Nel Palmo di una Mano

Nel Palmo di una Mano

Titolo

Nel Palmo di una Mano

Inaugura

Sabato, 19 Novembre, 2016 - 18:30

A cura di

Kristien De Neve

Artisti partecipanti

Angela Esposito

Antonella De Grandis

Claudio Lanzidei

Danielle Koch

Edith Corossacz

Federica Cicchelli

Gloria Baldazzi

Julie Rice

                                                      Letizia Marini

Marina Monaco

Marina Mamian

Marisa Muzi

Paola Sarti

Rossana Borlone

Simona Pantano

Stefanie Stella

Tina Surico

Presso

Galleria Frammenti D'Arte
Via Paola,23 00186 Roma

Comunicato Stampa

Nel Palmo di una mano indica prima di tutto una misura: tra le linee e le pieghe del tutto individuali della mano può abitare temporaneamente solo qualcosa di molto, molto piccolo. Le miniature qui esposte infatti non superano 10x10 cm. Spesso sono anche più minute. 

   Tutti gli autori delle miniature propongono dei microcosmi individuali che necessitano di una particolare attenzione per essere scoperti, proprio grazie alla misura minuta dei lavori. Solo un’immersione molto lenta, oppure un tuffo davvero profondo fanno intravedere un possibile messaggio. I significati non si svelano ad uno sguardo distante e fugace, occorre avvicinarsi.

 Ciò che teniamo o portiamo sul palmo della mano è ciò che ha significato per noi. E’ sicuramente qualcosa che merita una particolare attenzione - ci chiniamo verso di essa - sì, è probabilmente qualcosa di prezioso. Il piccolo spesso tocca il grande. 

 

L’allestimento  intende preservare l’individualità giustapponendo tante piccole personali.  Ogni miniatura è il frammento di un discorso, un percorso individuale rintracciabile seguendo accuratamente i fili. e le trame trasparenti.   Fili e trame sospese diventano così una metafora della persona, l’entità che fa da collante tra le miniature : tanti piccoli frammenti apparentemente diversi e apparentemente simili al sé e al mondo immaginato.

   “La persona” sta tessendo una storia in continua trasformazione senza interruzione alcuna; noi ne vediamo  solo dei frammenti separati. Qualche volta però  si riesce a  intravedere il filo e la trama che unisce. Spesso il filo si tende, alcune volte sembra addirittura andare oltre, eppure, non si spezza.

   Qualora il filo e la trama abbiano la natura troppo fragile, diventerà possibile racchiudere le miniature in uno spazio ancora più dichiarato. Allora le piccole opere saranno circondate e protette dalle solide pareti delle nicchie,  per evitare una veloce dissipazione dei frammenti.

In ogni caso, come spesso accade, si sceglie quindi di non confondere le acque collegando e tenendo insieme i vari frammenti personali, pur sapendo che è un’impresa quasi impossibile.

Nulla è davvero separato ed esclusivamente. personale. Siamo una confluenza di frammenti di ...

E pure preservare le sfaccettature particolarissime di ciascuno ci sembra molto importante, sottolineare  la diversità  nell’unità ci   sembra indispensabile.

    Più che una collettiva si tratta infatti di diciasette mostre personali   in miniatura   ed  ognuna occupa   un piccolo spazio una accanto all’altra, ben definito.

Le affinità ci sono, così come ci sono tante diversità. I linguaggi sono multipli.

La sfida è quella di farle abitare insieme in un unico spazio, senza togliersi il respiro, dando loro un nuovo respiro.

   Vorrei chiudere questa breve introduzione con la nota immagine del palmo della mano

colmo di sabbia di mare: se lo chiudiamo in un tentativo di preservazione, gran parte della sabbia si disperderà tra le dita e cadrà a terra, se lo teniamo aperto, paradossalmente, la sabbia permarrà lì, senza disperdersi.

Kristien De Neve

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