opere in corso presso la sede prestigiosa del cinquecentesco Oratorio di San Rocco dal 29 novembre 2014 al 15 febbraio 2015 desidera celebrare il lungo iter creativo dell'artista esponendo oltre un centinaio di opere, dagli esordi negli anni settanta sino ai giorni nostri. Il pubblico potrà non solo vedere la genesi e l'evoluzione del percorso di quarant'anni di produzione, ma potrà inoltre osservare bozzetti, disegni preparatori che hanno accompagnato l'artista nelle fasi di ideazione, progettazione e realizzazione dei gioielli. Sarà possibile ammirare anche opere inedite, avendo così l'opportunità di apprezzare l'approccio di Visintin alla scultura dalle piccole dimensioni a cui si è dedicato specialmente negli ultimi anni.

Graziano Visintin orafo, artista padovano tra i più noti a livello internazionale nell'ambito della gioielleria contemporanea di ricerca, definito il maestro del niello e della “leggerezza”, esplica il concetto di misura, il senso di ritmo e di equilibrio con assoluta semplicità formale tanto che la critica pone l'artista tra i più significativi interpreti del Minimalismo in oreficeria.

Raffinatissimo nell'adozione di un linguaggio essenziale, basato sui codici primari della geometria, egli ha trovato nella leggerezza, ottenuta da un ricercato svuotamento dei volumi e nella rinuncia ad ogni aspetto decorativo, la sua cifra stilistica. La lucentezza dell'oro, di cui fa largo uso, viene esaltato dall'utilizzo della bruna cromia del niello, peculiare firma nell'arco di tutta la sua attività.

Nelle prime opere, dopo il diploma all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico nel 1973, la sua ricerca si indirizza al concetto classico di armonia e proporzione, sulle vie tracciate dai suoi Maestri Mario Pinton, Francesco Pavan e Giampaolo Babetto. Spille, anelli e bracciali sono l'esito di un avvicendamento di figure geometriche basilari quali quadrati, rettangoli, cubi, tetraedri che vengono allineati, intersecati o sovrapposti, in un'alternanza ritmica di pieni e vuoti. Egli sperimenta eleganti accostamenti di materia e di colore, che confrontano la luminosità dell'oro, elemento che mai abbandonerà, con la compattezza di superfici in ebano, avorio o niello.

Negli anni ottanta, quando le forme diventano più allungate, i volumi si alleggeriscono e si smaterializzano fino a diventare linea; ne scaturiscono gioielli privi di peso, nitidi, netti, compiuti e perfetti nella loro essenzialità. Al tempo stesso però vi è un'attenzione a quel senso di movimento che viene dato da un uso studiato della geometria. Verso la fine del decennio la sperimentazione dell’artista si sposta sulle vibrazioni tonali delle composizioni del filo d’oro; le precedenti linee rigide poco a poco divengono più morbide chiudendosi, affusolandosi per poi dilatarsi.

In seguito negli anni novanta Visintin aggiunge al suo operare, di cui mantiene intatto il linguaggio puro dell'essenzialità, un forte accento pittorico dato da un ormai consumato uso della niellatura che funge da colore dalle più svariate gradazione tonali assieme a smalti trattati con perizia e accortezza dalla cromia ricca di sfumature, illuminate spesso da riflessi d’oro metallo prezioso che rimane il principe indiscusso nelle opere dell'artista.

Nei gioielli del nuovo millennio invece le forme, pur rimanendo geometricamente definite, si mostrano più irregolari, mosse, talvolta persino slabbrate: lamine battute di diversa forma, ora piane, ora incurvate disegnano planimetrie di antiche chiese romane che divengono spille. La geometria resta ma è instabile, adattata. Le superfici, trattate in maniera differente, lisce, carteggiate, graffiate, sono messe a confronto, mentre l’uso del niello e di smalti di diversa cromia ne fanno micro pitture di arte informale.

Nelle opere più recenti, la ricerca dell'artista passa alla terza dimensione: piccoli cubi saldati con l’inserimento sul piano di cerchi o parallelepipedi danno vita a piccole sculture in cui è il colore a dominare grazie alla perizia di smalti trattati con accortezza, con una ricca cromia di sfumature illuminate spesso da riflessi d’oro.

Oggi i gioielli di Visintin sono presenti nei più importanti musei e collezioni del mondo e numerosi sono i premi conseguiti dal maestro nel campo del gioiello d'autore.

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