MOSTRA A TEMA L'ENIGMA

MOSTRA A TEMA L'ENIGMA

Titolo

MOSTRA A TEMA L'ENIGMA

Inaugura

Sabato, 16 Marzo, 2013 - 18:00

Presso

centro culturale "La Riseria"

Comunicato Stampa

Sabato 16 marzo alle ore 18.00 apre,
 
presso lo spazio espositivo la Riseria di Novara, l
a
mostra a tema l’Enigma
organizzata dalla curatrice Silvia Ceffa in collabo
razione con il gallerista
Alessandro Binotti e con il patrocinio del Comune e
della Provincia di Novara.
 
Viene proposta una mostra giocata sugli opposti tra
sogno e realtà sul tema dell’enigma in una
elegante e spaziosa location che darà importanza e
rilievo all’evento. Si alterneranno opere
pittoriche, sculture, fotografie e installazioni.
Andare oltre la realtà in arte non significa dissoc
iarsi da essa, bensì attingervi. Affascina sempre
scoprire il mondo dell’artista che si legge attrave
rso un’attenta interpretazione delle sue opere
d’arte. Esse sono i “prodotti” della vita dell’arti
sta, raccontano il suo vissuto, trasmettono messagg
i
ed emozioni, idee e percorsi di vita. Analizzando l
e opere possiamo conoscere qualcosa di più
profondo di ciò che esse rappresentano, qualcosa di
misterioso, di nascosto da interpretare e da
cogliere nei dettagli. Scopriremo così i diversi mo
di di vedere e percepire sogno e realtà.
L’artista riproduce lo scorrere della vita in un ge
sto, un colore, uno scatto e gli dà significato: la
 
forza dell’arte e la forza del commento.
L’arte nasce infatti dal bisogno dell’essere umano
di comunicare ad altri le proprie sensazioni. Chi
genera arte non può che riconnettersi a questo spaz
io onirico, l’arte di per sé è una visione che
trascende il quotidiano, propensa all’emozione, all
a fantasia e alla creatività. Un sogno personale
che è rappresentazione in sé, un viaggio dalla supe
rficie delle cose al profondo, al mondo del
mistero e del caso...l’enigma e un unico filo condutt
ore, il mistero.
Si giocherà sulla tematica tra apparenza e realtà c
oncludendo che il mistero è il significato profondo
 
di tutto il reale in cui esso si manifesta.
Numerosi sono gli artisti che partecipano alla most
ra e provengono da tutta Italia, seguirà a breve
l’elenco. A conclusione dell’evento sarà online il
catalogo con i nomi degli artisti, con foto jpg e
descrizione del lavoro esposto.
 
Durante la giornata del vernissage potrete ammirare
la galleria delle opere d’arte in mostra e
assistere a:
una performance “rompi il guscio” di Margherita Rig
hini.
Margherita ha frequentato il Liceo Artistico A. Ser
pieri e, finite le scuole superiori, si è iscritta
all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Si è laurea
ta alla triennale in Decorazione per l'Ambiente
ed ora sta frequentando l'ultimo anno del biennio s
pecialistico in Decorazione per l'Architettura.
 
Concept della performance:
“La sfera è la crisalide immaginaria che rappresent
a il corpo umano dentro al quale viene
custodito il nostro processo di sviluppo e dentro a
l quale crescono le nostre potenzialità. Attraverso
 
l’accettazione di questo processo enigmatico di tra
sformazione, a cui è sottoposto ciascuno di noi,
anche suo malgrado, durante la vita, si può aspirar
e alla libertà, quella libertà che si conquista
solo a patto di sapersi sciogliere dai lacci , dall
e false convenzioni che ci imponiamo e ci vengono
imposte.”
Questa performance è stata presentata anche presso
i sotterranei dell'Accademia di Belle Arti a
Bologna, durante la Notte Bianca nel periodo di Art
e Fiera. Il lavoro era stato selezionato assieme
ad altri per un evento creato da due curatrici ed o
rganizzatrici di eventi del MaMbo di Bologna.
Il titolo di questo evento e quindi della mostra er

a "Autoritratti I. Nuove Gen(d)reazioni.

Performance di Live Painting di Luca La Marca
Luca La Marca è un pittore astratto figurativo, per
former durante eventi e nel corso degli ultimi
anni ha ideato una sua linea di Pret à Porter.
L’artista manifesta la sua visione del mondo median
te la sua parte creativa, esprimendosi attraverso
il disegno figurato astratto.
 
“La passione per l’arte, unita alla sua fantasia ve
loce e dinamica, crea giochi e mondi nuovi.
Negli eventi di Live painting, Luca esprime i suoi
punti di forza mediante la rapidità nel creare
opere, anche di grandi dimensioni con l’uso mirato
di colori accesi che ne conferiscono energia ed
incisività. Lo stile dell’artista di origini sicili
ane, si caratterizza per il fondamentale aspetto de
lla
comunicazione, di un’intensa sensibilità ai colori
accesi, morbidi, multi sfaccettati e quasi
“sensoriali”. Luca La Marca, durante la mostra, pre
senterà la propria collezione di cravatte
antimacchia dipinte a mano, così da inaugurare a No
vara, un anno pieno di colore ed eleganza.
Durante l’esibizione di pittura dal vivo, si potrà
percepire con mano questa collezione: "L'Arte al
Collo, che darà la possibilità a chiunque di permet
tersi un'opera d'arte.”
 

www.lucalamarca.com.

