Paint Me Sculpturly

Paint Me Sculpturly

Titolo

Paint Me Sculpturly

Inaugura

Giovedì, 20 Marzo, 2014 - 19:00

A cura di

Boshko Boskovic

Artisti partecipanti

Martha Clippinger, Magnus Pettersen, Carolyn Salas e Jelena Tomasevic

Martha Clippinger ha ottenuto il Bachelor of Arts in Storia dell’Arte presso la Fordham University (2005) ed il Master of Fine Arts in Arti Visive presso la Mason Gross School of Art, Rutgers University (2008). Del suo lavoro si è scritto in The Brooklyn Rail, in The Huffington Post e in Hyperallergic.  E’ beneficiaria di una borsa di studio dalla MacDowell Colony (2013), dalla Edward F. Albee Foundation (2013), dall’ Atlantic Center for the Arts (2012), e dalla Marie Walsh Sharpe Art Foundation (2010). La Clippinger è stata selezionata per partecipare all’American Academy of Arts and Letters 2014 Invitational Exhibition of Visual Arts a New York. La Clippinger è beneficiaria di una borsa di studio in Pittura presso la Fulbright-Garcia Robles e al momento vive ad Oaxaca, Messico. E’ rappresentata dalla Elizabeth Harris Gallery a New York.

Magnus Pettersen vive e lavora Copenhagen, Danimarca ed è laureatp alla Royal Danish Academy of Arts. Le sue esposizioni includono: Concrete Island, Rooster Gallery, New York, Collapse, esposizione a due con Rasmus Hoj Mygind, Peter Amby Gallery, Copenhagen, Mind in Matter, Peter Amby Gallery, Copenhagen, Parallel Worlds (the world as it is and the world as it could be), Not Quite, Fengersfors, Sweden, FOKUS, Nikolaj Kunsthal, Copenhagen, Denmark, MUDshow #2 – ((There`s no Place like Home)), Oslo, Norway, Goldener Kentaur, Münchner Künstlerhaus, Munich, Germany, Components and Connections, esposizione a due con Maria Lenskjold, Udstillingsstedet Q, Copenhagen, Denmark.

Carolyn Salas è nata a Hollywood, California.  La sig.ra Salas ha ottenuto il Bachelor of Fine Arts in scultura presso il College of Santa Fe nel 1999 e un Master of Fine Arts presso il CUNY Hunter College nel 2005. Ha esposto in musei quali il Torrance Art Museum, Torrance, CA; l’ Hudson Valley Center for Contemporary Art, Peekskill, NY, il Berkshire Museum, Pittsfield, MA, l’ Urbis City Center, Manchester, UK, ed il Museum of Contemporary Art Santa Barbara, Santa Barbara, CA. Esposizioni in galleria degne di nota sono  state alla Kate Werble Gallery, New York, NY; al Casey Kaplan, New York, NY; alla Emerson Dorsch Gallery, Miami, FL; alla Gallery Nordine  Zidoun, Luxembourg  and  Parisian Laundry, Montreal. Ha partecipato a programmi di Artisti in Residenza presso l’Abrons Art Center, l’AIR space program, NY, la NARS Foundation, NY, il Fountainhead, FL, tra gli altri.  La sig.ra Salas ha recentemente esposizione personale alla Dodge Gallery e un’installazion site specific per di Time Equities di Francis Greenberger, Art-in-Buildings a New York.  Salas vive e lavora a Brooklyn, NY.  E’ stata nominata docente di scultura a Yale nel 2011.

Jelena Tomasevic è una pittrice che vive e lavora in Montenegro. Una selezione di personali: Apparent Servitude, Artopia Gallery, Milano, Italy & Center for Contemporary art Podgorica, Montenegro Just Kidding, Video, Gallery Thrust Projects, New York ; Now That We Have Gone As Far As We Can Go…. Galerie Conrads, Dusseldorf, Germany,  Buero.DC, Cologne, Germany ,a cura di Susanne Prinz, Joy of Life II, Thrust Projects, New York. Mostre collettive includono: Crossing, National Centre for Contemporary Art, St Petersburg, Russia, Multipla Market, Handel Street Project, London, UK, Free Port of Art, Gender Check, Zacheta National Gallery of Art, Warsaw (2010) & MUMOC Museum, Wien, Austria (2009).

 

