La notte immensa

La notte immensa

Titolo

La notte immensa

Inaugura

Giovedì, 2 Febbraio, 2017 - 20:00

A cura di

Laura Serani

Artisti partecipanti

Alisa Resnik Alisa Resnik nata a St Petersburg nel 1976, adolescente parte con i genitori per Berlino, nel 1990, in seguito alla dissoluzione dell’Unione sovietica. 
Dopo gli studi di storia dell’arte e di filosofia a Berlino e a Bologna, nel 2008 Alisa si avvicina alla fotografia, viaggia attraverso l’ Europa, torna in Russia e in Ucraina. 
Nel frattempo, segue nel 2009 un workshop in Toscane (TPW) con Antoine D’Agata, nel 2010 un atelier (Ostkreuzschule für Fotografie Berlin) con Anders Petersen e, dal 2010 al 2012,  la Reflections Masterclass di Giorgia Fiorio. 
Dal 2009 le sue immagini sono state presentate in numerose mostre e proiezioni in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Russia, Olanda, Portogallo, Grecia, Malesia e India. 
Vincitrice dell’ European Publishers Award, con One another, pubblicato in Italia da Peliti Associati nel 2013 sotto il titolo « L’un L’autro », Alisa Resnik ha vinto nel 2009 il Winephoto in Italia e il Descubrimientos PHE, organizzato da PhotoEspaña a Madrid ed é stata finalista del Leica Oskar Barnack Award nel 2014.

Presso

Plenum fotografia contemporanea
Via Vecchia Ognina 142/b

Comunicato Stampa

La galleria Plenum fotografia contemporanea è lieta di presentare la mostra personale della fotografa Alisa Resnik dal titolo “La notte immensa” a cura di Laura Serani. - vernissage 2 Febbraio 2017 alle ore 20.00 chiusura della mostra 25 Marzo 2017. (Orari apertura galleria lunedì, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, martedì, giovedì e sabato dalle ore 17:00 alle ore 19:00.)
 
 
 
LA NOTTE IMMENSA
Alisa Resnik fotografa la vita e il suo riflesso, la fragilità, la grazia, la malinconia, la solitudine. Di un universo che respira inquietudini e angosce, restituisce un’immagine da cui trapela soprattutto la sua empatia profonda per le persone e i luoghi. Luoghi di cui ama, o ricrea giocando con il buio e la penombra, l’atmosfera di un vecchio teatro di quartiere dai velluti rossi polverosi o qualcosa di simile a quella dei film di David Lynch.  I personaggi che s’incontrano nel suo viaggio notturno, adulti, bambini, giovani donne, appaiono ora persi e interrogativi, ora « abitati »;  visitatori inattesi, maestri di strane cerimonie, domatori di chissà quali demoni, tutti sembrano nascondere misteri e recitare ruoli a noi ignoti. Nelle immagini di Alisa Resnik lo spettacolo si improvvisa, senza copione, la realtà appare trasformata da una sorta di occhio magico. Tali dei fondali di teatro, corridoi deserti, fabbriche in disuso, case all’apparenza disabitata dove luci fioche forse dimenticate interrompono il buio, alberi tristemente scintillanti sotto la neve o sotto le ghirlande, come altrettanti paesaggi interiori, ritmano la galleria dei ritratti e la marcia dei sonnambuli. Le sue immagini, come visioni, non raccontano, trasmettono sensazioni. E ispirano un forte sentimento di nostalgia che avvolge l’insieme, non solo le immagini più direttamente legate al mondo dell’infanzia, pervase da un’atmosfera fiabesca o dalla magia di un vecchio circo. Una nostalgia mista a melanconia, come una nebbia leggera, trasforma ovunque in realtà poetiche le persone, i paesaggi, le cose e persino gli animali più provati.
Nel mondo di Alisa Resnik, costruito nel corso del tempo, risuona l’eco dei suoi viaggi, degli incontri e della sua vita tra l’Est e l’Ovest, tra il prima e il dopo la caduta del muro di Berlino, che ha vissuto da adolescente. La scoperta della pittura classica in Italia, l’esperienza dei primi workshop e della Reflexions masterclass, rielaborate, saranno le basi dell’elaborazione spontanea di un linguaggio originale e giusto, espressione d’ incertezze e tormenti profondi.  Lo spettro cromatico d’Alisa Resnik é fatto dei colori dell’oscurità, di rossi e verdi profondi che assorbono le rare luci e ricordano i toni tragici della pittura caravaggesca. I suoi dannati possono far pensare alle discese in inferno di D’Agata, il suo mondo notturno richiamare quello del Café Lehmnitz di Petersen ad Amburgo, riparo di ubriachi, marinai e prostitute, ma, al di là dei riferimenti, il più importante nel lavoro di Alisa Resnik é una scrittura fotografica magnetica, capace di tradurre un approccio spesso fusionale, un effetto specchio con le persone ritratte. L’insieme assomiglia al ritratto di un mondo in huit clos che protegge e rassicura, piuttosto che inquietare. Come un ritratto di famiglia, di un clan un po’ maledetto forse.., ma dove i legami esistono e resistono contro il buio, la solitudine, il freddo e le paure di andare più lontano. 
Laura Serani

 

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