Ospite: Angela Loveday – saranno in mostra 3 suoi l
avori
 
“Non credere mai di essere altro che ciò che potreb
be sembrare ad altri che ciò che eri o avresti
potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata
che sarebbe sembrato loro essere altro.”
 
(La Duchessa in “Alice nel paese delle Meraviglie”)
 
 
Penso di essere stata uno dei primi “esemplari” di
meticcio in Veneto; questa sorta di primato
credo possa, in un certo senso, spiegare l’intoller
anza, i pregiudizi e la solitudine che hanno
caratterizzato la mia infanzia e la mia pre-adolesc
enza.
Mio padre faceva il fotoreporter, ma a causa del su
o daltonismo dovette ben presto rinunciare.
La fotografia, sin da quando ero bambina, per me ra
ppresentava un problema. Essa era l’oggetto
per cui i miei genitori litigavano, la cosa per cui
a casa non c’era mai abbastanza denaro. Odiavo
la fotografia e, mentre udivo i miei genitori litig
are, promettevo sempre a me stessa che mai avrei
intrapreso questa strada. Purtroppo col tempo ho im
parato che ci sono forze, dentro di noi, che non
possiamo comandare. Ci sono istinti, pulsioni e bis
ogni che se non vengono soddisfatti possono
ucciderci, farci implodere. Il primo contatto “forz
ato” con la fotografia lo ebbi a 14 anni, quando
mi iscrissi (forse inconsciamente, nella speranza d
i riuscire a lasciarmi andare alla mia natura),a
un corso di diploma superiore in Comunicazione Pubb
licitaria, dove la fotografia era una materia
portante del corso. Grazie a lui, al rigore già pro
fessionale che ci impose per quei 5 lunghi anni,
riuscii a fare pace con me stessa, pensando che for
se, un giorno, se fossi stata brava, davvero
brava, avrei potuto fare quello che mio padre non a
veva fatto; avrei saputo gestire me, il mio
denaro, il mio tempo e i miei progetti. Ma il vero
salto di qualità avvenne mentre frequentavo il
corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria, a U
rbino. Lì, finalmente lontana dalla mia
famiglia, dal peso del giudizio e delle opinioni, r
iuscii finalmente a lasciarmi andare. Trovai la
forza di chiedere in regalo a mia nonna una macchin
a fotografica. Il momento in cui la presi in
mano fu il momento in cui percepii per la prima vol
ta cosa ero realmente. Capii che la mia vita
sarebbe cambiata totalmente; io sarei cambiata tota
lmente. Cominciai a chiedere agli amici se

volevano posare per me; cominciai a collaborare con
un gruppo musicale che mi diede carta
bianca su qualsiasi cosa (ancora li ringrazio per q
uesto), poi, come si sa, da cosa nasce cosa. Nel
2007 sbarcai a Milano, dove vivo tuttora. Venni qui
per frequentare un corso di laurea specialistica
alla NABA, anche se, in verità, era l’ultima cosa a
cui pensavo.
 
La cosa che ho sempre trovato difficile, nella mia
vita, è quella di riuscire a sopravvivere a me
stessa. Non sono cresciuta in un contesto familiare
“normale”. Ho sempre dovuto tenere a bada i
miei istinti, le mie passioni, perché non erano con
sone all’aria che si respirava in casa mia. Ho
sempre saputo che il mio destino sarebbe stato, in
un modo o nell’altro, legato a qualche forma
artistica. A 15 anni cominciai a tatuarmi, falsific
ando la firma dei miei genitori. Ho 14 tatuaggi,
metà dei quali estremamente visibili.
Per me la fotografia è un modo per smettere di soff
rire. E’ una necessità. Da qui deriva la natura
della mia ricerca; le emozioni umane, quelle che io
provo come donna (di colore, di 1.86cm di
statura, tatuata, acculturata e alle volte bipolare
), come figlia, come la madre che sarò, e la
professionista che sono. Come essere umano, come an
imale, come oggetto senziente.
E’ difficile, lo ammetto, tentare di raccontare una
storia che non è fatta di parole, ma di silenzi. E
difficile avere la forza di continuare a guardare i
l mondo con il cuore, quando sembra che le
emozioni stiano scomparendo dalla superficie di que
sto pianeta. La mia ricerca non si sviluppa in
superficie, ma in profondità. Io scavo, continuamen
te, dentro me stessa e dentro le altre persone.
Talvolta riemergere da quelle “cave” emozionali e s
ensoriali è difficile; ma quanto più riesco ad
andare affondo tanto più è prezioso ciò che porto i
n superficie. Durante il mio percorso di studi,
fatto per la maggior parte di semiotica, comunicazi
one, psicologia e sociologia, ho avuto modo di
capire la società, le persone e le emozioni/pulsion
i che governano e muovono il mondo. Ho tentato
di capire, attraverso gli strumenti teorici in mio
possesso, come cogliere e comunicare con le
immagini ciò che spesso non si riesce a dire, tanto
meno fotografare.
http://www.angela-loveday.com

 

Immagini

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