Objets Trouvés

Objets Trouvés

Titolo

Objets Trouvés

Inaugura

Martedì, 6 Maggio, 2014 - 18:30

A cura di

Silvia Fabbri

Artisti partecipanti

Anna Muzi Falconi, nata a Roma,  vive e lavora a Milano. Ha frequentato l' Accademia di Moda e Costume di Roma e la Central Saint  Martins School of Arts di Londra.

Ha tenuto la sua prima personale nel 1998 presso la Galleria Antonia Jannone di Milano.

Dal  2007 esplora attraverso la pittura il quartiere in cui abita: la zona che gravita su via Paolo Sarpi, vale a dire la Chinatown Ambrosiana. Nel 2012 ambienta i suoi dipinti nei supermercati dove ritrae  post adolescenti in una allarmante associazione tra giovinezza e consumismo  massificato. In questo ambito Anna Muzi mette in luce l'ambiguità di un modello di adolescenza capace di esercitare un fascino tanto autentico quanto conturbante fosse anche per essere un modello di "alto consumo".  La sue opere sono state esposte presso lo Spazio per l’Arte Contemporanea di Lugano, alla Stattbad Gallery di Berlino e al Museo National De Bellas Artes, La Havana (Cuba).

 

Principali mostre personali

2012 :KISSES AND CAKE- Artgallery -Altavia a cura di Roberto Borghi

2008: CHINATOWN -Centro Internazionale Brera, Spazio Nuovo a cura di Roberto Borghi

2007:CHINAMOOD -Spazioperlartecontemporanea, Agno (Lugano) a cura di Paola Formenti

2005: CHINAMOOD - Spazio Orso 16, a cura di Roberto Borghi

2002: LUCI E OMBRE -Istituto di Cultura Italiano, Liubjana (Slovenia)

2000: SOSPESA- Fondazione Micol Fontana, Roma

2000: INTIMITÀ ED ASTRAZIONE -Galleria Antonia Jannone, a cura di Alessandro Riva

2000: INTERNI -Spazio Moroso, a cura della Galleria Antonia Jannone

 

 

Principali mostre collettive

2013: CARTA CANTA - Galleria Antonio Colombo; THE SPRINGSHOW/13 Italian Contemporary Artists -  Stattbad Gallery, a cura di GiacomoSpazio e The Don Gallery, Berlino ; ARTE IN SARPI -a cura di Rossella Farinotti; ROADMAPS - Spazio Oca ex Ansaldo acura di Silvia Fabbri.

2012: PERTURBATIONES -Museo NacionalDe Bellas Artes Habana, Cuba a cura di Sputnik Arts Project; PORTRAITS Nhow Hotel a cura di Elisabetta Scantamburlo; SUBTERRANEAN MODERN - From Punk to Urban Art,  a cura di Giacomo Spazio e The Don Gallery; L’ANGELO DI MELOZZO

DA FORLI’ E IL RADICCHIO DI TREVISO- Galleria Maria Cilena a cura di Roberto Borghi; WAMH 01 - Cartiere Vannucci a cura di Francesca Maria Montemagno,

2011:10X10 Galleria Obraz; 10 ANNI GALLERIA OBRAZ- Spazio Bigli.

2010: MARYLYN NO MORE- Wannabee Gallery; CHRISTMAS RODEO- Galleria Antonio Colombo

2009: Finalista PREMIO CELESTE- Fabbrica Borroni; finalista Premio INTERDEPENDENCY 53ª Biennale, Isola Certosa, Venezia; SOTHEBY’S Asta di Arte Contemporanea ADISCO, Milano.

2008: CAVALLI IN PIAZZA Laboratorio delle Arti, a cura di Roberto Borghi, Piacenza

2006:13X17 Padiglione Italia, Mostra-Performance a cura di Philippe Daverio

2001: PITTURA E MODA Galleria Montenero, a cura di Marco Tagliaferro

2000: ARTE E DESIGN- Arengario, Milano

2000: ARTE E MODA-IO DONNA - Humanitas, Corriere della sera

1999: BESTIARIO Galleria Antonia Jannone

 www.annamuzi.com

Presso

Galleria Francesco Zanuso
Corso di Porta Vigentina 26, Milano

Comunicato Stampa

"Si possono descrivere delle cose, degli oggetti quotidiani , usando un linguaggio comune, ma preciso  - una sedia, una forchetta, la tendina di una finestra - e dotare questi oggetti di un potere immenso, addirittura sbalorditivo" - Raymond Carver

 

Da sempre nel mondo poetico di Anna Muzi si avverte una fascinazione straordinaria, quasi un amore visionario per tutto ciò che la circonda, per gli oggetti che l'accompagnano nel tempo e che nel tempo ha raccolto - inconfondibili sedie e poltrone vintage, radio Brionvega, appendiabiti Eames, souvenirs e maschere africane, suppellettili cinesi, tappeti orientali, foto d'annata - che nelle sue opere silenziose si trasformano, acquistando un potere evocativo e quasi misterioso.

Dunque come in un gioco di composizioni astratte, dove le figure e le forme compaiono come semplici colori e geometrie, l'artista si diverte a ricomporre gli obiets trouvés della sua vita, passata e presente facendo scorrere sulla tela le immagini ricomposte di un proprio diario intimo: come in un fotogramma di una pellicola alla nouvelle vague.

Qui riordinando e raccogliendo forme, pezzi e colori che hanno colpito la sua immaginazione nel tempo, incomincia  a lavorare sulla composizione e sugli accostamenti cromatici, con un principio che sembra riecheggiare, forse retaggio dei suoi esordi, i primi "assemblaggi" di ascendenza dadaista.

 

Le immagini ricomposte di un proprio diario intimo.

 In un continuo gioco di rimandi tra passato e presente, ricordi e citazioni questi oggetti ci parlano di una pittura ricercata, ma rigorosa ed essenziale, dove ogni elemento cromatico e compositivo si raccorda come un tassello, per ricomporre le trame di storie insieme personalissime e universali.

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