‘IS NOT’ – RES. ARTIST in NYC by Giorgia Valmorri

‘IS NOT’ – RES. ARTIST in NYC by Giorgia Valmorri

Titolo

‘IS NOT’ – RES. ARTIST in NYC by Giorgia Valmorri

Inaugura

Mercoledì, 25 Settembre, 2013 - 18:00

A cura di

Carla Paiolo

Presso

sedi varie, New York City - Disambigua ArtSpace
New York City

Comunicato Stampa

‘IS NOT’ – RES. ARTIST in NYC by Giorgia Valmorri       

Giorgia Valmorri- Residenza d’artista
New York City
dal 25.09.2013 al 04.10.2013
con il supporto di Disambigua ArtSpace  www.disambiguartspace.com

È prevista dal 25 settembre al 5 ottobre 2013, ‘IS NOT’, la residenza dell’artista Giorgia Valmorri presso New York City,  a segnare così la seconda fase del progetto ‘The past is not in my hands’, curato e sostenuto da Disambigua ArtSpace.
La prima parte del progetto, svolta a Firenze e conclusasi da poco, ha marcato con tutta evidenza il pensiero centrale e fondante su cui poggia l’intero progetto di Giorgia Valmorri, espresso nel nome dello stesso: “il passato non è nelle mie mani”.  C’è l’indicazione del passato, di un passato dal quale prendere le dovute distanze.
Previa la cognizione dell’obbligo morale di una coscienza storica dalla quale non si può prescindere, il passato è da intendersi nell’accezione generale del termine, ma, in particolare, nell’utilizzo erroneo che ne è fatto, laddove si lega al rallentamento se non addirittura all’impedimento dello sviluppo e all’evoluzione del presente.
Si è presentato il rapporto dell’artista con il fare e con il tempo, con quel particolare tempo che si trova a vivere.
Un pensiero quindi, ma anche una posizione, chiara, netta per quanto articolata, in cui si è volutamente messo in secondo piano la lettura e il godimento estetico del lavoro in se, per intervenire, invece, su processi mentali di diverso tipo, che potessero in qualche modo attivare dei quesiti o delle interazioni, disgiunti dall’appagamento formale che un impianto estetico ben definito genera in chi osserva.
Posta all’esterno di un’area di sosta, l’opera aperta al pensiero, poteva infatti essere completata materialmente, attraverso ‘collegamenti’ fatti in sito o al di fuori, con una partecipazione attiva delle persone, resa possibile grazie a semplici indicazioni e alcuni materiali lasciati dall’artista. 
Inoltre, una concezione di  site-specific pensata in relazione sia il luogo specifico della messa in piece, sia a quelle caratteristiche socio-culturali della città, quale Firenze, in cui è forte l’assenza di un’apertura al contemporaneo. 
La residenza parte quindi da questa prima fase e riflessione, per svolgersi poi in maniera autonoma. ‘IS NOT’ è una possibilità da parte dell’artista, di registrare eventuali coincidenze o diversità , ma soprattutto quella di misurarsi con il suo spazio interno. In questa fase del progetto, attraverso la non-collocazione, Giorgia Valmorri avrà l’occasione di muoversi liberamente all’interno di una metropoli estesa come quella di New York City e crearsi così la sua inedita area di ricerca.
Da sfondo ci sarà la dualità riservata al micro e al macro, al mobile e al fisso, all’interno e all’esterno, delle cose, della città, dell’idea di casa, del pensiero e di un corpo sonoro che prosegue il suo viaggio.
‘IS NOT’ è una prospettiva di residenza intima, libera di svolgersi e di avere luogo senza alcun vincolo di sorta.
Pensando al  crescente fenomeno delle residenze d’artista, vediamo come questo sia strettamente in linea con i tempi, si modificano i propositi e i format da parte dei vari enti, associazioni, gallerie e fondazioni che le promuovono.
-Volendo visualizzare mentalmente un diagramma che ne possa rappresentare l’andamento,  la nostra mente si troverebbe difronte ad una forma che sfugge, o meglio ad una sovrapposizione di immagini acquisite, di dati e variabili dissimili tra loro, e che solo parzialmente possono assolvere alla funzione di sintesi.
Pensando allo stesso diagramma, proiettato e filtrato attraverso la mente del destinatario, ossia di un artista o altra figura interessata,  sicuramente si potrebbe distinguere una linea ben netta, con orientamento di tipo ascendente ed in primo piano rispetto alle altre.
Questa linea è  quella che traduce la sensazione di libero arbitrio, quella che avverte la bellezza del non conosciuto, del desiderio intimo di esplorazione, della ricerca, di misurare  e misurarsi in quel luogo e arco di tempo stabilito.
La misura dell’aria invece, quella necessaria a un respiro che include un’emozione, è stato materializzato in un concerto ‘InterValue live’  di Renato Cantini e Claudio Ingletti, dall’interno delle mura dove ‘The past is not in my hands’ ha avuto luogo, ed è stato, istruzioni alle mani, il nostro personale ‘collegamento’ da inviare a Giorgia Valmorri.
Questo è stato un momento di ascolto e partecipazione spontanea da parte dei presenti, andando ben oltre le aspettative o le nostre intenzioni.
Lasciarsi sorprendere è qualcosa che per fortuna non abbiamo il potere di controllare né tantomeno prevedere, ed è ciò che ci auguriamo possa accadere a Giorgia Valmorri durante il periodo di residenza.
-In attesa di una città, spazio altro che potrà in futuro accogliere l’intero progetto ‘The past is not in my hands’ comprensivo di ‘IS NOT’, concludiamo con questi versi, tratti da ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino.
Ipazia
Di tutti i cambiamenti di lingua che deve affrontare il viaggiatore in terre lontane, nessuno uguaglia quello che lo attende nella città di Ipazia, perché non riguarda le parole ma le cose. […] I segni formano una lingua, ma non quella che credi di conoscere -. Capii che dovevo liberarmi dalle immagini che fin qui m’avevano annunciato le cose che cercavo: solo allora sarei riuscito ad intendere il linguaggio di Ipazia.

Per informazioni
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