Parsing Properties: the politics of art experience

Parsing Properties: the politics of art experience

Titolo

Parsing Properties: the politics of art experience

Inaugura

Domenica, 14 Settembre, 2014 (Tutto il giorno)

A cura di

Matteo Vanzan

Presso

Palazzo Pisani
Piazza Garibaldi, 1 36045 Lonigo (VI)

Comunicato Stampa

Sarà inaugurata sabato 13 settembre presso Palazzo Pisani alle ore 17.00 la mostra “Parsing Properties: the politics of art experience”, collettiva di arte contemporanea che precede l’apertura del New Generation Festival 2014, il grande evento leoniceno dedicato all’arte e al contemporaneo che, giunto alla sua quarta edizione, è diventato atteso punto di riferimento della proposta artistica a livello regionale.

L’Amministrazione comunale leonicena è da ormai due anni impegnata nella promozione del territorio e del turismo culturale di Lonigo con mostre e festival di arte moderna e contemporanea di spessore nazionale, ospitati a Palazzo Pisani grazie alla convenzione firmata con MV Eventi. Dopo Renato Guttuso e Andy Warhol, le mostre di Palazzo Pisani hanno collezionato ben oltre 19.000 visitatori lo scorso anno. Continua quindi il percorso espositivo con la promozione ed il supporto di giovani talenti contemporanei che ben si inseriscono nella scelta curatoriale di MV Eventi, aspettando i grandi eventi della programmazione 2015.

“Come ogni anno” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “apriremo il Festival con una preview exhibition nel mese di settembre. Il titolo della mostra, Parsing Properties, racchiude l’obiettivo di raccontare l’esperienza artistica dei quattro artisti selezionati attraverso i canoni estetici di una nuova generazione di creativi, quasi a voler identificare una politica ben definita nella loro ricerca, fatta di riflessioni e interpretazioni della mente o del reale”.

La mostra è stata resa possibile grazie al prezioso contributo di Khrio Woman Shoes (www.khrio.com), brand di calzature tutto al femminile.

Gli Artisti.

Guido Airoldi, bergamasco classe 1977, svolge la sua attività artistica attraverso pittura, collage e performance, con una particolare attenzione al recupero di immagini preesistenti. È stato finalista di The 4th Intenational Arte Laguna Art Prize, esponendo nei prestigiosi spazi dell’Arsenale di Venezia. Qui ha vinto i premi Catch by the Eye, Save in the Heart e Koller Gallery Special Prize, esponendo a Budapest e a Londra. Le carte di Guido sono il risultato di un lavoro manuale che comincia in un luogo preciso con un gesto: staccare il manifesto dal luogo pubblico ove è stato incollato. Come fosse ogni volta una performance, vestito il camice bianco, Guido solleva delicatamente la carta collosa cercando di mantenere intatto l’animale che troneggia sul manifesto del circo, esaltato nella forma e nell’aspetto, oppure, con un gesto deciso, strappa lo spessore di manifesti accumulatisi nel tempo.

Gabriele Brucceri, vicentino classe 1983, vincitore del Fabriano Watercolour 2014, la cui ricerca artistica, influenzata dal lavoro del britannico David Hockney, si fonda su “corposità acquitrinose, destrutturazioni organiche e sguardi disincantati che riflettono l’instabilità dei moderni rapporti sociali, che si instaurano attraverso le maschere che i nuovi strumenti di comunicazione permettono di indossare” (Laura Luppi). Una pittura che toglie il respiro, quella di Brucceri, atta a bloccare il tempo in un istante sospeso nel vuoto dove tempo e spazio perdono la loro importanza, quasi a togliere allo spettatore ogni certezza di una connessione con la realtà.

Lorenzo Manenti, bergamasco, classe 1978, è interessato all’idea di memoria e di tempo. Il tempo, concetto astratto, è in grado di concretizzarsi attraverso il deterioramento dei materiali, rendendo visibile, tangibile, la distanza tra l’origine di un oggetto e noi che oggi ne siamo, temporaneamente, i custodi. Ogni reperto archeologico porta con sé una carica di energia della civiltà da cui proviene e di cui spesso ne è tutto ciò che rimane. “Le figure che rappresento sono frammenti di una quotidianità passata, dei cambiamenti radicali della storia e di riflessioni personali sui rapporti tra cultura del passato e di quella contemporanea”. Così Giacomo Modolo, vicentino classe 1988, definisce il proprio lavoro, “una realtà romantica, drammatica o mitizzata, come spesso la si racconta dai ricordi, dall’altra la verità, banalizzata dalla vita di tutti i giorni”. Laureato in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia vanta numerose esperienze nel campo grafico, pittorico esponendo il proprio lavoro in Italia, Germania, Bulgaria e Argentina “rivendicando il concetto di unicità, in un mondo soffocato dalle immagini di una creatività sempre più rivolta alle necessità del mercato”.

 

La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 28 settembre 2014, ad ingresso libero, con i seguenti orari: venerdì 16.00 – 19.00, sabato e domenica 10.00 – 12.30 e 16.00 – 19.30.

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