oltremare

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Titolo

oltremare

Inaugura

Martedì, 14 Maggio, 2013 - 19:00

A cura di

Alfedo Mazzota

Artisti partecipanti

Ibrahim kodra, Agim Muka, Artan Shabani, Alfred Mirahi
Milot, Venera Kastrati, Alban Met Hasani, Shpati Hodoj, Stefany Savino, Arjan
Shehaj, Ervin Zyka.

Presso

Fondazione Ibrahim Kondra
piazzale lagosta 2 Milano

Comunicato Stampa

OLTREMARE
Fondazione Ibrahim Kodra
In omaggio al 95° anniversario del maestro Ibrahim Kodra
La casa milanese dell’artista albanese Ibrahim Kodra è diventata una Fondazione che promuove la conoscenza della sua arte. Kodra è arrivato in Italia nel 1938 con una borsa di studio e a Milano ha studiato pittura all’Accademia di Brera. Negli anni fervidi del dopoguerra si è legato al mondo degli artisti che hanno lottato per un rinnovamento politico e culturale della pittura, aderendo al linguaggio postcubista del tempo, ma poi ha ritrovato le astrazioni e i simboli della sua terra d’origine, recuperando le luci, i colori e le forme di un mondo orientale che ricordava l’arte bizantina. Kodra ha vissuto tutta la sua vita a Milano e in Italia ma alla sua morte, nel 2006, ha voluto essere seppellito nella sua terra e quindi ricongiungersi alle sue radici fisiche e mitiche.
La parabola dell’artista albanese in Italia può illuminare alcune costanti che legano Albania e Italia, nell’intreccio di fatti storici spesso drammatici, talvolta addirittura tragici, ma anche fuori da essi. Kodra è arrivato in Italia poco prima che il nostro paese occupasse militarmente l’Albania, ma ha evitato prima le vicende tragiche della guerra e poi il lungo e drammatico periodo del regime comunista. In un certo senso è testimone di una Albania pre-storica e senza tempo, e forse in quel luogo ideale di colori puri e vita forte ha voluto tornare alla fine.
Gli artisti che espongono oggi nella sua casa milanese per festeggiare idealmente il suo novantacinquesimo compleanno non ignorano certo le ferite e le scosse della storia del loro paese, ma forse in comune con il loro antico maestro ideale e con la loro terra sentono un legame originario, energetico, mitico.
Figli dell’immigrazione degli anni Novanta o di più calmi arrivi successivi, restano, testimoniano del perdurare di una memoria d’origine amata e cercata. Come era già successo con Kodra, il contatto con i linguaggi e le pratiche della modernità li ha portati a confrontarsi con forme nuove, ma subito in esse hanno riversato la memoria del loro luogo d’origine. Ancora emerge il profilo dell’eroe nazionale Skenderbeg, delle donne, delle case e della vita quotidiana, oppure il racconto delle strade, del lavoro e della vita nelle città dei decenni passati, attraverso le fotografie delle vecchie riviste e dei giornali. O, ancora, i fatti e i riti della vita ricostruiti come in un teatro d’ombre. Pittura, installazione, video, performance, internet … ogni forma della comunicazione contemporanea serve ad alimentare un legame che nella lontananza si filtra e cristallizza. Gli artisti della comunità albanese, dispersi ovunque in Italia e ancora ben visibili in una affiatata comunità dell’Accademia di Brera, sono una delle ricchezze del mondo multicentrico e multiculturale in cui viviamo e una riserva di energia e di poesia per il loro Paese d’origine. Una riserva che, ne sono certo, tornerà a depositare segni e memorie nel suo luogo d’origine.
La mostra presenterà, assieme ad alcune opere storiche di Ibrahim Kodra, lavori di Agim Muka, Artan Shabani, Alfred Mirashi Milot, Vénera Kastrati, Alban Met-hasani, Shpati Hodoj, Stefany Savino, Arjan Shehaj, Ervin Zyka.
Testo critico Dario Trento

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