mito, rito e storia, Fabio Mariani

mito, rito e storia, Fabio Mariani

Titolo

mito, rito e storia, Fabio Mariani

Inaugura

Martedì, 7 Febbraio, 2017 - 17:00

A cura di

Matteo Ghirighini

Artisti partecipanti

Fabio Mariani 

Presso

Philobiblon Gallery
via Antonio Bertoloni, 45 (zona Parioli)

Comunicato Stampa

mito, rito e storia, Fabio Mariani

 

INAUGURAZIONE MARTEDÌ 7 FEBBRAIO DALLE ORE 17

DAL 7 AL 21 FEBBRAIO 2017

 

La mostra sarà visitabile dal 7 al 21 febbraio 2017

Orari di apertura al pubblico: Lun-Ven 10-13; 15-18 Sabato su appuntamento

Curatore: Matteo Ghirighini

Testi di Matteo Ghirighini, Olivia Spatola, Chiara Violini - Paolo Violini, Fabio Benincasa

Dove: Via Antonio Bertoloni, 45 (zona Parioli), 00197 Roma

Costo: Ingresso libero

Telefono: (+39) 06 45 555 970

E-mail: laura@philobiblon.org

URL: http://www.philobiblon.org

Facebook: https://www.facebook.com/Philobiblonsrl

Sponsor tecnico mostra: Azienda Agricola Casale del Giglio

 

La PHILOBIBLON GALLERY di Filippo Rotundo e Matteo Ghirighini è felice di presentare "mito, rito e storia” di Fabio Mariani. La mostra presenta una ricca selezione di opere dell’artista, anche di grandi dimensioni, datate dal 2005 al 2016 ed eseguite con differenti medium pittorici sperimentati su diversi supporti: dalla pittura all’inchiostro ferrogallico, sopra la tela e la lastra, senza tralasciare la ‘viva materia’ della carta. L’esposizione consente di indagare la complessa e stratificata opera di Mariani e di conoscere da vicino l’evoluzione di una pittura composta di purissima materia e sicuro gesto.

 

“Fabio Mariani è pittore di materia e colori, figurativo al di là del suo essere altro e assolutamente assorbito nella sua ricerca da archeologo inconsapevole: lavora con i gomiti nel fango della terra-materia che si viene a creare sulla tela con certosini accumuli, da dove fuoriescono, scavando strato dopo strato, reperti di colore, ossa di vecchie passioni e detriti di sfumate sensazioni. Con le ginocchia ben piantate nella terra-materia-piano di calpestio attuale-presente si sporge a voler guardare all’interno della cornice, nella zona saggiata e de-stratificata, dove si apre un momento temporale diverso, un altrove più antico. Noi, come lui, ci affacciamo e, affascinati, possiamo studiare quel tempo, potremmo ricoprirlo di zolle, potremmo voler illuderci di riviverlo. Potremmo semplicemente guardarlo. ” Matteo Ghirighini

‘Rito, mito e storia sono il filo conduttore del nuovo progetto pittorico di Fabio Mariani incentrato sull’analisi, di natura antropologica, della relazione tra uomo culturale e uomo naturale. La ricerca “alchemica” di Mariani, iniziata nel 2015 grazie alla scoperta dell’inchiostro ferrogallico, si completa in questa mostra attraverso un nuovo ciclo pittorico … In questo nuovo ciclo pittorico, Mariani utilizza anche supporti metallici quali “tele” per le sue pitture su cui interviene con questo speciale inchiostro naturale da lui stesso prodotto. I colori acidi a base di tannino reagiscono al metallo in una frastagliatura di toni e forme del tutto inedite dando luogo ad un immaginario biomorfo in cui il macrocosmo si fonde al microcosmo. La relazione tra naturale e artificiale si esplica nella relazione instabile tra il dato organico dei colori e la manipolazione intellettuale ad opera dell’artista” Olivia Spatola

“Ritorna ad un approccio “antico”, del tutto simile a quello dei maestri del passato, che avevano un rapporto diretto con i materiali utilizzati, non mediato dai processi industriali di produzione, dai quali infatti scaturisce una materia raffinata, ma fredda. Al contrario, nelle opere di Mariani la materia è viva, calda e vibrante. Porta con sé, inevitabilmente, le suggestioni dei luoghi che l’artista mantiene nella memoria ed è in grado di trasferire nel suo lavoro. Ne derivano opere profondamente liriche, che, con tratti sommari, veloci e “sprezzati”, riconducono la figurazione a un livello ancor più reale, concreto. Il rapporto quasi alchemico con la materia lo riconduce nel solco della tradizione artistica del passato, una concezione nuova dell’antico, un antico che si fa “moderno” e si affaccia prepotente alla contemporaneità” Chiara Violini - Paolo Violini

Al centro delle ultime opere del pittore romano non troviamo più un confronto tra porosità della materia e liquidità del colore-luce, le due dimensioni tendono a ibridarsi e a fondersi con naturalezza. È una nuova dimensione del paesaggio che non è più solo “interiore” nel senso della trasformazione dell’oggettivo in soggettivo, ma diventa addirittura un paesaggismo psichico. La memoria che viene evocata non è più quella del singolo individuo, è una memoria collettiva della specie o della materia stessa che, indagata, si fa granulare, corpuscolare, sub-atomica. L’uso dell’inchiostro segna in Mariani un nuovo screpolamento della superficie pittorica, indicando con nettezza la tensione verso l’attraversamento di una soglia. Una via d’uscita dall’eterna e artificiale lotta tra materia e luce: l’origine, il mythos, diventa genetica, particellare” Fabio Benincasa 

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