Ozone, viaggio artistico e musicale da Mozart a Morricone

Ozone, viaggio artistico e musicale da Mozart a Morricone

Titolo

Ozone, viaggio artistico e musicale da Mozart a Morricone

Inaugura

Venerdì, 7 Novembre, 2014 - 19:00

A cura di

Studio Althea

Artisti partecipanti

Ekoe Kokovi Kouevi Akoe (Kikoko)

Presso

Cripta della Chiesa Rossa
Via Neera, 24 Milano

Comunicato Stampa

Un'incredibile serata di incontro e scambio tra diversi linguaggi dell'arte. La performance OZONE ad opera dell'artista togolese Kikoko (Ekoe Kokovi Kouevi Akoe) accompagnerà e dialogherà con un concerto tenuto dal quartetto -The quartet- di musicisti dell'associazione culturale Il Clavicembalo Verde. Tutto all'interno della suggestiva cornice della cripta della Chiesa Rossa di Milano.

 

L’artista: Kikoko (Ekoe Kokovi Kouevi Akoe)

Nato a Lomé (Togo), vive e lavora a Milano. Ha vissuto in diversi paesi dell’Africa e dell’Europa mosso dalla sua passione per l’arte, soggiornando diversi mesi nel deserto algerino insieme ai pittori nomadi Tamanrasset. Vive in età giovanile esperienze da ebanista, scultore e fabbricante di percussioni, partecipando come pittore a numerosi rassegne legate a progetti di matrice sociale in Togo, Niger, Senegal, Ghana e Benin e in altri paesi africani. Giunge in Italia nel 2006 dopo aver presentato il suo lavoro in alcune rassegne in Francia e in Germania. 
Sue opere sono in diverse collezione pubbliche e private sia in Italia che all’estero.

 

La performance: OZONE

Kikoko rappresenta il Limite attraverso un’installazione fortemente simbolica e straniante. All’interno di una bolla atmosferica, ove si scorge il confine dello Spazio, l’artista si colloca come un deus ex machina alla ricerca di un contatto, una relazione. Il confine è la morte, interpretata da un punto di vista musicale come la morte della musica classica nella società contemporanea, alla quale l’artista si oppone, coltivando amorevolmente e pazientemente un giardino di note. Solo l’arte, intesa come scambio e incontro tra discipline e persone diverse, salverà il mondo da questa fine che incombe sulla realtà. Un’installazione che vuole essere da una parte un monito nei confronti della società contemporanea e di tutti i suoi tratti più crepuscolari, dall’altra un grido di speranza, un invito al contatto e all’incontro tra le diversità, siano esse di genere artistico che di genere umano.Un'incredibile serata di incontro e scambio tra diversi linguaggi dell'arte. La performance OZONE ad opera dell'artista togolese Kikoko (Ekoe Kokovi Kouevi Akoe) accompagnerà e dialogherà con un concerto tenuto dal quartetto -The quartet- di musicisti dell'associazione culturale Il Clavicembalo Verde. Tutto all'interno della suggestiva cornice della cripta della Chiesa Rossa di Milano.

 

L’artista: Kikoko (Ekoe Kokovi Kouevi Akoe)

Nato a Lomé (Togo), vive e lavora a Milano. Ha vissuto in diversi paesi dell’Africa e dell’Europa mosso dalla sua passione per l’arte, soggiornando diversi mesi nel deserto algerino insieme ai pittori nomadi Tamanrasset. Vive in età giovanile esperienze da ebanista, scultore e fabbricante di percussioni, partecipando come pittore a numerosi rassegne legate a progetti di matrice sociale in Togo, Niger, Senegal, Ghana e Benin e in altri paesi africani. Giunge in Italia nel 2006 dopo aver presentato il suo lavoro in alcune rassegne in Francia e in Germania. 
Sue opere sono in diverse collezione pubbliche e private sia in Italia che all’estero.

 

La performance: OZONE

Kikoko rappresenta il Limite attraverso un’installazione fortemente simbolica e straniante. All’interno di una bolla atmosferica, ove si scorge il confine dello Spazio, l’artista si colloca come un deus ex machina alla ricerca di un contatto, una relazione. Il confine è la morte, interpretata da un punto di vista musicale come la morte della musica classica nella società contemporanea, alla quale l’artista si oppone, coltivando amorevolmente e pazientemente un giardino di note. Solo l’arte, intesa come scambio e incontro tra discipline e persone diverse, salverà il mondo da questa fine che incombe sulla realtà. Un’installazione che vuole essere da una parte un monito nei confronti della società contemporanea e di tutti i suoi tratti più crepuscolari, dall’altra un grido di speranza, un invito al contatto e all’incontro tra le diversità, siano esse di genere artistico che di genere umano.

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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