Mostre personali di Monica Anselmi e Luigi Bianchini - Interazione

Mostre personali di Monica Anselmi e Luigi Bianchini - Interazione

Titolo

Mostre personali di Monica Anselmi e Luigi Bianchini - Interazione

Inaugura

Sabato, 30 Aprile, 2016 - 18:00

A cura di

Luciano Carini

Artisti partecipanti

Monica Anselmi, Luigi Bianchini

Presso

Galleria d'arte contemporanea Studio C
via Campesio 39 Piacenza

Comunicato Stampa

 

 

 

Alla galleria d'arte contemporanea STUDIO C di via G. Campesio 39 si inaugurano oggi, alle ore 18, le mostre personali di Monica Anselmi e Luigi Bianchini dal titolo “Interazione”.

Una sola mostra per due personaggi, diversi nella personalità e nelle tematiche di fondo, ma saldamente uniti dalla visione generale dell'arte intesa come viaggio interiore, strada unica e sorprendente per comunicare messaggi, tensioni ed emozioni, come studio e ricerca continua dentro i linguaggi, variegati e complessi, del nostro tempo e, ancora, arte come immagine ed icona della contemporaneità, di un “presente” che da una parte appare misterioso e di difficile lettura e dall'altra affascinante per le straordinarie conquiste tecnologiche che hanno letteralmente rivoluzionato la comunicazione, i comportamenti, il modo stesso di intendere e concepire l'arte e la vita.

Una ricerca, quella dei due artisti lombardi, iniziata parecchi anni fa e giunta ora ad una sorprendente maturazione riconosciuta dalla critica ufficiale, dalle Accademie e dalle Università e che si è concretizzata con gli inviti ufficiali di importanti Enti ed Istituzioni come la Triennale di Roma e la Biennale Internazionale d'arte di Venezia.

Monica Anselmi: ha conseguito il diploma in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera studiando con Bruno Gandola, Paolo Minoli, Luisa Spinatelli e Pietro Diana. Successivamente ha frequentato i corsi di specializzazione in calcografia e litografia presso il Centro Internazionale della Grafica di Venezia e attualmente è docente di disegno e storia dell'arte presso il Liceo “T. Taramelli” di Pavia. Ha inoltre insegnato Cromatologia e disegno alla “Scuola Cova” di Milano e conduce corsi di disegno, pittura e storia dell'arte presso la “Scuola Civica” di Pavia.

Padrona assoluta del mestiere (cosa assai rara di questi tempi), Monica Anselmi pratica un'espressione fortemente attuale e contemporanea dove le varie tecniche (pittura, serigrafia, monotipia, installazione ecc) vivono in una positiva e costruttiva commistione e/o contaminazione unendosi tutte insieme al servizio dell'arte e del pensiero. Un'arte, quella della nostra artista, che proviene dal “figurativo”,  e dalla “grande Arte” del passato, un figurativo intensamente vissuto e praticato, ma che poi si è gradualmente evoluto e modificato fino a giungere ad una apparente dissoluzione. E dico apparente perchè anche quando l'espressione di Monica Anselmi sembra farsi più libera e sciolta cercando di uscire dai labirinti della  forma, anche quando le sue opere si fanno più segniche e grafiche tracciando reticoli, percorsi e traiettorie, è quasi sempre possibile ritrovare e percepire elementi concreti, facenti cioè parte della realtà, del vivere quotidiano.

Senza dubbio, dopo la grande lezione figurativa, Monica ha sentito il fascino delle Avanguardie Storiche e degli ultimi Movimenti  artistici e culturali del nostro secolo riuscendo, con spontaneità e naturalezza, ad innestarli sulla propria espressione e la propria esperienza. Così facendo le sue opere da una parte hanno conservato la forza e la potenza della nostra grande tradizione e dall'altra hanno acquisito libertà ed immediatezza, freschezza d'invenzione e scatto gestuale. Pittura ricca e inquieta, percorsa sempre dal tumulto interiore e dal fremito dell'emozione che oggi si è arricchita anche di elementi “Pop”, richiami all'”Arte Povera” e al “Graffitismo” metropolitano offrendo allo spettatore una visione di assoluta originalità.

Luigi Bianchini: giunge all'attuale espressione dopo un articolato percorso all'interno del “figurativo”, dopo aver trattato e sviluppato tecniche e soggetti legati alla “grande Arte” del passato (Michelangelo, Guercino, Parmigianino ecc.) senza trascurare quella greca e romana: uno scavo continuo e incessante dentro l'immagine e la figura, la rappresentazione estetica dei soggetti e la loro percezione. Eppure anche in queste opere, che hanno indiscutibilmente sancito un intenso periodo di studio e ricerca, erano già presenti i segni di una naturale modernità, gli spiragli di nuovi linguaggi e un “sentire” più libero e autonomo allorchè l'artista scontornava a piacere i soggetti, muoveva con libertà i fondi sanguigni e terrosi e si abbandonava, con buon gusto estetico, al fascino del “non finito”. Forse già da allora, in Luigi Bianchini, iniziava a maturare l'idea dello strappo dal gusto storico e accademico per spingersi con sempre maggiore decisione verso le Avanguardie e quei Movimenti (Espressionismo lirico, Informale ecc.) che poi, nel corso dei decenni, muteranno profondamente il cammino dell'arte. Così, dopo la fase del “segno” e del “disegno”, dopo la ricerca della “forma” e dei “volumi”, ecco che il nostro artista rompe con il passato e intraprende un'altra strada, un altro e diverso percorso. Nascono così le sue steli protese verso l'alto, i suoi totem, le pittosculture e i moduli geometrici che racchiudono al loro interno la “reale illusione del vero” fino a giungere all'attuale espressione dove, le varie tecniche adottate  dall'autore (pittura, fotografia, installazione, digitale e stampa) si fanno, in modo chiaro ed evidente, specchio del contemporaneo, memoria del presente, introspezione ed analisi di stati d'animo, emozioni e sentimenti.

Pittura tutta proiettata verso lo scavo profondo delle intime pulsioni e alla ricerca dell'”io più profondo”,  in una dinamica che gradualmente scopre e svela ciò che è nascosto e latente. Lo scopre e lo fa riaffiorare attraverso il tumulto della materia, gli squarci di luce, la sapienza del gesto, la profondità delle tinte. Pittura che, quasi con fare psicanalitico, si proietta negli abissi più profondi della psiche, dentro i varo gradi o livelli dell'essere alla ricerca della purezza assoluta.

 

 

 

 

                                                                                      

 

 

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