Pastori dell'alpe - 100 storie, 100 volti per nutrire il Pianeta

Pastori dell'alpe - 100 storie, 100 volti per nutrire il Pianeta

Titolo

Pastori dell'alpe - 100 storie, 100 volti per nutrire il Pianeta

Inaugura

Venerdì, 8 Maggio, 2015 - 18:00

A cura di

Roberta Bonazza

Artisti partecipanti

Carlo Corradi, archivio di Trentino Marketing

Presso

Villa Burba
Corso Europa 291, Rho (MI)

Comunicato Stampa

È una villa seicentesca con la stalla e il filatoio Villa Burba, selezionata tra le ville Expo a poche centinaia di metri in linea d'aria dal grande spazio dell'Esposizione Universale. Una vicinanza fisica e insieme una lontananza sul piano del ritmo e del tempo. La mostra “Pastori dell'alpe. 100 storie, 100 volti per nutrire il Pianeta” è infatti un piccolo satellite del pianeta Expo - che lì vicino vibra per l'enorme flusso di persone e di stimoli – in cui si compie un viaggio dalla pianura alla montagna, dentro un tempo sospeso e un silenzio che permettono di “sentire” la narrazione delle tante storie dei pastori malgari.

 

Il percorso espositivo - una sorta di mostra-sentiero che parte dalla pianura per salire agli alpeggi di montagna - è l'emersione silenziosa di un mondo invisibile, sommerso dalla banalizzazione retorica del folclore e della mistificazione romantica. Un mondo, quello dei pastori-malgari, rimosso con piacere negli anni felici del boom economico, in cui i “vachèr” venivano guardati con sufficienza tendente al disprezzo dalla civiltà del tutto possibile, dimenticando che noi tutti siamo figli di quel mondo silvopastorale antichissimo.

Per questo la ricerca sul campo dei nomi, dei volti e delle storie, li ha fatti riemergere dalla grande rimozione che li ha nascosti al mondo. Lo stesso mondo che per decenni hanno nutrito.

 

L'erba come valore, l'animale come valore, il collettivo come valore. Tutto molto faticoso. Eppure non c’è dramma nel racconto dei pastori malgari che salivano gli alpeggi delle Dolomiti prima degli anni Sessanta: Illuminato “Dragun”, classe 1923, sorride nella sua cucina caldissima, sullo sfondo la stufa incorniciata da piastrelle decorate a rombi anni Cinquanta: “Quando partivo all'alba con il mio cavallo per salire all'alpe, spesso mi addormentavo. Lui mi portava fino alla partenza del sentiero perché conosceva bene la strada. In certe giornate di nebbia capitava di perdersi tra i mughi, allora ci attaccavamo alla coda della mucca e la mucca ci riportava alla casina dei pastori.”

 

Un rapporto di reciprocità quello che si instaura tra le bestie e chi se ne occupa. Le tante storie raccolte da Roberta Bonazza, curatrice de progetto, lo confermano: un legame fortissimo tra gli animali, conosciuti e chiamati per nome, e mucche pazienti, capre dispettose, pecore docili, cani compagni dei giorni. Uomini e donne (poche) che raccontano storie diverse una dall'altra che compongono il mosaico del sistema malga: pastori, vachèr, capimalga, casari alchimisti che facevano il formaggio a più di duemila metri d'altitudine, caprai giovanissimi. E non è l'assenza di regole che rende particolari queste esperienze, sono un altro tempo e un altro luogo gli elementi che rendono diversa la storia dell'alpeggio, e quindi diversi gli uomini e le donne che decidono di viverla. Le regole all'alpe esistono eccome, sono incarnate nella verità di pratiche da seguire affinché tutto funzioni al meglio, senza possibilità di errori: se le bestie non stanno bene il latte non è di qualità, e se il latte non è di qualità, il formaggio men che meno.

 

Certamente non ci sono le regole che scandiscono i giorni dei paesi e delle città: non ci sono divieti di sosta, semafori da rispettare, sensi unici e rotatorie. Le malghe in alta quota, dove abitare dalla primavera all'autunno, sono l'ultimo baluardo della civiltà. Lo è l'alpeggio, ultima fascia abitata prima di raggiungere le cenge rocciose.

 

Il percorso della mostra: dalla pianura, all'alpe.

 

Le storie e i volti, che dalla montagna sono scesi in città nell'ambito delle iniziative di Expo 2015, propongono di fatto nel percorso espositivo un viaggio parallelo: questa volta dalla pianura, all'alpe. L'inizio della mostra è il luogo stesso che la accoglie, l'esatto punto di partenza fotografato da Carlo Corradi che guarda la provincia di una grande città come Milano cercando nel paesaggio “palazzi, alberi e macchie cresciuti per caso”, con lo sguardo di chi ogni giorno andando al lavoro cerca l'inedito nel “sempre identico”.

 

Il paesaggio di pianura, il punto di partenza verso l'alpe, viene raccontato come se fuoriuscisse dalla nebbia - in realtà è la tecnica artistica usata da Carlo Corradi, la stessa che accompagna nella salita primaverile il pastore malgaro che con i suoi animali sale alla montagna.

Dalla pianura il percorso giunge alla grandi fotografie dell'archivio di Trentino Marketing che raccontano la montagna e l'alpeggio attraverso diverse luci e colori. I testi di accompagnamento alla vista del paesaggio sono scritti da Alberto Bertolli, botanico del museo civico di Rovereto, con particolare attenzione all'aspetto scientifico e di biodiversità.

 

Il tema del paesaggio della prima sala serve per “acclimatarsi” e per giungere meglio predisposti all'incontro con le storie e i volti, esposti nella sala del Filatoio, che attraverso le sue grandi finestre dialoga con il giardino secolare di Villa Burba, luogo ideale per guardare quei volti e ascoltare quelle esperienze di vita. In mostra accanto ad 80 storie di vecchi pastori-malgari, che raccontano quel mondo prima degli anni Sessanta, ci saranno 20 storie di giovani che hanno scelto oggi di portare avanti questo mestiere, che il boom economico ha per un attimo sconquassato, ma che continua con forme diverse a tenere in vita l'alpeggio.

I testi in mostra in questa sala sono di Franco De Battaglia, di Roberta Bonazza.

Una selezione di testimonianze saranno presenti in un video all’interno di Cascina Triulza Padiglione della Società Civile di Expo2015 nello stand di Rise2Up progetto ideato dall’associazione Talent4Rise (Mirella Mastretti, Presidente e Paola Corradi Vice Presidente) sul tema “Energies to change the world”. Video di Luciano Stoffella.

 

La mostra “Pastori dell'alpe. 100 storie, 100 volti per nutrire il Pianeta”, che inaugura l'8 maggio alle ore 18 a Villa Burba a Rho nell'ambito di Expo in città 2015, è promossa dalla Provincia autonoma di Trento.

 

In collaborazione con Comune di Rho, Trentino Marketing, Associazione Museo della Malga, Talent4Rise socio fondatore di Cascina Triulza, Fondazione Dolomiti UNESCO, Comunità delle Giudicarie.

Con il patrocinio di Padiglione Zero. Ideata e curata da Roberta Bonazza.

 

Al termine della periodo espositivo a Rho, la mostra continuerà il suo percorso a Palazzo Roccabruna a Trento, all'interno della manifestazioni di EXPO in Trentino. 

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