Boshko Boskovic è il direttore del programma di Residency Unlimited, un'organizzazione di servizio dell’arte noprofit con sede a New York la cui missione è di sostenere artisti e curatori internazionali in residenza. Ha curato mostre come Movement-Monument - New York Center of Photography and the Moving Image, Not So Distant Memory - Delaware Contemporary Art Center, But I'm An American - Cultural Center Belgrade, Power of the Brand - Contemporary Art Museum Banja Luka, Bosnia & Hercegovina, Bite A Bunny for a Day, Exhibition 211, New York, New Paintings Aleksandra Popovic - MC Gallery, New York, Video Integration, Belef, Belgrade, Performing Body, Marina Abramovic, Speed Art Museum, Louisville. Boskovic ha lavorato presso il Felix Gonzalez -Torres Foundation gestire la retrospettiva europea Specific Objects Without Specific Form ; la mostra ha viaggiato al Wiels Contemporary Art Center di Bruxelles , la Fondazione Beyeler a Basilea e il Museo d'Arte Moderna di Francoforte. Durante il suo incarico come Direttore associato alla Sean Kelly Gallery di New York ha lavorato a stretto contatto con artisti come Los Carpinteros, Ilya & Emilia Kabakov e Johan Grimonprez . Boskovic ha pubblicato saggi per le seguenti mostre personali: But I'm An American - Cultural Centre Belgrade, Taxi To Berlin - Antje Wachs Gallery Berlin, Where Have All the Children Gone - Galerie Steinek Vienna, Dark Star, Galerie Perpetuel Frankfurt, Cinematic Sculptures - Cultural Centre Belgrade, Beyond the Magic Mountain, MC Gallery New York.

Presso

ARTOPIA
VIA LAZZARO PAPI 2, MILANO

Comunicato Stampa

La Galleria Artopia presenta un’esposizione collettiva, intitolata “Paint Me Sculpturly”, che riunisce opere di Martha Clippinger, Magnus Pettersen, Carolyn Salas e Jelena Tomasevic, a cura di Boshko Boskovic.

Benché divergano per presentazione, pratica e mezzi espressivi, gli artisti condividono un costante interesse per una pittura fuori di sé, che alteri le nostre aspettative visive e che trovi uno spazio tra il pittorico e lo scultoreo.

L’ ambiguità delle opere selezionate deriva da una visione specifica del dipinto, che non è definita dal suo essere un’ immagine, ma dal suo apparire come una superficie materiale o un rilievo. Gli artisti lo sviluppano a tutti i livelli, utilizzando una vasta gamma di materiali e fondali. Legno, metallo, cemento e parti di opere smontate sono ricombinati e messi in relazione gli uni con gli altri secondo strategie che non sono né puramente pittoriche né scultorie. Da un punto di vista sia storico che formale, gli artisti sono impegnati in una stratificazione di costruzioni che derivano direttamente dal corpus delle loro opere ponendo come obiettivo la valorizzazione del processo di creazione artistica.

Oltre a creare da sé i propri metodi di lavoro, le loro pratiche artistiche dialogano con la storia della pittura e della scultura, impiegando in modo giocoso svariati lessici formali, dall’Avanguardia Russa al Minimalismo.

Martha Clippinger coniuga le imperfezioni intrinseche dei suoi materiali per creare opere ricche di colore dalla qualità ruvida, appena sgrezzata, caratterizzate da un’estetica dell’improvvisazione. Le sue costruzioni composte di geometrie eccentriche e simmetrie irregolari sono modeste quanto a proporzioni, ma occupano uno spazio che va oltre quello delle loro dimensioni fisiche. Clippinger gioca con l’architettura per creare installazioni fuori dal comune che richiedono che lo spettatore guardi in modo attivo per poter scoprire le opere. Attraverso il processo di intuizione dell’artista e lo scontro con quello dei visitatori, Clippinger esplora le modalità di percezione e sensazione.

In vivace dialogo con il Costruttivismo sovietico ed altri movimenti d’avanguardia che fondono arte e design con intenti idealistici, Magnum Pettersen costruisce semplici forme in calcestruzzo che possono essere assemblate e smontate a piacimento, realizzando il perfetto connubio tra forma e funzione. Iniettando colori brillanti nel freddo e pesante calcestruzzo, Pettersen reintroduce la soggettività, la casualità e la decorazione nella sua arte, privilegiando gli aspetti empirici della texture, dei colori e dei materiali contro i diktat puristi e antidecorativi del modernismo.

Lavorando con cemento, ceramica, resina da scultura e vetroresina Carolyn Salas seleziona e produce materiali per creare opere che non sono unicamente installazione, dipinto o scultura, ma incarnano aspetti di tutti e tre i mezzi espressivi. I suoi dipinti su scala ridotta combinano pigmenti di colore, cemento e gesso. Salas scrive, a proposito del proprio lavoro: “Con laborioso mestiere ed un tocco di artigianalità, sono esposte le imperfezioni e le qualità umane degli oneri, dei fallimenti e delle conquiste del nostro quotidiano.”

La nuova serie di dipinti di Jelena Tomasevic è un gruppo di opere eseguite su acciaio. Riflettendo sull’assurdo, sulla violenza, sulla solitudine e sull’alienazione, l’artista rappresenta scene frammentate in una sequenza non lineare su uno sfondo completamente bianco realizzato mediante una speciale tecnica pittorica. La gran parte dei personaggi non ha alcuna espressione facciale: una metafora dell’apatia umana, in correlazione con il modo di vivere proprio della nostra ipercompetitiva società dei consumi. La sua ispirazione scaturisce dalla sua vasta collezione di fotografie provenienti da varie fonti, quali riviste di moda, archivi personali e scatti casuali di vedute. La sua visione pittoricamente periferica degli atti del genere umano agisce come una sorgente di memoria, richiamando alla mente quanto vi è di comico, insensato, sensuale e brutale.

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